Ucciso T. van Gogh, regista delle controversie
Nipote del famoso pittore, è stato ammazzato ad Amsterdam a colpi di pistola. Fermato un giovane marocchino-olandese. T.v.G. aveva girato una pellicola sulla violenza contro le donne nell'Islam. Il premier: "Cautela sul movente"
Il regista Theo van Gogh, 47 anni
Amsterdam, un'immagine del luogo del delitto
Ayaan Hirsi Ali, parlamentare somala che ha lavorato con van Gogh a 'Submission'
Bruxelles, 2 novembre 2004 - Nipote del famoso pittore e controverso regista e scrittore olandese, Theo van Gogh, 47 anni, è stato assassinato ad Amsterdam. Reso famoso per aver girato un film sulla violenza contro le donne nella società islamica, film per il quale aveva ricevuto minacce, è stato ucciso questa mattina con diversi colpi di pistola.
Il presunto assassino è stato arrestato dopo un conflitto a fuoco con la polizia. Si tratterebbe di un giovane di 26 anni con la doppia cittadinanza, olandese e marocchina. Secondo quanto riferito dalle autorità, prima di essere ucciso con diversi colpi di pistola van Gogh è stato pugnalato, mentre sul suo cadavere il suo carnefice avrebbe lasciato un biglietto il cui contenuto non è ancora stato rivelato. Il sospetto è stato bloccato sul luogo del delitto - vicino ad un parco nel centro della città - dopo uno scontro a fuoco in cui un poliziotto è stato ferito. Anche l'arrestato è stato ferito ad una gamba.
Il regista, 47 anni, aveva appena terminato di girare un film sull'omicidio del leader populista olandese Pim Fortuyn, ucciso nel 2002. Oltre ad aver girato una ventina di film, van Gogh ha scritto tre libri e collaborava con una decina fra giornali e settimanali.
Ma il lavoro più controverso del giovane regista è sicuramente 'Submission', un film girato sulla violenza contro le donne nella società islamica e trasmesso dalla televisione olandese all'inizio dell'anno. Giudicato offensivo per l'islam da alcuni esponenti del mondo musulmano, il film ha immediatamente suscitato numerose polemiche anche su alcuni giornali olandesi.
Poco tempo dopo la messa in onda di 'Submission', van Gogh era stato minacciato, tanto che la polizia aveva deciso di porre van Gogh sotto protezione.
'Submission' è stato realizzato con una parlamentare liberale di origine somala, Ayaan Hirsi Ali, rifugiatasi 12 anni fa in Olanda, dove aveva ottenuto la cittadinanza dopo aver abbandonato un marito violento, sposato a seguito di un matrimonio combinato. Anche la donna ha subito minacce dopo l'uscita del film ed era, secondo quanto riferiscono i media olandesi, anche lei sotto protezione della polizia. Ma secondo quanto riferito dal procuratore Leo de Wit, a cui sono state affidate le indagini, non si avevano informazioni di ''minacce concrete'' al regista negli ultimi mesi, tali da giustificare una protezione personale.
Il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende ha lanciato intanto un appello per evitare che sul movente dell'omicidio del regista ''si giunga a conclusioni affrettate''. ''Faccio appello a tutti affinchè non si traggano conclusioni affrettate'' sui motivi dell'assassinio, ha detto in un comunicato stampa il premier olandese che definisce van Gogh ''un campione della libertà di espressione''. ''Sarebbe inaccettabile se la libertà di espressione fosse all'origine di questo brutale omicidio'', ha sottolineato il primo ministro Anche la regina Beatrice - in un comunicato della casa reale - ha commentato 'omicidio dicendosi ''scioccata e stupefatta'' da quanto avvenuto.
Eh mia cara regina, se avrai la fortuna di vivere ne vedrai delle belle, questo non è che l'inizio, mia cara![]()
![]()




Rispondi Citando
