28/10/2004 - 15:29
Roma, 28 ott. (Apcom) - La fretta del governo italiano sulla ratifica del Trattato costituzionale europeo è incomprensibile. Scartare a priori il referendum è sbagliato e offensivo per i cittadini italiani. La Lega lancia la sua offensiva sulla Costituzione europea e annuncia che già domani in consiglio dei ministri, dove verrà presentato il disegno di legge di ratifica, si esprimerà con un voto contrario. Il Carroccio è pronto anche a votare no alla ratifica in Parlamento se gli alleati della Cdl non prenderanno in considerazione l'ipotesi di indire un referendum confermativo sul Trattato.
In una conferenza stampa a Montecitorio, Alessandro Cè, Fiorello Provera, Guido Giuseppe Rossi, Pietro Fontanini e Francesco Tirelli hanno illustrato la proposta di legge costituzionale per consentire l'indizione del referendum che, secondo la Costituzione attuale, non è consentito per la ratifica di trattati internazionali. I leghisti hanno anche manifestato tutte le ragioni delle loro perplessità sulla nuova Carta fondamentale dell'Ue: "Rappresenta l'idea di un super-stato centralizzato, con un federalismo spurio, ha detto Cè chiarendo che la Lega "non è contro l'integrazione europea purchè sia un'Europa democratica e trasparente". Tirelli la definisce una "Costituzione arida, dove non si trova alcun richiamo al senso di appartenenza e alle radici culturali. Ha un'impostazione finanziaria ed economica e non quella di creare le regole di convivenza tra i popoli".
Altro aspetto contestato dalla Lega riguarda la possibilità che i principi espressi dal Trattato prevalgano su quelli degli ordinamenti nazionali, come quello che riguarda la definizione della famiglia fondata sul matrimonio e basata sull'unione di un uomo e una donna. "Il Trattato sancisce la supremazia delle istituzioni comunitarie - ha detto Rossi - grazie alla clausola dei poteri impliciti".
Il Carroccio critica poi le posizioni assunte dal governo e dalla maggioranza su questa vicenda. "Sul referendum fino a un anno fa si erano espressi a favore sia Berlusconi che Frattini, oggi hanno cambiato idea". "Frattini dice di no al referendum - spiega Rossi- perchè ritiene che l'Italia debba svolgere il ruolo di apripista rispetto agli altri paesi europei, deve dare l'esempio positivo, ma noi siamo perplessi su questa scelta di fare i primi della classe", soprattutto perchè, sottolineano gli esponenti del Carroccio, in 19 paesi il referendum si farà.
Cè ha lamentato anche la scarsa attenzione dimostrata da tutte le forze politiche rispetto al dibattito sul Trattato europeo. "Da mesi sollecito il Presidente della Camera per inserire il dibattito in Aula - ha detto il capogruppo - e lui ha il dovere istituzionale di non far passare inosservato un momento così importante per i cittadini italiani". Oggi in commissione Affari Costituzionali inizierà l'esame della pdl costituzionale che la Lega ha presentato un anno fa e che propone una modifica "una tantum della Costituzione - ha spiegato Fontanini, relatore del provvedimento - prevedendo che dopo la ratifica in Parlamento del Trattato e prima della promulgazione questo venga sottoposto a referendum approvativo e obbligatorio con un quorum della maggioranza degli aventi diritto al voto".




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