Io sì.
Per chi ne volesse sapere di più... tempo fa trovai in rete questo testo e questa immagine...
Era il maggio del 1968
Sulle pagine di Linus fece la sua prima apparizione la "ragazzina coi capelli rossi" attraverso le parole scritte, pensate e sognate del timidissimo Charlie Brown.
Da allora in poi, lungo trent’anni e rotti di Peanuts, possiamo solo affidarci alle nostre arrugginite fantasie per immaginarla, perché la ragazzina coi capelli rossi noi non l’abbiamo mai vista. Schulz, non l’ha mai disegnata, né credo gli sia mai passato per la mente di disegnarla.
Dunque cosa sappiamo di lei?
Se non il fatto che abbia i capelli rossi, più le probabili efelidi, anche se al momento non ricordo se il suo mentore Charlie Brown ne abbia mai fatto cenno, per il resto non se ne sa nulla, nemmeno il nome o il carattere. Per quanto ne sappiamo, anzi, potrebbe anche essere il fantasma amoroso del suo piccolo innamorato che potrebbe averne intuito la presenza dietro il vetro di uno scuola-bus fugace, oppure averne sentito la voce dietro una di quelle staccionate che separano i giardini delle villette americane. E, fortunatamente, non essendo mai cresciuto Charlie Brown potrebbe anche non aver visto che dietro quella staccionata non c’era niente da desiderare, nessuno da amare.
Accecati come siamo dalla nostra rappresentazione di "adulti", molti di noi nel leggere questa striscia si lasciano prendere da un leggero fremito di rabbia, come per dire "Cristo Charlie Brown! Datti una mossa!".
E questo ruggito è di solito accompagnato da un sorriso di indulgenza, ultimo lascito della nostra insopprimibile voglia di inseguire quel che non c’è ma che non possiamo smettere di sognare, desiderare, amare anche se non lo ammettiamo. Ma almeno, a quel punto, sapremo ammettere quella mezza verità che soltanto nella solitudine di noi stessi, quando non siamo troppo accecati dalla nostra rappresentazione, siamo capaci di sussurrare: "Sono anch’io un po’ come Charlie Brown, ma non proprio come lui". E in effetti siamo peggio.
Può apparire strano come questo bambino dalla testa tonda abbia mantenuto intatta per mezzo secolo la propria popolarità malgrado la sua immagine da perdente, malgrado la sua mancanza di furbizia. Perché Charlie Brown non è furbo ed è proprio vero che questa è una delle caratteristiche che ci rendono simpatici alcuni bambini. Ed è altrettanto vero che in un mondo ed in una cultura dominati dalla furbizia Charlie Brown dovrebbe perdersi. Ma Charlie Brown non si perde. Non si perde perché in lui rivive, e si rinnova, la magia dei Peanuts che sta proprio in questo "non essere ancora" che risparmia ai bambini, e a noi eterni bambini, la definitiva delusione dell’essere, del crescere e di tutto ciò che sta dietro la staccionata.
D’altronde, cos’è amare se non quest’altra lunga attesa?
Charlie Brown, senz’altro il più saggio e il più maturo dei Peanuts, questo lo sa più di tutti, sa più di tutti che il filo invisibile della speranza che ci lega a ciò che non c’è, ma potrebbe essere, non va spezzato, mai.
Niente è ancora avvenuto, nessun San Valentino ha centrato o mancato il suo bersaglio, dunque tutto è ancora intero, intatto e può essere atteso, sognato nel migliore dei sogni possibili. La ragazzina coi capelli rossi non ha mai saputo, né saprà mai di Charlie Brown perché i Peanuts hanno chiuso e la staccionata rimarrà sempre troppo alta per la sua statura.
Sarei tentato di immaginare la ragazzina coi capelli rossi dentro una stanza di chat qualunque ed il mio piccolo Charlie Brown che non osa aprire uno di quei famosi mp, ma no, la ragazzina coi capelli rossi posso soltanto immaginarla dentro un fumetto. Sempre bambina, sempre coi capelli rossi che fruga nella cassetta delle lettere e trova un San Valentino anonimo che le accende la vanità ma non brucia neppure una delle sue curiosità sulla vita, sull’amore.
Allora prendo un foglio di carta e ti scrivo: "Tieni ragazzina coi capelli rossi, un buon San Valentino anonimo da tutti noi".





Rispondi Citando
)...ci accorgiamo che perdere tempo dietro ad una che non ci ama non è "proficuo"...
