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    Thumbs up Costituzione Ue, la Lega insiste:"Referendum sul Trattato"

    Poco dopo la firma al Campidoglio l'annuncio del Carroccio
    "Oggi porteremo la proposta al Consiglio dei ministri"
    Costituzione Ue, la Lega insiste
    "Referendum sul Trattato"


    Roberto Calderoli

    ROMA - Era una iniziativa attesa. E puntualmente, poco dopo la solenne firma al Campidoglio della Costituzione Europea, la Lega ha annunciato il suo passo formale. Oggi, nel Consiglio dei ministri convocato appunto per discutere la ratifica del Trattato, il Carroccio porterà un disegno di legge per l'istituzione del referendum popolare. In chiaro e stridente contrasto con il resto della maggioranza, Berlusconi in primis, che ha più volte annunciato: "Saremo i primi a ratificare la Carta dell'Unione Europea".

    L'annuncio è giunto dal vicecapogruppo alla Camera Federico Bricolo, e il ministro "latore" della proposta sarà quello per le Riforme, Roberto Calderoli. E segue una analoga iniziativa in commissione Affari Costituzionali alla Camera, dove i leghisti hanno chiesto l'esame di una proposta di legge presentata un anno fa che chiede un referendum obbligatorio (con il quorum del 50% degli aventi diritto al voto) prima della promulgazione della legge di ratifica della Costituzione Ue.

    "Non capiamo - aveva detto ieri il presidente dei deputati del Carroccio Alessandro Cè - la fretta del governo per la ratifica: è un atteggiamento da primi della classe, ma superficiale, perchè si tratta di un momento epocale". Un momento che rappresenta anche una "forte cessione di sovranità" all'Europa. Per questo, per la Lega, è necessario sentire i cittadini, ma anche il Parlamento.


    (29 ottobre 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Oggi in Consiglio dei ministri il disegno di legge della Lega per il referendum di ratifica della Costituzione europea
    L’Europa solo se la vorrà il popolo
    Calderoli: è impensabile cedere poteri sovrani senza sentire i cittadini

    Oggi a Roma i capi di Stato e di governo e i ministri degli Esteri di 29 Paesi parteciperanno alla cerimonia della firma del Trattato e dell’Atto finale che introducono la nuova Costituzione europea. Ma prima di ratificare un atto così importante, è il caso di ascoltare la volontà popolare: ne è fermamente convinta la Lega Nord, che sempre oggi in Consiglio dei ministri proporrà un disegno di legge costituzionale che renda obbligatorio un referendum. La strada della consultazione popolare è stata già intrapresa da undici Paesi della Ue, e altri otto per seguirne l’esempio.
    «Sono assolutamente contrario a cedere poteri della nostra Costituzione con un semplice disegno di legge di ratifica -ha detto il ministro delle Riforme, Roberto Calderoli -. Credo che debba essere il popolo a decidere». Gli interessi in ballo sono troppo grandi per passarci sopra con un formale atto di ratifica. La Costituzione europea sancisce la supremazia del diritto internazionale su quello interno, ma non chiarisce le competenze tra Bruxelles e gli Stati nazionali. Inoltre, nella Carta manca ogni riferimento alla cultura e ai princìpi cristiani, aprendo il futuro a un laicismo esasperato e a una innaturale omogeneizzazione di comunità molto doverse.
    Per il capogruppo del Carroccio alla Camera, Alessandro Cè, «manca anche qualsiasi accenno alle autonomie locali e all’autodeterminazione dei popoli».


    [Data pubblicazione: 29/10/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Oggi sarà firmata la Carta costituzionale dell’Unione ma i cittadini non si sono espressi in merito a norme che cambieranno la loro vita
    Zaia: senza il popolo la Costituzione europea non ha senso


    LUCA ZAIA*
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    TREVISO - Oggi a Roma verrà firmata la cosiddetta Costituzione Europea. Poco importa dare una definizione giuridicamente corretta ad un testo profondamente segnato in negativo sia nel merito dei suoi contenuti, sia soprattutto nel metodo del procedimento seguito per partorirlo. Mi concentro sul metodo con un esempio.
    Se pensiamo alla costruzione di una casa è naturale che si pongano dapprima le fondamenta e che poi, mano a mano, si proceda nella costruzione fino ad arrivare al tetto. Ora la costruzione della casa comune europea segue un processo di edificazione esattamente opposto, infatti si vuol dare un tetto all’Europa partendo dal presupposto che già esistano delle solide fondamenta.
    Le recenti vicende che riguardano la formazione della nuova commissione europea l’hanno ampiamente dimostrato: l’Europa ancora non può dirsi un soggetto politico maturo. E di fronte alla mancanza di coesione politica, soprattutto in materia di affari esteri, vedi ad esempio la guerra in Iraq, non bastano delle nuove regole comuni.
    Regole che, e qui sta il vizio genetico di questa cosiddetta Costituzione, non godono di legittimazione democratica. Il popolo infatti non è mai stato coinvolto, non si è mai espresso né ha dato alcun mandato specifico in tal senso. Non basta chamarla “Costituzione”, né è sufficiente apporre un’etichetta per darle sostanza: la verità è che questa lunghissima sfilza di centinaia di articoli è stata elaborata da un gruppo ristretto di soggetti indicati dai rispettivi Stati.
    Soggetti che, chiusi nel palazzo, pretendono di imporre al popolo un documento che rischia di avallare strategie stataldirigistiche, sacrificando la sovranità popolare sull’altare di oscure visioni politiche sulle quali il popolo non ha avuto la benchè minima possibilità d’esprimersi. Suonano deliberatamente false dunque le parole contenute nel testo, secondo cui si tratterebbe di una costituzione “ispirata dalla volontà dei cittadini” e adottata “in nome e per conto dei cittadini”: in realtà si tratta di una costituzione senza popolo, fatta all’insaputa dei cittadini, calata dall’alto. Si tratta cioè di un testo redatto a tavolino, senza che a monte vi fosse un potere costituente nato dal basso.
    Dunque è un testo privo di legittimazione democratica. E anzi, se lo si esamina nel merito assomiglia molto di più ad un regolamento di condominio che non una Carta costituente.
    Ma cosa ne sanno i cittadini? Si rendono veramente conto che si tratta di un testo che potrebbe cambiare la loro vita e quella delle generazioni future? La necessità di coinvolgere il popolo, quanto meno alla fine del processo, non è un semplice dettaglio, non si tratta di una battaglia politica per partito preso ma si tratta di dare sostanza a quel principio democratico che deve essere uno dei cardini della nuova Europa. Emblematico il fatto che alla fine non si faccia alcun riferimento espicito alle nostre radici cristiane: è stato il popolo a deciderlo? Certo che no. Abbiamo una Costituzione fittizia, voluta dagli Stati sovrani di turno: questa è la sola verità che si preferice nascondere. Non si tratta di essere contro l’Europa, ma di essere contrari ad un’Europa costruita in questo modo. Approssimativo e scorretto. Oggi la firma e poi ancora si aprirà il difficile dibattito sull’iter da seguire. Incomprensibile questo “euroentusiasmo”.
    Siamo così sicuri che sia questo che i cittadini vogliono? Bisogna assolutamente coinvolgerli, almeno con un referendum. Non basta un pezzo di carta per sentirsi europei come sostiene invece il presidente del Parlamento europeo. E se comunque su questa Costituzione manca il sugello del popolo, tra le mani avremo solo della misera carta straccia.
    * Presidente della Provincia di Treviso
    --------------------------------------------------------------------------------


    [Data pubblicazione: 29/10/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    BEN 19 PAESI (SU 25) HANNO DECISO: LA CONSULTAZIONE POPOLARE SI FARÀ


    Sono undici i Paesi dell’Unione che al momento hanno optato per il referendum per la ratifica del nuovo trattato costituzionale. La GRAN BRETAGNA è stata la prima ad annunciare il ricorso alla consultazione popolare. In FRANCIA è stato lo stesso presidente Jacques Chirac a comunicare la sua decisione il 14 luglio.
    Anche in SPAGNA lo stesso premier Josè Luis Zapatero ha comunicato che il referendum si terrà nel febbraio 2005. La data scelta dal governo socialista ha ottenuto un appoggio unanime nella Commissione mista Camera-Senato. Un consenso politico è stato raggiunto anche sul questito referendario proposto dal governo: “Approva lei il progetto di Trattato per il quale si stabilisce una Costituzione per l’Europa?”. Una domanda diretta e semplice come richiesto da tutti i partiti.
    IRLANDA: in Eire la consultazione popolare sulla Costituzione europea affiancherà l’iter di approvazione in Parlamento. BELGIO: qui il referendum avrà valore puramente consultivo dal momento che la Costituzione non prevede referendum popolari. REPUBBLICA CECA: il voto avrà luogo insieme alle politiche nel giugno 2006. PORTOGALLO: il premier Pedro Santana Lopes ha annunciato che il voto avrà luogo nell’aprile 2005. OLANDA: qui la consultazione potrebbe avere luogo già il prossimo dicembre, prima della scadenza della presidenza di turno dell’Ue. In questo caso sarebbe la prima consultazione a tenersi in Europa. Ai Paesi citati si aggiungono la DANIMARCA, dove un referendum è molto probabile, il LUSSEMBURGO (dove la consultazione popolare si affiancherà alla ratifica parlamentare) e MALTA.
    In altri otto Paesi il referendum è possibile, o addirittura probabile. GERMANIA: la Costituzione non prevede consultazioni popolari, ma la coalizione rosso-verde sta pensando a una modifica della legge fondamentale. In SLOVACCHIA è soprattutto la destra euroscettica a premere per il referendum.
    Una consultazione popolare appare infine sempre più probabile in AUSTRIA, FINLANDIA, LETTONIA, LITUANIA, POLONIA e UNGHERIA.
    Solo i rimanenti sei Stati (oltre all’ITALIA, SVEZIA, CIPRO, GRECIA, ESTONIA e SLOVENIA) hanno optato per la sola ratifica parlamentare.


    [Data pubblicazione: 29/10/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Dopo Roma ladrona, l’Europa padrona? Lega: l’ultima parola spetta al popolo
    Oggi la firma della Costituzione europea. Il Carroccio insiste: a decidere siano i cittadini

    IGOR IEZZI
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    ROMA - Il popolo deve tornare protagonista, soprattutto quando c’è il rischio di perdere una importante fetta della propria sovranità. Oggi i capi di stato e di governo e i ministri degli Esteri di 29 Paesi europei saranno a Roma per partecipare alla cerimonia della firma del Trattato e dell’Atto finale che stabiliscono una Costituzione per l’Europa. Il Trattato e l’Atto finale saranno firmati dai 25 Stati membri dell’Unione.
    In una conferenza stampa a Montecitorio, Alessandro Cè, capogruppo della Lega alla Camera, Ettore Pirovano, presidente dei senatori leghisti, Guido Rossi, vicecapogruppo dei deputati del Carroccio, Pietro Fontanini, membro della commissione Affari costituzionali, e Fiorello Provera, presidente della commissione Esteri a Palazzo Madama, hanno rilanciato la proposta di legge costituzionale per l’indizione di un referendum per la ratifica del trattato che istituisce la Costituzione europea. Quindi non una ratifica che coinvolga solo poche persone nel buio di stanze a Palazzo Chigi, Palazzo Madama o Montecitorio che siano, ma una discussione trasparente e chiara, che coinvolga l’intera popolazione. E con l’ultima parola che spetti direttamente ai cittadini.
    La fretta dell’esecutivo e il desiderio di una rapida approvazione della ratifica del Trattato costituzionale europeo appaiono incomprensibili. Scartare senza una discussione il referendum è sbagliato e offensivo per i cittadini padani e italiani. La Lega lancia la sua offensiva sulla Costituzione europea e annuncia che già oggi in Consiglio dei ministri, dove verrà presentato il disegno di legge di ratifica, si esprimerà con un voto contrario.
    Il Carroccio è pronto anche a votare no alla ratifica in Parlamento se gli alleati della Cdl non prenderanno in considerazione l’ipotesi di indire un referendum confermativo sul Trattato. Anche perché i punti controversi della Costituzione europea sono troppi e troppo gravi: la primazia del diritto internazionale su quello interno, la soppressione del voto all’unanimità su materie fondamentali che porterà a una innaturale omogeneizzazione di Paesi diversi, una grande confusione sulle competenze, l’esproprio della sovranità nazionale, la possibile apertura anche a Paesi come la Turchia con il rischio di una gravissima perdita d’identità, l’assoluta mancanza di riferimenti alla cultura e ai princìpi cristiani lasciando spazio al laicismo esasperato.
    «La sinistra tace e intanto l’economia diventa il faro del Vecchio Continente - ha affermato Cè -. Manca qualsiasi accenno alle autonomie locali e regionali e all’autodeterminazione dei popoli».
    Gli esponenti leghisti hanno quindi manifestato tutte le ragioni delle loro perplessità sulla nuova Carta fondamentale dell’Ue: «L’approccio che abbiamo verso questo testo è critico. Rappresenta l’idea di un super-stato centralizzato che realizza un federalismo spurio. Avremmo preferito una Europa con un’impostazione confederale, almeno all’inizio, con i governi che, dopo un confronto, avrebbero deciso il grado di integrazione che fosse basato su un principio di sussidiarietà» ha detto ancora Cè, chiarendo che la Lega «non è contro l’integrazione europea purché sia un’Europa dei popoli, democratica e trasparente basata su principi di sussidiarietà, di proporzionalità, di adeguatezza, di rispetto dei popoli».
    Pirovano la definisce una «Costituzione arida, dove non si trova alcun richiamo al senso di appartenenza e alle radici culturali. Ha un’impostazione finanziaria ed economica e non si prefigge lo scopo di creare le regole di convivenza tra i popoli. I cittadini vengono definiti individui, non persone. Sono trattati come dei semplici codici fiscali».
    Altro aspetto contestato dalla Lega riguarda la possibilità che i princìpi espressi dal Trattato prevalgano su quelli degli ordinamenti nazionali, come quello che riguarda la definizione della famiglia fondata sul matrimonio e basata sull’unione di un uomo e una donna. «Il Trattato sancisce la supremazia delle istituzioni comunitarie - ha detto Rossi - grazie alla clausola dei poteri impliciti».
    Il Carroccio critica poi le posizioni assunte dal governo e dalla maggioranza su questa vicenda. «Sul referendum fino a un anno fa si erano espressi a favore sia Berlusconi che Frattini, oggi hanno cambiato idea e non hanno minimamente parlato della necessità di sottoporre a referendum questo trattato - ha detto Cè -. Con loro si dichiararono favorevoli D’Estaing e Amato. In molti Paesi europei la Costituzione Ue verrà sottoposta al voto dei cittadini. Il nostro progetto di legge, che in deroga all’attuale articolo 80 della Costituzione prevede il voto referendario sulla Costituzione europea, giace da un anno alla Camera. Manca sensibilità verso questo argomento».
    «Frattini dice di no al referendum - ha spiegato Rossi - perché ritiene che l’Italia debba svolgere il ruolo di apripista rispetto agli altri Paesi europei, deve dare l’esempio positivo, ma noi siamo perplessi su questa scelta di fare i primi della classe» soprattutto perché, sottolineano gli esponenti del Carroccio, in 19 Paesi il referendum alla fine si farà.
    Cè ha lamentato anche la scarsa attenzione dimostrata da tutte le forze politiche rispetto al dibattito sul Trattato europeo. «Da mesi sollecito il Presidente della Camera per inserire il dibattito in Aula - ha detto il capogruppo - e lui ha il dovere istituzionale di non far passare inosservato un momento così importante per i cittadini italiani. I partiti politici possono anche sottovalutare questo dibattito, ma Casini no».
    Ieri in commissione Affari costituzionali è iniziato l’esame della pdl costituzionale che la Lega ha presentato un anno fa e che propone una modifica «una tantum della Costituzione - ha spiegato Fontanini, relatore del provvedimento - prevedendo che dopo la ratifica in Parlamento del Trattato e prima della promulgazione questo venga sottoposto a referendum approvativo e obbligatorio con un quorum della maggioranza degli aventi diritto al voto».
    «È doveroso e opportuno - gli ha fatto eco Fiorello Provera - prevedere una prassi costituzionale per consentire che il popolo possa esprimere il proprio parere, un referendum che può servire tra l’altro a informare e sensibilizzare gli italiani».


    [Data pubblicazione: 29/10/2004]
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