Progresso britannico
Londra - Le quindicenni di Birmingham si vedranno recapitare un messaggio sul cellulare che recita così: ''Hai preso la pillola oggi?''. Il mittente sarà l'Unità sanitaria locale che fa capo al South Birmingham Primary Care Trust e rientra tra le misure studiate per contrastare il record britannico della più alta percentuale di mamme minorenni in Europa. Il Primary Care Trust, che gestisce le unità sanitarie del sud di Birmingham, ha investito 5.000 sterline nel progetto (circa 8.000 euro) per inviare ogni giorno un messaggio a 300 ragazze della zona che abbiano aderito al programma. Chi di loro vuole essere sicura che i genitori non verranno a sapere che fanno uso di questo metodo contraccettivo possono richiedere un messaggio in codice, come ''Chiama Alex'' o ''Porta a passeggio il cane''. A Birmingham, dove il tasso di gravidanza tra teenager è pari a una su dieci, le voci discordanti non si sono fatte attendere. (Š) Il Regno Unito non ha solo il primato di gravidanze tra minorenni, ma ha anche alte percentuali di aborti: uno su cinque coinvolge una ragazza con un totale di 3.500 gravidanze interrotte ogni anno da giovani sotto i 16 anni.
(Ansa del 15 ottobre 2004)

Soldati americani stupratori
IERIŠ - Il volto oscuro del ³liberatori². Il sociologo e criminologo americano J. Robert Lilly indaga per la prima volta, grazie all¹ausilio dei documenti processuali e di testimonianze orali, un argomento rimosso dell¹ultimo conflitto: ³Stupri di guerra² è il titolo del suo libro, appena uscito per Mursia (pp. 360, euro 16) col sottotitolo ³Le violenze commesse dai soldati americani in Gran Bretagna, Francia e Germania² tra il 1942 e il 1945. Sono migliaia _ esattamente 17 mila _ le brutalità commesse e documentate dalle truppe Usa sulle donne dei territori europei man mano sottratti al nazismo; atti che ridimensionano non poco l¹immagine del soldato americano difensore di tutti i diritti umani. Tra l¹altro Lilly ha dichiarato di essere a conoscenza anche di casi di stupri commessi su donne del nostro Paese, e di condanne dai tribunali militari a soldati impegnati nella campagna d¹Italia, e si propone di dedicarvi un prossimo studio.
ŠOGGI _ Giappone. Un soldato americano è stato arrestato a Okinawa per aver usato violenza, ad agosto, su una ventenne. Il caso aumenta l¹insofferenza degli abitanti di Okinawa verso i militari americani in Giappone. Il mese scorso 30.000 persone hanno chiesto la chiusura della base dei marines di Futemma.
(Entrambe le notizie da Avvenire del 16 ottobre 2004)

Iraq: approvata una nuova legge che impedisce che gli agricoltori riutilizzino le sementi
Secondo una nuova relazione prodotta da GRAIN e Focus on the Global South gli USA hanno fatto approvare una nuova legge in Iraq che rischia di danneggiare gravemente la sovranità alimentare del paese. La nuova legge impedisce che gli agricoltori riutilizzino le sementi e in pratica passa il mercato nelle mani delle grandi multinazionali. Gli autori della relazione sottolineano che mentre la sovranità politica rimane un'illusione, la sovranità alimentare del popolo iracheno è stata resa quasi impossibile da queste nuove regolamentazioni. Secondo Shalini Bhutani di GRAIN, una delle autrici della relazione, "Gli Stati Uniti hanno imposto i loro brevetti in tutto il mondo grazie a trattati commerciali. In questo caso, hanno prima invaso il paese, e poi imposto i loro brevetti. Questo è immorale e inaccettabile." Le legislazioni approvate rispecchiano perfettamente la visione degli USA per l'agricoltura irachena del futuro, quella di un sistema di agricoltura industriale completamente dipendente dalle grandi multinazionali che forniscono sementi e altri prodotti. Nel 2002, la FAO stimava che il 97% degli agricoltori iracheni utilizzava i semi di precedenti annate o acquistati dai mercati locali. Quando entrerà in vigore la nuova legge sulla plant variety protection (PVP), ovvero la "protezione delle specie vegetali", diventerà illegale conservare i semi e il mercato sarà monopolizzato da varietà "PVP-protected", "inventate" dagli agribusiness multinazionali. Secondo la relazione, la nuova legge non tiene assolutamente conto del contributo dato dagli agricoltori iracheni allo sviluppo di specie importanti quali il grano, l'orzo, i datteri e i legumi. Le conseguenze saranno la perdita della libertà degli agricoltori iracheni e la messa in pericolo della sovranità alimentare in Iraq. Se le cose stanno così, sembra proprio che gli Stati Uniti abbiano dichiarato una nuova guerra, questa volta contro gli agricoltori iracheni.
(Da http://www.greenplanet.net/Articolo5498.html, 19 ottobre 2004)

Ecumenismo islamico-ebraico a Rimini
Continua a mietere successi l¹ipotesi lanciata venerdì scorso da Alessandro Cavuoti, presidente del Centro islamico Al Tawhid di Rimini, di realizzare un polo interreligioso con una moschea, ma anche con una sede per una comunità ebraica (magari una sinagoga) e una chiesa cristiana. Deciso l¹apprezzamento della comunità ebraica di Bologna: ³Quella del presidente del centro islamico è un¹idea ottima. Sicuramente apprezzabile. Dichiaro aperto al dialogo _ conferma, in toni entusiastici, il presidente della comunità israelitica felsina, Lucio Pardo. ³E¹ lodevole e perfettamente in linea con i nostri principi di dialogo interreligioso. Faccio le migliori felicitazioni e auguri al presidente del Centro islamico di Rimini². (Š)
(Da il Corriere di Rimini del 19 ottobre 2004)

Cardinal Martino: lobby contro la Chiesa
³La voce del Papa e della Chiesa viene spessa zittita da potenti lobby culturali, economiche e politiche². Lo afferma il cardinale Renato Martino, presidente del Pontificio consiglio per la giustizia e per la pace. Le voci della del Santo Padre e della Chiesa (Š) sono poco ascoltate, soprattutto negli ambiti continentali dei Paesi ricchi e benestanti, quando addirittura non vengono deliberatamente fatte sparire, sommergendole nel frastuono e nel baccano orchestrati da potenti lobby culturali economicamente e politicamente mosse prevalentemente dal pregiudizio contro tutto ciò che è cristiano. (Š) A finire sul banco degli imputati di queste lobby, definite dal cardinale Martino ³nuove sante inquisizioni piene di soldi e di arroganza², è soprattutto la Chiesa cattolica e i cristiani, ³verso i quali ogni metodo è lecito se serve a zittirne la voce, dall¹intimidazione al disprezzo pubblico, dalla discriminazione culturale all¹emarginazione². (da la Padania del 19 ottobre 2004)
Commento redazionale: l¹intervento del cardinale Martino è decisamente coraggioso. Però è proprio Giovanni Paolo II, che il Centro studi Federici non riconosce come formalmente Papa (cfr: www.sodalitium.it e www.cattolicesimo.com), a mettere la Chiesa sul banco degli imputati con i suoi ripetuti mea culpa. Ci auguriamo che il cardinale Martino prosegua a sviluppare il discorso delle lobby anticattoliche e replichi all¹intervento di Amos Luzzato, magari parlando della giudeo-massoneria, espressione usata da mons. Jouin, direttore della RISS (Revue internationale des Sociétés secrètes), tante volte lodato dai Papi Benedetto XV e Pio XI.

Luzzato: pericoloso evocare teorie di complotti [pericoloso per chi parla di complotti? NdR]
Professor Amos Luzzatto, a seguito del caso Buttiglione si apre quello innescato dal cardinale Renato Martino: secondo il quale il Papa e la Chiesa vengono zittiti «dal frastuono orchestrato da potenti lobby culturali, economiche e politiche». Da presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, che cosa ne pensa? «Sono accuse generiche, parole senza supporto concreto. Dica a chi si riferisce, nomi e cognomi: altrimenti chiunque può essere indicato come nemico della religione o del genere umano».
Ancora Martino sostiene che spesso nei Paesi ricchi i cristiani vengono «zittiti con intimidazioni, disprezzo pubblico, discriminazione culturale, emarginazione».
«Intimidazioni? Chi è stato minacciato? E di che cosa? Se esistono, denunci fatti precisi, per favore. Altrimenti questo sì che è vero frastuono».
E aggiunge che nel Parlamento europeo ci sono «esponenti di altre religioni» e che vorrebbe sentire «la loro esperienza».
«"Esponenti" di altre religioni oltre ai cristiani? Quanti, chi e come si sono espressi? L'Europarlamento è composto forse di ebrei, musulmani, buddisti? Non mi risulta che sia così, tranne forse qualche caso isolato. Temo che queste accuse generiche, associate a termini come "esponenti", alimentino una rinnovata teoria del complotto. Molto pericolosa».
"Persecuzione" è il refrain che molti ripetono da quando Buttiglione è stato bocciato dalla Commissione giustizia, libertà e sicurezza del Parlamento europeo: dicono che ci sono «pregiudizi, discriminazioni, un'inquisizione anticristiani». Il presidente della Compagnia delle Opere pensa che oggi «i cattolici sono come gli ebrei negli anni '30».
«In quegli anni io non ho potuto frequentare il ginnasio dove ero stato gloriosamente ammesso, ho perso una quantità enorme di parenti nelle camere a gas... Credo che si stia perdendo il senso delle proporzioni. Convivere in una società con persone che si comportano in un modo diverso dal nostro non è una persecuzione». (Š)
Vede un nesso tra tutta questa vicenda e la richiesta - respinta - della Chiesa di inserire un richiamo alle radici cristiane nella costituzione europea?
«Sono casi simili. Infatti credo che non si possa dare il monopolio delle radici europee a una religione, anche se da molti secoli è maggioranza. Lasciando stare le altre radici religiose, che cosa facciamo di quelle greche e latine? Le cancelliamo? E se ci attestiamo su quelle cristiane, vi sono compresi i roghi, la Notte di San Bartolomeo, l'Inquisizione, le guerre di religione? Oppure si devono fare dei distinguo tra radici e loro deviazioni: e in quel caso, con quali criteri? E' stato meglio puntare su altro».
Quale deve essere, secondo lei, un principio inalienabile per i cittadini europei?
«La più piccola minoranza deve avere gli stessi diritti della maggioranza. Bisogna costruire la convivenza tra persone diverse».
(Da il Corriere della Sera del 19 ottobre 2004)

Pubblichiamo, per terminare questa rassegna stampa, una serie di notizie tratte dall¹Agenzia AsiaNews, relative alle persecuzioni dell¹Islam nei confronti dei Cristiani in diversi parti dell¹Asia. Notiamo ancora una volta come i giornali italiani, sempre attenti a denunciare casi di presunto antisemitismo, tacciano sistematicamente le notizie relative ai danni che subiscono le comunità cristiane nel mondo.



INDONESIA - In nome dell¹Islam attaccano allevatori cristiani e sgozzano maiali
Jakarta _ Un gruppo di musulmani armati di lance e macete ha attaccato fattorie di cristiani indonesiani, sgozzando diversi maiali perché emanavano un cattivo odore. Secondo il Jakarta Post, quotidiano nazionale indonesiano, circa 20 maiali sono stati uccisi nelle fattorie del sud Tatura _ provincia centrale del Sulawesi _ mentre la polizia restava a guardare. Gli attacchi sono stati preceduti da una serie di minacce dirette agli allevatori; essi avrebbero dovuto smantellare gli allevamenti di maiali, considerati impuri dai musulmani. Abdul Haris, membro del movimento giovanile musulmano del sud Tatura, ha affermato che ³le fattorie emanano cattivo odore e questa è un¹offesa per noi, in particolare durante il Ramadan². ³Gli allevatori continuavano a peccare e non tenevano conto dei nostri avvertimenti _ continua Abdul Haris nell¹intervista al Jakarta Post _ per questo, durante una riunione, abbiamo deciso di passare all¹azione. L¹inquinamento e il fetore dovevano finire². Per l¹Islam è proibito mangiare carne di maiale e il rispetto delle regole diviene ancora più rigoroso durante il Ramadan, mese sacro per i musulmani. L¹Indonesia è la nazione con il maggior numero di fedeli musulmani al mondo. Nelle Sulawesi gli scontri fra cristiani e musulmani hanno causato la morte di quasi 1000 persone tra il 2000 e il 2001. Nel dicembre del 2001 il governo di Jakarta ha mediato per il raggiungimento di un accordo fra le due fazioni, ma le violenze continuano.
(AsiaNews del 21 ottobre 2004)

LIBANO - Forti contrasti tra cristiani e islamici per il venerdì festivo nelle scuole
Beirut _ Professori e studenti del quartiere cristiano di Beirut (la famosa Beirut est del periodo della guerra) si rifutano in modo categorico di sottomettersi all¹invito del governo di scegliere come giorno festivo per la scuola il venerdì e la domenica. Finora la maggior parte delle scuole di questo settore (come pure la quasi totalità di quelle private, molto diffuse in Libano) si astiene dalle lezioni nei giorni di sabato e domenica. In passato il Gran mufti libanese, sceicco Mohammed Qabbani, aveva più volte sollecitato il ministero della Pubblica istruzione a "costringere le scuole pubbliche a osservare la festività del venerdì". Ma tutto era finito con le forti critiche delle scuole contro l¹ingerenza delle autorità religiose negli affari della scuola pubblica. Nelle ultime settimane lo stesso Bassem al-Jisr, ministro dell'Istruzione nel governo Hariri (da ieri dimissionario), ha invitato le scuole a chiedere il parere del clero residente nel proprio quartiere e poi agire di conseguenza. Finora, invece, un consiglio composto dalla direzione della scuola e da rappresentanti dei professori e dei genitori avevano il compito di indicare un secondo giorno festivo (tra venerdì e sabato) secondo le esigenze della scuola e di comunicare al ministero la loro decisione. Jisr non ha tuttavia indicato né il numero degli uomini del clero da contattare, né le loro appartenenze confessionali, né il meccanismo da adottare in caso di divergenze. L¹indicazione ministeriale è stata accolta con amarezza e rabbia dai professori cristiani. Alcuni professori contattati da AsiaNews a Beirut, affermano che ³la scelta di chiudere nei giorni di sabato e domenica, nasce da considerazioni di praticità educativa e amministrativa e non da considerazioni religiose². Essi hanno pure sollecitato il futuro Ministero della pubblica istruzione di mantenere la questione ³festivitಠfuori delle "lotte confessionali". Se il governo vuole la festività al venerdì, essi spiegano, deve adottare una legge da introdurre a livello nazionale e in tutte le scuole, pubbliche e private, e anche in tutte le altre istituzioni; non deve operare solo con un decreto limitato a una parte della capitale. Alcuni professori controbattono che molte scuole pubbliche site nei quartieri islamici non rispettano l'ora prevista nella legge di catechismo cristiano. (...)
(AsiaNews del 21 ottobre 2004)

INDONESIA - Sulawesi : nuove violenze fra cristiani e musulmani
Jakarta _ Case distrutte e chiese bruciate sono quanto rimane dagli ultimi scontri fra cristiani e musulmani a Salu Assing, un villaggio del distretto di Mambi abitato in prevalenza da musulmani. Da sabato scorso, 16 ottobre, centinaia di cristiani hanno abbandonato le loro abitazioni in seguito ai violenti attacchi di combattenti islamici. Gli scontri hanno causato la morte di 3 persone. Il villaggio di Uhailanu, nel distretto di Aralle anch¹esso a maggioranza musulmana, è stato il teatro di un simile attacco: 11 persone si sono salvate solo perché hanno avuto la prontezza di gettarsi nel fiume. (Š)
(AsiaNews del 21 ottobre 2004)

IRAQ - Islamisti minacciano di morte le studentesse cristiane che non indossano il velo
Mosul _ Minacce e violenze per un¹islamizzazione forzata di studenti, donne e cristiani, si diffondono sempre più a Mosul. All¹inizio del Ramadan, un volantino distribuito all¹università di Mosul prometteva di ³uccidere tutte le irakene che non indossano il velo². I firmatari sono un fantomatico gruppo del ³parlamento dei mujahidin², una sigla che raccoglie rappresentanti di 6 gruppi armati quali ³Monoteismo e Martirio², ³Esercito degli aderenti alla Sunna², ³Squadriglie dei mujahidin², ³Esercito islamico², ³Esercito islamico segreto², ³Gruppo aderenti alla sunna². Il volantino diffida le ragazze dall¹indossare vestiti occidentali e truccarsi. ³Seguiremo chi trasgredirà le regole fin nelle case² e ³non esiteremo a colpire². Nei giorni scorsi i criminali hanno attaccato due ragazze in un mercato di Mosul, colpevoli di non indossare il velo durante la spesa, versando con una siringa acido nitrico sui loro visi. L¹islamizzazione dei costumi _ che ricorda le campagne dei talebani in Afghanistan e quelle dei pasdaran nell¹Iran di Khomeini _ vuole soprattutto colpire gli studenti e le studentesse universitarie. Fra essi, le ragazze cristiane sono un obbiettivo specifico. (...). Essi ³subiranno violenza e persecuzione nelle loro case e nelle chiese² se non interrompono ³qualunque rapporto con l¹infedele invasore². Le continue minacce hanno intimidito i cristiani di Mosul, circa 100 mila persone, una presenza radicata da secoli sul territorio, che raccoglie personalità di punta in campo culturale ed economico.
All¹inizio le chiese locali avevano allestito dei bus per permettere agli studenti di frequentare l¹università, ma da 2 settimane i ragazzi e le ragazze non vanno a lezione perché hanno minacciato di colpire i mezzi di trasporto. Khalila (nome inventato per motivi di sicurezza), universitaria di Mosul, afferma che ³gli studenti cristiani non possono frequentare le lezioni e le studentesse sono umiliate per il comportamento disumano dei fondamentalisti². Secondo padre Joseph, sacerdote di Mosul, l¹accanimento contro i cristiani si spiega per il fatto che ³i cristiani costituiscono il 3% della popolazione, ma a livello culturale costituiscono circa il 40%: molti sono professori universitari, medici, ingegneri. (...)
(AsiaNews del 22 Ottobre 2004)


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