Misure liberticide varate dal G5 a Firenze
No al passapaporto europeo con le impronte digitali e alle espulsioni più facili
Mobilitazione contro il vertice antimmigrati
Lotta al terrorismo e immigrazione sono stati i due temi principali affrontati nel vertice dei ministri degli Interni di Italia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna (G5) tenutosi a Firenze il 17 e 18 ottobre.
Due temi affrontati nello stesso modo, come problemi di ordine pubblico, e le proposte adottate sono misure da Stato di polizia. Su tutte l'adozione entro il 2005 del passaporto con un chip contenente la foto, le impronte digitali, e probabilmente altri dati biometrici come la registrazione dell'iride, e l'espulsione dei migranti sulla base del semplice "sospetto" di terrorismo. Le proposte elaborate a Firenze saranno portate a Bruxelles affinché siano adottate da tutti i paesi membri.
La Ue non diventerà una fortezza ma "uno spazio di libertà, giustizia e sicurezza" affermano i cinque ministri; con tutta la popolazione schedata e con la polizia europea Europol che intanto gestirà i dati dei sospetti di terrorismo.
Contro il vertice antimmigrati si sono svolte diverse iniziative a partire dal corteo che nel pomeriggio di sabato 16 ottobre è sfilato per le vie del centro di Firenze dietro lo striscione "contro il razzismo, nessuno è clandestino" scritto in inglese, arabo e italiano e a cui ha partecipato anche il PMLI (vedi servizio a parte).
Alla riunione informale del club dei G5 hanno partecipato il ministro degli Interni italiano Giuseppe Pisanu, il francese Dominique de Villepin, il tedesco Otto Schily, lo spagnolo José Antonio Alonso e l'inglese David Blunkett.
Al padrone di casa Pisanu il compito di illustrare in conferenza stampa il 18 ottobre i risultati del vertice. "Sul tema delle espulsioni di soggetti sospettati di attività terroristiche o criminali - ha affermato Pisanu - l'esame comparato delle legislazioni e delle prassi nazionali ha messo in luce significative analogie già oggi e ha dimostrato che questo strumento è stato utilizzato da tutti i partner come una forma di difesa preventiva contro la minaccia del terrorismo intenazionale". L'espulsione sulla base di sospetti per il capo del Viminale è già una prassi, come nel caso dell'imam di Carmagnola cacciato con un semplice atto amministrativo per "turbativa dell'ordine pubblico e pericolo per la sicurezza dello Stato"; la presunzione di innocenza finora alla base della giurisprudenza diventa un inutile orpello da liquidare nel nome della lotta al terrorismo. "Fra non molto - aggiunge Pisanu - avremo una direttiva europea unitaria in materia di espulsioni di sospetti terroristi", resterebbero quindi solo da definire i casi in cui si potrà espellere e le modalità per lo scambio dei dati sugli individui soggetti al provvedimento.
Lo spagnolo Alonso ha sostenuto che i casi sono "solo quelli razionali e dimostrabili", un misero tentativo di coprire la gravità della decisione poiché un sospetto non è né razionale né dimostrabile. Il francese De Villepin ha suggerito di costituire una banca dati europea da mettere a disposizione delle polizie nazionali con i dati degli islamici che "hanno frequentato campi di addestramento in Afghanistan, Balcani e Cecenia in modo da individuare chi ha le capacità per compiere attentati in Europa e espellerlo".
La "difesa preventiva" contro il terrorismo proposta dai G5 alla Ue si basa su una modifica dei passaporti, il rafforzamento di Europol e un giro di vite contro il traffico di droga e tutte le forme di finanziamento dei terroristi. La Ue già nel marzo scorso ha deciso di introdurre il passaporto con un chip contenente la cosiddetta impronta facciale; il G5 propone di accelerare i tempi e arrivare entro il 2005 a documenti con incluse la scansione delle impronte digitali, sul modello degli Usa e come già attuato in Spagna, perlomeno nei cinque paesi.
Lo spagnolo Alonso ha spiegato che le impronte sui passaporti "saranno obbligatorie perché danno più affidabilità nell'identificazione e consentono la creazione di banche dati comuni europee", ovvero l'inizio della schedatura di massa. La gestione dei dati toccherà a Europol alla quale "devono far capo tutte le informazioni operative" e che dovrà avere un "ruolo centrale nella lotta al terrorismo".
Bocciata invece da Francia e Spagna la proposta caldeggiata dagli altri tre paesi sulla creazione di "centri di accoglienza" per immigrati irregolari nei paesi del Nord Africa da dove partono i clandestini.
Il tedesco Schily precisava che la possibilità di creare tali centri nel Maghreb è già prevista da una decisione della Ue del novembre 2003 e Pisanu aggiungeva che "i centri si potranno fare se lo chiederanno i paesi nordafricani" cui spetterebbe la gestione. Lager per i migranti alla partenza e all'arrivo. De Villepin ha ribattuto che non è compito dell'Europa ma dei paesi interessati e dell'Onu definire come dare assistenza umanitaria ai migranti e a chi avanza richieste di asilo politico. La questione è stata rinviata al prossimo vertice del 2005 che si terrà in Spagna.
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