Sono 15 giorni che la posta non arriva più a casa mia: mancano i postini.
Ne servirebbero 100 tra BS e provincia, ma non si assume nessuno.
Dal "Giornale di Brescia"
Buste ordinarie e prioritarie, raccomandate e atti giudiziari si accumulano negli uffici della provincia
Poste travolte da un mare di lettere
Mancano più di cento portalettere e la corrispondenza non viene recapitata
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Pierpaolo Prati
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C’è chi non vede un postino da giorni. Chi da giorni non riceve lettere, giornali, raccomandate, addirittura atti giudiziari. Chi rischia denunce per interruzione di pubblico servizio e chi è costretto ad andare a ritirare la sua corrispondenza non alla sua buca delle lettere, ma all’ufficio postale del suo Comune di residenza. Emergenza che in queste ultime settimane sta riguardando diverse centinaia di utenti, dalla Bassa alla Franciacorta, dalla valle del Garza all’alta Vallecamonica. Sono numerose, infatti, le zone della provincia alle prese con una straordinaria carenza di portalettere, con la mancanza di personale in grado di far sì che la montagna di posta che si è accumulata in queste settimane vada dall’utente e non viceversa. Secondo i dati forniti da Slp Cisl ad oggi mancano più di 100 postini. La somma è presto fatta: 87 alla Filiale 1 più 21 alla Filiale 2. «Ai numeri ha contribuito Poste Italiane - ci ha spiegato il segretario del sindacato - lasciando a casa dal primo ottobre 29 portalettere. La situazione è peraltro destinata a peggiorare: entro la fine del mese scadranno altri 76 contratti trimestrali, 53 andranno ad incidere sulla Filiale 1, 23 sulla Filiale 2». Il quadro non è per nulla confortante. Ci sono realtà della provincia che stanno vivendo momenti di assoluta difficoltà. Dal fermo... posta di Leno a quello di Gambara, da quello di Edolo a quello di Paratico, diversi sono i quintali di corrispondenza non evasa. Diversi i disagi e, laddove la situazione è degenerata, diversi anche gli interventi delle forze dell’ordine. «I carabinieri - ci spiega Giovanni Punzi, della Cisl - hanno dovuto riportare la calma a Leno, Rodengo Saiano, Castenedolo. Se non verranno presto assunti nuovi portalettere andremo incontro a nuovi episodi di tensione, a difficoltà davvero pesanti». Alle quali sino ad oggi hanno cercato di porre rimedio, spesso senza riuscirvi, i dirigenti degli uffici postali. «C’è chi si è organizzato per limitare i disagi ai clienti raccogliendo la posta arretrata e distribuendola almeno allo sportello - spiega Punzi -: c’è anche chi si è rimboccato le maniche e lavora più di quanto dovrebbe. Il problema però è decisamente più grande e non sarà di facile soluzione se non sarà affrontato al più presto dall’azienda». Che ha promesso, ma sino ad ora, secondo il sindacato, non ha mantenuto. «Il 29 luglio era stato siglato un accordo - prosegue il sindacalista - che impegnava l’azienda a nuove assunzioni a partire dal primo ottobre. A quella data invece che assumere sono stati lasciati a casa 29 lavoratori interinali che riuscivano in qualche modo a tamponare il turn over». Il buco resta aperto e le conseguenze sono direttamente in capo agli utenti. «L’attenzione dell’azienda sembra tutta concentrata sui prodotti bancari - prosegue Punzi - e il servizio postale tradizionale ne risente. Non è distribuita la posta ordinaria, ma anche le raccomandate, gli atti giudiziari e i quotidiani. Un danno non di poco conto per le tutte le fasce della società: tanto per quelle deboli, quanto per gli imprenditori. Per non parlare dei rischi che corrono i direttori degli uffici postali: sono passibili di denuncia per interruzione di pubblico servizio anche se i disguidi non dipendono da loro». A confermare le preoccupazioni del sindacato, è la stessa azienda. In questi giorni Poste Italiane, infatti, sta diramando un comunicato con il quale dichiara che tutti gli uffici postali di Brescia e provincia sono impegnati nella promozione di «Investimento Protetto 90» e «Profilo». «La fase è delicata - prosegue Punzi - tutti i manager sono impegnati nel rush finale: devono raggiungere i target imposti dall’azienda». Le preoccupazioni della categoria vanno oltre, riguardano anche la prossima attuazione del progetto «external»: la futura trasformazione di alcuni uffici postali in sportelli. «Accadrà così per quelli di Bassano Bresciano, Calvagese della Riviera, Castelletto di Leno, Coniolo, Corticelle Pieve, Ludriano, Padernello, Remedello Sotto e Villachiara che finiranno alle dipendenze di altri uffici postali perdendo così la loro identità, il loro budget, il loro numero frazionario per finire alle dipendenze di altri uffici con i quali il legame sembra ad oggi del tutto illogico. L’ufficio di Castelletto di Leno, ad esempio, finirà per essere uno sportello di quello di Gottolengo, non di Leno». Problemi futuri: a tenere banco è ancora la carenza del personale. «Siamo in una delicata fase di transizione - ammette l’ufficio relazioni esterne di Poste Italiane - che si risolverà entro il 1° novembre con 85 nuove assunzioni».




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