Europarlamento: Barroso chiede il rinvio del voto
Dovrebbe essere Martin Schultz a presentare la nuova Commissione Europea. La notizia arriva dopo che in mattinata Il presidente designato della Commissione Ue Josè Manuel Durao Barroso ha chiesto un rinvio per la sua investitura. Barroso avrebbe chiesto ai presidenti dei tre gruppi parlamentari, Hans Gert Poettering, Martin Schultz e Graham Watson, un mese in più di tempo per rimettere mano al proprio collegio. Il rimpasto dovrebbe riguardare due commissari: Rocco Buttiglione (Giustizia e Affari interni) e l'olandese Neeile Kroes (Concorrenza). Se l'ipotesi sarà accolta, oggi non ci sarà alcuna votazione in aula e il parlamento sarà chiamato ad esprimersi sulla nuova composizione tra un mese. A quel punto il presidente designato ricomincerebbe le consultazioni con gli Stati membri. Nel frattempo, Romano Prodi dovrebbe restare a Bruxelles per qualche settimana in più per il disbrigo delle pratiche correnti.
«Aspettiamo le 11:00 e vediamo cosa ci comunica Barroso». È quanto hanno detto i leader dei principali gruppi del
Parlamento europeo al termine dell'incontro con il presidete designato, durato circa un'ora. «Barroso ha ascoltato le nostre argometazioni ed ora aspettiamo», ha detto il socialista Martin Shultz. «Siamo fiduciosi che possa essere trovata una soluzione», è stato il commento del popolare Hans-Gert Poettering. I capigruppo hanno confermato che Barroso ora dovrà consultare i governi. Solo il Consiglio europeo, infatti, può decidere di ritirare la Commissione impedendo di fatto che la sua investitura sia messa al voto, altrimenti il Parlamento, per regolamento, non può concedere un rinvio.
Nel caso di rinvio del voto, tutta la procedura slitterà alla prossima plenaria dell'assemblea di Strasurgo in programma dal 15 al 18 novembre. Lo rendono noto fonti dell'europarlamento ribadendo che, comunque, un rinvio è contrario ai trattati e quindi per procedere in tal senso occorre un accordo tra Consiglio europeo, Commissione e Parlamento. Nei prossimi giorni, qualcuno ipotizza già a Roma in occasione della firma della Costituzione, i capi di stato e di governo si consulteranno. Il tema potrebbe entrare quindi nell'agenda del Consiglio europeo del 4 e 5 novembre a Bruxelles. Una volta fatte le modifiche saranno programmate nuove audizioni, limitate ai commissari coinvolti nel rimpasto. Quindi nella seduta del 16 novembre Barroso potrà ripresentare la sua nuova squadra sulla cui investitura si voterà il giorno successivo. In queste settimane resterebbe in carica, per l'ordinaria amministrazione, l'esecutivo presieduto Romano Prodi.
Secondo Daniel Cohn-Bendit, copresidente dei Verdi europei, Barroso avrebbe chiesto al capogruppo del Pse, Martin Schultz, di ritirare la mozione di sfiducia alla Commissione offrendo in cambio il ritiro della squadra di candidati commissari. Porprio Schultz aveva espresso disponibilità ad accettare un rinvio di «un mese» per la votazione attesa prevista nella tarda mattinata di mercoledì. Schultz lo aveva dichiarato poco prima di incontrare per un colloquio lo stesso Barroso. Va ricordato che i socialisti sono tra i più apertamente schierati a favore di una bocciatura della nuova Commissione, in seguito alle polemiche scatenate dalle dichiarazioni di Rocco Buttiglione, candidato al mandato di commissario per Giustizia, Libertà e Sicurezza.
Dall'Italia arrivano intanto i primi commenti su quanto sta avvenendo a Strasburgo. Canta vittoria il leader di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti: «Allo scontro sul piano politico - ha affermato commentando la richiesta di Manuel Durao Barroso di un rinvio del voto del Parlamento europeo con un preannunciato rimpasto - si è aggiunto una contrapposizione molto forte sulla composizione del suo collegio. Ha pensato di poter andare avanti lo stesso e si è trovato contro il Parlamento». L'epilogo, secondo Bertinotti, è «un buon viatico per il futuro, per il ruolo del Parlamento. Si è capito, infatti, che è lui il sovrano».




Rispondi Citando

