E' nullo e contrario al diritto internazionale il trattato per la
costituzione Europa in firma a Roma il 28 ottobre 2004.



Sintesi:

1. La nuova costituzione europea contiene all'art.5 i principi
della nazionalità unica e della integrità territoriale
e della astensione da parte degli stati membri di qualunque
azione che possa apportare una variazione di territorio degli
stati firmatari o di nazionalità dei territori.

2. Tale principio obbliga ciascun stato firmatario a garantire la
integrità territoriale di ogni altro stato firmatario ed ad
astenersi da qualunque azione che possa mettere in discussione
la reciproca costituzione territoriale, legale o meno che essa
sia. Questo, fra le altre, garantirà agli Stati occupanti di
nuovi territori l'impunità (neo colonialismo).

3. Le norme internazionali prevedono alcuni casi di variazione
territoriale, fra queste le norme sull'autodeterminazione dei
popoli (Patto internazionale sui diritti Civili e
Politici).

4. In caso di autodeterminazione di un popolo tutti gli Stati
hanno l'obbligo di favorire il processo di autodeterminazione di quel popolo, anche gli Stati lontani o sul cui territorio tale
popolo non abbia diritti.

5. Per il diritto internazionale vigente, in caso di
autodeterminazione di un popolo, tutti gli Stati “ debbono
promuovere l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei
popoli e rispettare tale diritto (art. 1.3. del Patto
int.dir.Civli e Pol.)

6. Tale norma obbliga gli stati a favorire attivamente
l'autodeterminazione di un popolo, e se del caso anche forzare gli stati occupanti a operare una variazione territoriale per il nuovo stato nascente.

7. Nella Unione Europa esistono alcuni popoli che sono legalmente riconosciuti ma essi non hanno ancora avuto il loro stato sul proprio territorio. Mi riferisco in particolare al popolo sardo (statuto del 1944) e al popolo veneto (art.2Lcost.n340/1971).
Tuttavia questi popoli sono legalmente riconosciuti da prima
della esistenza della Repubblica Italiana e dello Stato Italiano
stesso. Anche se le leggi italiane vigenti riconoscono
l'esistenza di tali popoli lo stato italiano non ha in ogni caso
la disponibilità di essi non può dimostrare di aver preso
quei territori in conformità delle leggi del tempo.

8. Dato che le leggi sull'autodeterminazione dei popoli sono norme imperative del diritto internazionale generale (ius cogens)
in quanto tutti gli Stati dell'ONU le hanno ratificate, il popolo
sardo e il popolo veneto subiscono di fatto una occupazione
illegale da parte del Governo Italiano o suoi facenti funzioni,
in violazione delle leggi internazionali .

9. La Convenzione per la Costituzione Europea è in conflitto con una e più norme imperativa del diritto internazionale generale
(ius cogens), in special modo con il patto internazionale
sui diritti civili e politici che attuano praticamente l'autodeterminazione dei popoli, obbligano tutti gli stati ad
azioni attive per garantire il diritto di autodeterminazione.

10. Per questo conflitto con norme cogenti, il trattato sulla
Costituzione Europea è un trattato NULLO ed inefficace per
l'art.53 della convenzione sul diritto dei trattati,
firmata a Vienna il 23 maggio 1969 e in vigore nel diritto internazionale dal 1980.

11. Infatti La Costituzione Europea obbligherebbe gli stati
firmatari a violare il diritto internazionale cogente
dell'autodeterminazione dei popoli che è una norma di fonte
superiore (ONU), in quanto sono diritti umani titolati ai
popoli, che abbiano o meno uno stato




Analisi, Fonti e studio delle stesse.



Nel trattato per la Costituzione Europea, l'articolo 5 recita:

Articolo 5: Relazioni tra l' Unione e gli Stati membri

1. L' Unione rispetta l'identità nazionale degli Stati membri legata
alla loro struttura fondamentale, politica e costituzionale, compreso il sistema delle autonomie regionali e locali.

Rispetta le funzioni essenziali dello Stato, in particolare le funzioni
di salvaguardia dell' integrità territoriale, di mantenimento dell'
ordine pubblico e di tutela della sicurezza interna.

2. Secondo il principio di leale cooperazione, l' Unione e gli Stati
membri si rispettano e si assistono reciprocamente nell'adempimento dei compiti derivanti dalla Costituzione.

Gli Stati membri agevolano l'Unione nell'adempimento dei suoi compiti e si astengono da qualsiasi misura che rischi di compromettere la realizzazione degli scopi enunciati nella Costituzione.

Questo articolo prevede l'unicità della Nazionalità degli Stati (che
non dimostrata in stati plurinazionali come la Repubblica Italiana), ma stabilisce come inviolabile l'integrità territoriale degli Stati
firmatari. Viene protetta e resa immutabile la loro attuale
configurazione territoriale, sia essa o meno acquisita legalmente per il diritto internazionale. L'articolo obbliga gli Stati firmatari a
impegnarsi a garantire l'attuale assetto territoriale di ogni altro
firmatario, essendo essi OBBLIGATI dalla Costituzione Europea ad
astenersi dal chiedere variazioni territoriale anche quando esse siano legittime e conformi al diritto internazionale vigente.

Le variazioni territoriali sono previste in molte leggi e norme
internazionali riconosciute dagli stessi Stati . Un esempio il
diritto di autodeterminazione dei popoli, previsto dal “Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato da tutti gli stati membri .
Specificatamente, la prima parte dello stesso recita

Articolo 1

1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In
virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto
politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico,
sociale e culturale.

2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre
liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse
naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla
cooperazione economica internazionale, fondata sul principio
del mutuo interesse, e dal diritto internazionale In nessun caso un
popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza.

3. Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che
sono responsabili dell'amministrazione di territori non autonomi e
di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere
l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e
rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello
Statuto delle Nazioni Unite.




Questa norma , specie il punto 3, prevede alcune forme legali di
variazione territoriale di uno stato, operata per autodeterminazione di un popolo. Anche gli altri stati che non hanno territorio di quel popolo devono garantire attivamente l'autodeterminazione.

La norma Costituzionale Europea in conflitto insanabile e quindi
nullo per l'articolo l'articolo 53 della Convenzione sul diritto dei
trattati firmato a Vienna il 23 maggio 1969 e in vigore dal 1980.
Tale articolo recita:

Articolo 53:Trattati in conflitto con una norma imperativa del
diritto internazionale generale (ius cogens)

E' nullo qualsiasi trattato che, al momento della sua conclusione,
in conflitto con una norma imperativa del diritto internazionale generale.
Ai fini della presente Convenzione, una norma imperativa del diritto internazionale generale è una norma accettata e riconosciuta dalla comunità internazionale degli Stati nel suo complesso come norma alla quale non è consentita alcuna deroga e che può essere modificata soltanto da un'altra norma del diritto internazionale generale avente lo stesso carattere.



Nella convenzione per la Costituzione Europea il principio della
integrità territoriale e della astensione da qualunque azione che
possa portare una variazione di esso, è contraria alla norma imperativa del diritto internazionale sui diritti umani dei popoli che obbliga gli altri stati europei ad agire in seno alla legge internazionale per garantire l'autodeterminazione di tali popoli a scapito della integrità territoriale di uno o più stati.