Ahmadinejad: «Israele stato razzista»
Via al summit Onu a Ginevra
Così il presidente iraniano durante l'incontro con quello svizzero. Tel Aviv richiama ambasciatore a Berna
GINEVRA - Parte tra le polemiche la conferenza Onu sul razzismo a Ginevra, all'ombra del boicottaggio di diversi Paesi occidentali e della controversa presenza del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che in passato ha definito «un mito» l'Olocausto e ha auspicato la cancellazione dello Stato ebraico dalle carte geografiche.
IRAN ATTACCA ISRAELE - E, prima del vertice, proprio per causa del presidente iraniano si accende il primo scontro politico. Ahmadinejad ha infatti definito Israele «la più orribile manifestazione del razzismo» durante un incontro avuto domenica sera a Ginevra con il presidente svizzero Hans Rudolf Merz. Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars. Ahmadinejad, aggiunge l'agenzia, ha sottolineato anche la politica di «due pesi e due misure sui diritti umani e la violazione degli stessi diritti umani negli Usa e in Europa». Il presidente elvetico, secondo l'agenzia iraniana, avrebbe detto tra l'altro che «la Svizzera non seguirà le minacce unilaterali degli Usa e della Ue nelle sue relazioni con la Repubblica islamica dell'Iran».
LA RISPOSTA DI ISRAELE - Israele, assente alla conferenza, ha ordinato all'ambasciatore di Israele in Svizzera di rientrare in patria per consultazioni. Fonti del ministero degli esteri hanno spiegato al sito del quotidiano Yediot Ahronot che il provvedimento rappresenta un gesto di protesta per l'incontro di domenica fra il presidente elvetico Hans Rudolf Merz e Ahmadinejad. E il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha fortemente critico l'invito rivolto al presidente iraniano, apostrofandolo come «razzista».
LA REPLICA SVIZZERA - Il presidente svizzero non condivide le critiche israeliane con il presidente iraniano. «Le capisco ma sono ingiustificate», ha detto Merz ad una radio svizzera citato dall'agenzia elvetica Ats. Per Merz il dialogo con l'Iran è necessario. Il presidente svizzero non ha voluto esprimersi sul richiamo dell'ambasciatore israeliano a Berna.
BAN KI-MOON - Intanto, aprendo i lavori della Durban II, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon (che a margine della conferenza il segretario delle Nazioni Unite ha poi incontrato Ahmadinejad) ha insistito sul fatto che tutte le forme di razzismo, incluse l’antisemitismo e l’«islamofobia», vanno combattute. Il numero uno delle Nazioni Unite ha anche criticato l'assenza di numerosi Paesi alla conferenza. «Sono profondamente deluso - ha detto. Rimpiango profondamente che alcuni abbiano scelto di farsi da parte. Spero che non duri a lungo».
I PAESI ASSENTI E I PRESENTI- Israele, Canada, Stati Uniti, Italia, Germania, Olanda, Svezia ed Australia non partecipano ai lavori, temendo una replica delle manifestazioni antisemite che avevano contrassegnato la precedente riunione delle Nazioni Unite contro il razzismo, nel 2001 a Durban (Sudafrica). I Paesi assenti contestano il documento finale della conferenza e i controversi riferimenti a Israele e alla «diffamazione delle religioni».
Il presidente dell'Iran Ahmadinejad arriva a Ginevra (Reuters)
E certamente le defezioni sono state favorite anche dall'annunciata presenza del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, noto per le violente diatribe contro Israele e per aver definito l'Olocausto «un mito». Molti temono che il capo di Stato iraniano rinnovi i suoi violenti attacchi contro Israele.
L'ONU CONDANNA I NEGAZIONISTI - Da parte sua, Ban Ki-moon tenta in extremis di salvare la conferenza voluta dalle Nazioni Unite sul razzismo, difendendo comunque la contestata dichiarazione finale come un testo «attentamente bilanciato» e ricordando che il summit di Ginevra punta proprio a sedare tensioni che potrebbero in altro modo esplodere. Poiché oggi ricorre la giornata della memoria, in Israele, Ban Ki-moon ha inoltre ripetuto la sua condanna per coloro che negano l'Olocausto. Il segretario generale dell'Onu, ha dello la sua portavoce, «condanna l'Olocausto e coloro che ne minimizzano l'importanza, ricordando che nel 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione secondo cui 'ignorare il fatto storico di questi terribili eventi aumenta il rischio che essi si ripetano», ha detto la sua portavoce.
UE: «REAGIREMO IN CASO DI DICHIARAZIONI INACCETTABILI» - Nel frattempo la Commissione europea ha fatto sapere che è pronta a reagire «in modo appropriato» qualora alla conferenza Durban II sul razzismo si arrivasse a dichiarazioni «inaccettabili». È quanto ha dichiarato la portavoce per le Relazioni esterne della Commissione europea, Christiane Hohmann. «La Ue - ha detto - ha seguito molto da vicino la preparazione della conferenza, contribuendo a forgiare la sua posizione dall’inizio. Ora partecipa in quanto osservatore». «Il testo non è ideale, ne siamo consapevoli, ma è il risultato di un lungo compromesso» per Hohmann, che ha aggiunto: «Seguiremo molto da vicino gli sviluppi della conferenza, che corre il rischio di essere dirottata. Reagiremo in modo appropriato a qualunque dichiarazione inaccettabile fatta durante la conferenza». Tuttavia la portavoce ha sottolineato come la Commissione ritenga di poter trarre qualcosa dalla conferenza, concludendo: «Rimaniamo impegnati a fare tutto quello che possiamo».




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