Mercoledì, 20 Ottobre 2004
Immigrati, la Lega li vuole contare
Lassessore Pottino si appella ai sindaci: «Facciamo un censimento per vedere chi lavora»
L'assessore provinciale della Lega Nord, Marco Pottino, chiama a raccolta i sindaci della Destra Tagliamento. E l'obiettivo è quello di contare gli immigrati. Un censimento, insomma, che però rischia di sollevare un polverone. «Sia chiaro - spiega subito l'assessore che è anche segretario provinciale del Carroccio - nessuna volontà di discriminare, ma solo la necessità di verificare con numeri veri la reale dimensione e le attuali presenze». Come dire, infatti, che dei numeri della Regione e della Caritas l'assessore si fida poco. Meglio insomma contarli. «È un progetto che - concordato con il movimento - ho voluto portare avanti sin dall'inizio del mandato in Provincia. Ora è arrivato il momento di concretizzarlo. Ho chiesto l'aiuto dei sindaci - spiega ancora - perchè l'Ente intermedio su questa materia non ha una competenza diretta. Sono i primi cittadini, insomma, che potranno aiutarmi a portare a termine questa operazione. Del resto ritengo interessi anche a loro sapere con esattezza i numeri degli extracomunitari presenti sui loro territori».
Ma come si concretizzerà questo censimento. «Più o meno - va avanti l'assessore Marco Pottino - come quello che l'Istat ha fatto per gli italiani. Sto già verificando la possibilità di contattare un'agenzia specializzata in modo che predisponga i moduli, li distribuisca ed elabori i dati. Se sarà necessario potremmo anche addestrare del personale affinchè aiuti gli stranieri nella compilazione. Una volta che avremo in mano l'intera documentazione potremo finalmente verificare come stanno le cose».
Resta da capire, punto che potrebbe far alzare le barricate a più di qualche primo cittadino, quale sia l'interesse di questo censimento. «L'ho già detto prima - spiega Pottino - nessuna discriminazione. Certo è - si spinge oltre - che una accurata indagine potrà dirci molte cose. Prima di tutto l'esatto numero delle presenze, cosa che ora non esiste, almeno ufficialmente, poi potremo anche verificare quanti sono in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Non è da escludere che da questo lavoro possa anche emergere qualche clandestino. In quel caso è ovvio che sarà subito allontanato». Ma Pottino spinge il piede sull'acceleratore. «Un censimento inoltre consentirebbe di avere un riscontro immediato su quanti extracomunitari pur essendo residenti lavorano effettivamente. Anche questo non è un problema da poco, necessario soprattutto per capire - nel caso in cui qualcuno non lavori - come riesce a mantenersi. Un altro dato che necessità di essere verificato è quello igienico - sanitario. Ci sono appartamenti affittati a stranieri nei quali in centro metro quadrati vivono in dieci - quindi persone. Sono tutte situazioni nelle quali credo sia necessario intervenire».
«Più che un censimento - spiega uno dei sindaci di centrosinistra che ha già messo le mani avanti - mi sembra una schedatura. Se questi sono i presupposti non credo sarà possibile trovare un punto di accordo comune. Difficilmente parteciperò all'incontro che l'assessore Pottino ha intenzione di convocare». Si profila, insomma, il concreto rischio di una dura polemica che tra le altre cose potrebbe pure interessare gli alleati della Lega Nord. Del resto in più Comuni della Destra Tagliamento più che censimenti si stanno organizzando le Consulte degli immigati. Organismi che dovrebbero garantire una rappresentanza di stranieri nei vari consigli, seppur senza diritto di voto. Avrebbero, insomma, la funzione di raccordo tra la comunità e la civica amministrazione. E le Consulte interessano anche alcuni Municipi gestiti da sindaci del Polo.
Loris Del Frate




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