Il Voice over Ip (VoIp) è una tecnologia che permette di trasmettere conversazioni vocali su Internet. Il segnale audio, invece di essere veicolato direttamente dal doppino telefonico (sistema analogico), viene digitalizzato, scomposto in pacchetti di dati e inviato in Rete. L'apparecchio ricevente (un computer, un telefono Ip o un adattatore) deve essere in grado di riconvertire il segnale digitale e trasformarlo in sonoro.

La tradizionale commutazione di circuito (circuit switching) nella quale la comunicazione tra due telefoni è possibile perché ogni apparecchio è fisicamente collegato a tutti gli altri, è sostituita così dalla commutazione di pacchetto (packet switching). I vantaggi del sistema sono principalmente una minore necessità di banda a parità di qualità, minori costi per le chiamate, specialmente per quelle a lunga distanza, e per l'infrastruttura.

Per l'utente, il VoIp rende possibile avere un numero geografico personale (ad esempio con prefisso 06) che non cambia anche se ci si trasferisce in un'altra città o all'estero. Inoltre, l'integrazione con i sistemi informatici arricchisce le telefonate con una serie di servizi quali la segreteria telefonica via e-mail, tele e video conferenza, identità del chiamante e così via.

A questo si affiancano dei problemi per i quali bisogna ancora trovare una soluzione universalmente accettata. Quando si chiamano i numeri d'emergenza, ad esempio, è difficile risalire alla localizzazione geografica dalla quale proviene la telefonata per indirizzarla alla centrale più vicina. Inoltre, il VoIp gestisce con difficoltà le chiamate verso fax, l'invio di dati da parte di decoder, modem e sistemi d'allarme.


Il protocollo attualmente più usato nei sistemi VoIp è il Session Initiation Protocol (Sip), uno standard aperto sviluppato dall'Internet Engineering Task Force. Il Sip sta rapidamente rimpiazzando l'H.323, una raccomandazione creata dall'International Telecommunication Union (Itu) che in Italia è ancora adottata da Fastweb.

I DETENTORI DEL BREVETTO

Abbeynet è una software company di Cagliari ed è stata fondata da un gruppo di ingegneri dell'università del capoluogo sardo nel 2000 e, come proprietà, fa capo alla famiglia di Gianluca Dettori, capofila dei 50 ingegneri che la compongono e che ne è anche l'amministratore delegato.

Abbeynet gestisce il traffico telefonico in uscita dalla Rete verso gli utenti esterni, raggiunti ai loro telefoni fissi e mobili dalla chiamate che partono dai computer. Abbeynet è anche andata a trattare con i gestori mobili per i costi delle telefonate verso i cellulari di Tim, Vodafone, Wind e Tre, che hanno infatti tariffe differenti. La tecnologia è italiana, sono gli ingegneri di Abbeynet ad aver sviluppato e brevettato l'algoritmo che fa funzionare tutto il sistema senza bisogno di programmi residenti.


In effetti, a chiedere a Dettori della tecnologia di Abbeynet, risponde che non è Voip ma "Voi", ossia un Voip ottimizzato e in grado di fare alcune importanti cose in più rispetto, per esempio, a Skype, il sistema messo a punto da Niklas Zennstrom, il fondatore di Kazaa. Skype per funzionare deve avere un software abbastanza pesante scaricato sul proprio computer e funziona, quindi, solo da lì.

Il sistema di Abbeynet invece no. Quando ci si collega a Repubblica Voice, per esempio, il server verifica se nel pc ci sia il un piccolo software di interfaccia. Se non c'è, lo invia e lo attiva in tempi impercettibili. Per questo si può attivare da qualsiasi pc connesso in Rete. E l'algoritmo di Abbeynet funziona bene, garantendo un buono standard qualitativo, anche dalle vecchie connessioni dial up a 56k.

COME FUNZIONA

Il funzionamento è semplice. Dalla schermata di base di Repubblica Voice, per esempio, ci si registra, si lasciano i propri dati, si sceglie un nickname, ci si vede assegnare un numero telefonico virtuale che inizia per 21.000, quindi si compra un credito telefonico di 5, 10 o 20 euro, pagando online con carte di credito e sistemi come PayPal o ClickPay. Ogni volta che ci si connette, una mascherina aggiorna sul credito telefonico residuo e, a richiesta, fa comparire l'elenco delle chiamate effettuate e relativi costi. Ma un buon quarto dello schermo è occupato da una tastiera telefonica da cui si possono comporre i numeri.

Un'altra mascherina aggiorna invece su quali sono gli altri utenti registrati al servizio connessi in quel momento in Rete. Con questi ultimi, in particolare, si possono scambiare "telefonate" online in tempo reale, come un servizio di messaggeria vocale in diretta: si clicca sul nome o sul numero dell'utente da raggiungere, e di là squilla un segnale, come una telefonata vera, e grazie ad un microfono si parla. Con una telecamerina da pc, si fanno anche le videochiamate. Ancora non si possono fare videochiamate a videotelefoni della rete fissa o ai cellulari Umts, ma questo accadrà presto. Queste telefonate da pc a pc sono totalmente gratuite, come negli altri servizi simili.

Diverso invece quando si telefona da pc a un telefono, fisso o mobile che sia. Qui si inizia facendo il numero sulla tastiera virtuale, o magari attaccando alla porta Usb del pc una cornetta telefonica da computer: costa una trentina di euro, e la si può portare in tasca. E magari usarla per telefonare da un pc di un Internet Point in giro per il mondo. Chi riceve la telefonata non si accorge di differenze sostanziali. Ma questa volta le telefonate si pagano perché si esce da Internet e si entra nella normale rete telefonica.

I costi? Sono il contrario esatto di quelli della rete telefonica. Si spende molto per telefonare vicino, meno per chiamare lontano. Il paradosso è solo apparente. La telefonata urbana ha oggi costi bassissimi: un minuto a tariffa ridotta costa poco più di un centesimo con Telecom, la metà con Tele2. Un collegamento Internet, mette in gioco un giro più complesso e viene venduta da Abbeynet, anche con Repubblica, a 3,5 centesimi (Iva esclusa).

La convenienza nasce a partire dalle interurbane, che per Abbeynet sono ancora di 3,5 centesimi: inferiore alle tariffe piene di Telecom e Tele2 (ma superiore a quelle ridotte). Sulle chiamate per i cellulari pesa il cosiddetto costo di terminazione mobile stabilito dai gestori dei telefonini, e così i costi risultano più alti. Dove c'è la vera convenienza è però sulle internazionali, dove la tariffa da pc resta sostanzialmente la stessa delle interurbane, almeno per le grandi destinazioni in Europa, in America e in Asia.

Questo tipo di consumo telefonico parte con numeri non grandi, ma intanto il Voip non è più solo un affare di imprese e dei navigatori più incalliti ma diventa alla portata di tutti. E il mercato tra poco si popolerà di nuovi protagonisti. Tiscali lancerà il suo Voip prima della fine dell'anno. La stessa Tele2 guarda con attenzione agli sviluppi di questo mercato. Restano ancora da definire molte regole attorno alle telefonate via Internet. E il moltiplicarsi delle nuove offerte non farà che accelerare il processo, superando anche le resistenze delle telecom più grandi, sia fisse che mobili.


Giancula Dettori (Abbeynet)

Dal sito Repubblica.it http://www.repubblica.it/2004/h/sezi...chedacosa.html