Al grido di "spesa proletaria" sono tornati i delinquenti della sinistra violenta che hanno fatto il bello e il cattivo tempo per le strade di Roma. Guidati da Luca Casarini e Nunzio D'Erme, un nutrito gruppo di personaggi riconducibili ai centri sociali, sono entrati in un supermercato della periferia romana facendo razzia di tutto quanto hanno potuto portare via, prelevando generi alimentari, bevande, computer, dinanzi a clienti esterrefatti e forze dell'ordine che non sono intervenute per non rischiare di far degenerare la situazione mettendo in serio pericolo l'incolumità delle persone presenti. Poche ore dopo un altro nutrito gruppo di "manifestanti" ha fatto irruzione in una libreria Feltrinelli portando via un gran numero di volumi esposti sugli scaffali. Anche qui è stata concessa la più totale libertà di azione a chi avrebbe dovuto partecipare ad un corteo di sostegno dei precari.
Si dirà che si è trattato di una minoranza, dei soliti professionisti della violenza che hanno inquinato una manifestazione pacifica, che il diritto di manifestare è sacrosanto, che si tratta di eccessi marginali. Ma queste giustificazioni sono inaccettabili e false. Non siamo in presenza di minoranze ed il numero di energumeni che hanno partecipato agli "espropri proletari" è significativo; non stiamo parlando di soggetti marginali, di violenti emarginati, ma di personaggi che la sinistra "ufficiale" ha legittimato e accolto nella propria casa. Il consigliere comunale Nunzio D'Erme è stato un collaboratore della giunta Veltroni, un idiota che il sindaco di Roma ha pensato bene di accogliere nella sua squadra ed è con questa gente che le istituzioni hanno finito per dialogare. Rifondazione comunista, i Verdi, quel che resta dei comunisti italiani, i Ds continuano a far finta di non sentire e vedere, per poi essere così sensibili da ascoltare le posizioni di questi derelitti della società.
Ma ci rendiamo conto di dove stiamo arrivando? Vogliamo legittimare la libertà di delinquere, di compiere crimini e danneggiamenti? Ormai la distruzione dei bancomat, avvenuta anche ieri, sembra una consuetudine che non è degna più nemmeno di un messaggio di condanna: è la norma. Bisogna stanare i covi dove nascono e crescono questi criminali travestiti da combattenti politici. Che marciscano in galera, senza attenuanti. Vogliono la destabilizzazione dell'ordine sociale e della convivenza civile e questo è sufficiente ad escluderli da ogni forma di dialogo e governo. Mentre noi ci preoccupiamo ancora di sentire la voce di questi codardi che vanno in giro con il volto coperto da sciarpe e bandane.
Paolo Carotenuto


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