Da Il Riformista
1 - IL RITORNO DEL SENATÙR
Umberto Bossi ricomincerà dalla Padania. Come rivela infatti un’accreditata fonte leghista, la prima uscita pubblica del Senatùr avverrà in via Bellerio, dove si trova la cittadella milanese della Lega (sede del partito più redazione del quotidiano): «Bossi tornerà tra quindici giorni, dopo il ponte del 2 novembre, e riprenderà a lavorare nel suo ufficio accanto a quello del direttore della Padania».
(Il Senatur)
E il modo in cui si sottolinea la vicinanza delle due stanze (quella di Bossi e quella del direttore) significa soprattutto una cosa: che la pratica più urgente per il Senatùr riguarda proprio il quotidiano di partito, ormai sempre più in balia delle faide interne tra ministeriali (Calderoni e Maroni) e movimentasti (Giorgetti).
Solo che dopo l’approvazione delle riforme alla Camera, interpretata dentro la Lega come una vittoria dei governativi sui malpancisti, i calderolian-maroniani hanno sferrato una pesante offensiva contro il direttore Giuseppe Leoni (ritenuto troppo vicino a Giorgetti) e questa settimana hanno ottenuto il primo vistoso successo: la partecipazione alle riunioni di redazione di un componente del cda della Padania, Ludovico Gilberti. E a volere più di ogni altro il commissariamento di Leoni è stato l’amministratore delegato del quotidiano, Stefano Stefani, alleato di ferro dei due Roberti ministeriali.
(Il leghista Roberto Calderoli)
2 - LA PADANIA BUCA SE STESSA. Il Leoni sotto tutela però si è subito vendicato dando un clamoroso buco al giornale che dirige. Ieri, infatti, sul Corsera è uscito un articolo sulle lettere scritte in questi mesi al Bossi convalescente in Svizzera. Di per sé la notizia non sarebbe da urlo, se non fosse per un dettaglio molto significativo.
Questo: per settimane la Padania ha inserito in prima pagina un talloncino intitolato «Scrivete a Umberto Bossi», chiedendo anche la liberatoria per la pubblicazione delle missive. E invece delle lettere nemmeno l’ombra, mai un rigo, salvo ritrovarle ieri sul quotidiano di via Solferino. E su chi le avrebbe passate i sospetti sono concentrati su una sola persona: Leoni.




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