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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Veneto: 13 indagati per associazione paramilitare

    Movimento per l'autogoverno Veneto
    Associazione paramilitare: 13 indagati


    Inchiesta Digos su una struttura dei venetisti ex Life: sequestrati mimetiche, divise di una fantomatica «polizia veneta», proiettili e caricatori



    Movimento per l'autogoverno Veneto Associazione paramilitare: 13 indagati - Corriere del Veneto

    TREVISO - Tredici persone risultano indagate per costituzione di associazione paramilitare nell'ambito di un'indagine condotta dalla Questura di Treviso su una organizzazione che si richiama ai principi dell'autogoverno del popolo veneto.

    Gli indagati, secondo quanto si è appreso, sono promotori e aderenti ad una organizzazione denominata «Autogoverno del Popolo Veneto-movimento di liberazione nazionale», che non riconoscerebbe di fatto la validità dell'annessione del Veneto allo Stato Italiano decisa con il Referedendum nel 1866.

    Dalle indagini non sarebbero emersi legami o contatti di alcun tipo con i «Serenissimi» o con partiti. Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Treviso Antonio Fojadelli e dirette dalla Digos locale, hanno portato al sequestro di materiale documentale, di tute mimetiche con i fregi di una fantomatica polizia veneta, oltre a proiettili e caricatori per pistole.

    Tra gli indagati, sempre secondo quanto si è finora appreso, il comandante della polizia locale di Cornuda (Treviso), che avrebbe avuto il ruolo di responsabile della «polizia veneta», il capo del cosidetto «governo del Popolo Veneto» e un ex agente espulso dalla polizia nel 2000, che avrebbe avuto il compito di gestire un centro, all’interno di un supermercato, dove venivano prese le adesioni all’associazione. Nel corso delle perquisizioni, sono state poste sotto sequestro, a fine di ulteriori controlli, anche nove pistole semiautomatiche e due fucili a pompa, pare regolarmente detenuti.

    05 novembre 2009
    Ultima modifica di Bèrghem; 07-11-09 alle 22:10
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Veneto: 13 indagati per associazione paramilitare

    Autogoverno Veneto, le carte in procura
    Nel gruppo c’è anche un capo dei vigili


    Ex Life: i venetisti non riconoscono lo Stato italiano e hanno promesso di armarsi


    Autogoverno Veneto, le carte in procura Nel gruppo c’è anche un capo dei vigili - Corriere del Veneto

    CONEGLIANO (Treviso)— Finisce in procura a Treviso la prima uscita pubblica, con tanto di «polisia nationale de*le Venetie», dell’autogoverno del popolo veneto. Ieri la Digos ha trasmesso al procu*ratore capo Antonio Fojadelli l’informativa sulla dimostra*zione con cui giovedì mattina una cinquantina di manife*stanti ha fatto resistenza al pi*gnoramento degli arredi del*la sede della Life a Coneglia*no. Del gruppo fanno parte al*cuni ex poliziotti, ma anche l’attuale capo dei vigili urba*ni di Cornuda. L’altro ieri il comandante Paolo Gallina ri*sultava infatti in ferie, nel fo*glio presenze del municipio pedemontano. «E per quanto mi riguarda - commenta il neo-sindaco leghista Marco Marcolin - nel loro tempo li*bero i dipendenti comunali hanno il diritto di manifesta*re le loro idee politiche, qual*siasi siano, purché ovviamen*te nell’ambito della legalità. Ben venga anche questa poli*zia veneta, se può inquadrar*si nella cornice del federali*smo che auspichiamo possa essere realizzato quanto pri*ma».

    I venetisti che fanno riferi*mento a Fabio Padovan, pe*rò, hanno molta più fretta di rendere operativo il loro cor*po di polizia. «Soprattutto do*po la manifestazione contro l’ufficiale giudiziario - riferi*sce Daniele Quaglia, capo del governo in carica dallo scor*so gennaio - abbiamo ricevu*to molte richieste di adesio*ne, anche da parte di donne e da gente del Sud. Del resto so*no diecimila gli iscritti alla nostra anagrafe. Ora valutere*mo le singole posizioni, nel frattempo ribadiamo l’inten*zione di attivare al più presto un’élite armata, che non avrà bisogno del porto d’armi ma solo del tesserino di identifi*cazione rilasciato dal nostro ministero dell’Interno, come accade per gli agenti dello Sta*to italiano».

    Titolare del «Viminale» ve*neto è Sergio Bortotto, ex ispettore della questura di Treviso, uscito dalla polizia nel 2000. «Supereremo sicura*mente quota cento - anticipa - e a breve apriremo una ca*serma per gli addestramenti, come fanno tutte le forze di polizia del mondo, che come noi hanno a cuore la tutela della sicurezza nella loro pa*tria. Abbiamo anche una se*zione investigativa, che sta già raccogliendo prove a cari*co degli autori dei reati com*messi in occasione del pigno*ramento, in modo che la giu*ria del tribunale del popolo veneto possa condannare i colpevoli».

    Ma intanto è proprio nei confronti dei dimostranti che potrebbe essere aperta un’in*chiesta. Il capo della Digos di Treviso, Nicolò D’Amico, ha inviato un’informativa in pro*cura: «C’è un rapporto sul mio tavolo - afferma il procu*ratore Fojadelli - e per ora non voglio dire altro. I fatti di Conegliano sono in corso di valutazione. Gli attivisti dico*no che si armeranno? Non è così facile. Ad ogni modo so*no aspetti che mi riservo di approfondire».

    Angela Pederiva
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Terre donate ai Serenissimi per creare il governo veneto

    L’autonomismo - Dodici anni dopo l’assalto al campanile di San Marco, parte del gruppo si ricompone per un onirico progetto di autodeterminazione

    Terre donate ai Serenissimi per creare il governo veneto

    Base ai piedi del Toc, feudi tra Asiago, Treviso e Verona
    Il «ministro» Serraglia: «Liberate le vostre proprietà»




    Terre donate ai Serenissimi per creare il governo veneto - Corriere del Veneto

    LONGARONE (Belluno) — Hanno ottenuto dal proprieta*rio la gestione «politica» di un terreno boscoso sulle monta*gne di Longarone. Libero Terri*torio Veneto è il nome di que*sta prima porzione di suolo af*francato. L' iniziativa è di Luigi Massimo Faccia, membro del commando dei «Serenissimi» che nel 1997 assaltarono il Campanile di San Marco. Un gesto che costò a Faccia una condanna a tre anni e mezzo di carcere.

    Dopo aver pagato il conto con la giustizia, nel 2002 ha ri*preso a progettare nuove azio*ni. Il 20 luglio del 2008 ha stabi*lito la ricostituzione della Vene*ta Serenissima Repubblica con tanto di decreto presidenziale da lui firmato. Ora, dopo Lon*garone, il «ricostituito gover*no » è pronto a «conquistare» nuovi territori. «Gli ultimi nel mese di ottobre - ha spiegato Demetrio Serraglia, ministro agli Affari Esteri del Veneto Se*renissimo Governo - nella zo*na dell'altopiano di Asiago e nelle campagne veronesi. Ci stiamo allargando a macchia di leopardo anche attraverso il tam tam su internet. A Treviso nella zona della Pedemontana delle persone che ci hanno con*tattato affidandoci in gestione alcuni appezzamenti. Quella di Longarone è una naturale con*seguenza della liberazione di piazza San Marco, un continuo rivendicare il diritto dei veneti di decidere del proprio desti*no, del proprio libero arbitrio. Abbiamo scelto Longarone per*ché la Repubblica della Serenis*sima non si fondava solo su Ve*nezia, ma sulla libera adesione di tutte le comunità».

    La Veneta Serenissima Re*pubblica ha un Capo di Stato e un governo che rimane in cari*ca 5 anni e a Longarone è stato nominato un luogotenente al*l'area dolomitica per gestire le iniziative in ambito locale, fun*zione attualmente in mano a Marco De Cesero. «È su queste poche centinaia di metri qua*drati - ha scritto Il Velino - sot*to quel monte Toc protagoni*sta del disastro del Vajont, che i fasti del Leone di San Marco sono tornati a splendere come al tempo dei Dogi». La radura non è abitata, ma le riunioni di gabinetto si tengono quasi ogni sabato e domenica. Per*ché l'esecutivo guidato da Lu*ca Peroni, altro Serenissimo fi*nito nei guai dopo l'assalto del '97, punta in alto, tanto da es*sersi dato perfino un ambizio*so piano economico che spazia dall'edilizia all'industria, dal*l'artigianato all'agricoltura, dai trasporti alle politiche energeti*che. In attesa di ricostituire defi*nitivamente la Repubblica di San Marco, il Veneto Serenissi*mo Governo ha chiesto ai se*guaci di «liberare» nuovi terri*tori da gestire politicamente. «Abbiamo fatto appello al po*polo veneto, perché si può libe*rare il proprio giardino di casa o un campo agricolo - ha affer*mato Demetrio Serraglia *. Piantare una bandiera è un ge*sto dal valore simbolico, ma di grande importanza». «Se l'indi*pendenza resta l'obiettivo mas*simo - ha scritto ancora Il Veli*no - quello minimo è il rifaci*mento dell'odiato referendum con cui il Lombardo-Veneto fu annesso al Regno d'Italia».

    Il ri*ferimento è al referendum di ratifica dell'annessione al Re*gno d'Italia del 1866: «Ritenia*mo sia stato fatto in violazione del diritto internazionale - ha proseguito Serraglia - per la presenza in ogni seggio eletto*rale dei militati italiani sulla fal*sa riga di quello che succede oggi in Afghanistan con l'as*senza di uno stato terzo che vi*gilasse sull'operazione». «Ab*biamo scritto a vari Paesi delle Nazioni unite chiedendo di sta*bilire rapporti diplomatici - ha dichiarato ancora Serraglia *. Ci hanno risposto Israele, l'Etio*pia e la Bielorussia e l'ufficio di gabinetto di uno dei membri del Consiglio di sicurezza, che ci ha fatto sapere di vedere con interesse l'autodeterminazio*ne dei popoli. Ma per motivi di riservatezza non posso dire qual è questa nazione». Già, ma se l’idea, tutt’altro che ortodossa, portasse nuovi guai? I «Serenissimi» non te*mono di tornare dietro le sbar*re. «Non vogliamo lotte - ha continuato Serraglia - ma solo un riconoscimento. L'Italia è in fallo dal punto di vista della legittimità, ma noi non ci rite*niamo dei secessionisti, voglia*mo solo verificare se il Veneto sia entrato legalmente in Italia. Sicuramente veniamo control*lati, pensiamo che il ministero dell'Intero monitori le nostre attività». Il Veneto Serenissimo Gover*no ha anche una web radio, che si può ascoltare sul sito www.radionazionalevene*ta. org. Trasmette la domenica e il martedì (gli altri giorni van*no in onda delle repliche).

    Lina Pison

    06 novembre 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Terre donate ai Serenissimi per creare il governo veneto

    Serenissimi, si muove la procura
    «Disposti accertamenti della Digos»


    Sotto la lente la nuova avventura degli uomini di San Marco

    Serenissimi, si muove la procura «Disposti accertamenti della Digos» - Corriere del Veneto

    BELLUNO — Serenissimi, si muove la procura di Belluno. Affidato alla Digos l’incarico di di*sporre accertamenti sulle ultime azioni intrapre*se dal Veneto Serenissimo Governo (Vsg) per ri*costituire la Repubblica di San Marco. Nulla di trascendentale, per ora, solo folclore, ma il procu*ratore capo, Domenico Labozzetta, vuole vederci chiaro. «Ho dato incarico alla Digos - ha dichiara*to - di riferire in merito a questi fatti». E’ già da qualche tempo che i Serenissimi, au*tori nel 1997 dell’assalto al Campanile di San Mar*co con un «tanko» fatto in casa, hanno ripreso a muoversi con l’obiettivo dichiarato di «riportare i territori del Veneto sotto la giurisdizione della Repubblica di San Marco» Hanno ottenuto, dico*no, la gestione «politica» da alcuni proprietari di piccoli appezzamenti: prima a Longarone, sotto il monte Toc, poi nella zona della Pedemontana trevigiana, quindi sull'altopiano di Asiago e nelle campagne veronesi. Terre dove piantare la ban*diera veneta e ricordare al popolo che i fasti del Leone di San Marco sono tornati a splendere.

    Per questo, due secoli dopo il «tradimento» di Napo*leone, hanno ricostituito, nel paese del disastro del Vajont, il Veneto Serenissimo Governo: il pre*sidente del Consiglio e il Guardasigilli sono due operai, il ministro degli Interni è un ex edicolan*te ora in pensione, il ministro degli Esteri (suo figlio) è impiegato in un’agenzia di assicurazio*ne e c’è anche un presidente della Repubblica che è un agente di commercio. A capo di tutta l’operazione c’è Luigi Masimo Faccia, considera*to l’ideologo dell’assalto al Campanile di San Mar*co e attuale presidente del Veneto Serenissimo Governo. «Quella di Longarone - aveva dichiara*to al Corriere del Veneto Demetrio Serraglia, mi*nistro agli Affari Esteri del Vsg - è una naturale conseguenza della liberazione di piazza San Mar*co, un continuo rivendicare il diritto dei veneti di decidere del proprio destino». Parole che Do*menico Labozzetta giudica come «deliranti». «Mi pare ad occhio - ha aggiunto il procuratore capo - che sia una cosa di facciata, simbolica». Al momento è l’ipotesi più plausibile, ma la possibilità che il confine della legalità venga su*perato non è poi così remota. Lo dimostra il fatto che la procura abbia deciso di buttarci un oc*chio, il termine gestione «politica» dei territori potrebbe far venire qualche dubbio sul rispetto delle norme vigenti nelle terre «affrancate» dai Serenissimi. E se stanno sul filo della legalità è anche possibile che prima o poi questo confine venga superato come è successo nel 1997 in piaz*za San Marco. «Si può dire tutto - ha aggiunto Labozzetta - purché alle parole non seguano i fat*ti ». E, le dichiarazioni di Serraglia, per il momen*to, sembrano accomodanti. «Non vogliamo lotte - aveva detto - ma solo un riconoscimento. L'Ita*lia è in fallo dal punto di vista della legittimità, ma noi non ci riteniamo dei secessionisti, voglia*mo solo verificare se il Veneto sia entrato legal*mente in Italia». E se l’indipendenza resta l’obiet*tivo massimo, quello minimo è, infatti, il rifaci*mento dell’odiato referendum del 1866, con cui il Veneto fu annesso al Regno d’Italia. «Giuro che se perdiamo – aveva assicurato Fac*cia al Velino - ci sciogliamo immediatamente».

    Lina Pison

    07 novembre 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Terre donate ai Serenissimi per creare il governo veneto

    --quei terreni sono una parte di uno Stato per quanto micro.Ma sappiamo anche che uno Stato,per esistere,deve fondarsi su una Nazione che abbia costumi,usi ed una cultura comune,lingua compresa.
    Stato= Nazione +Territorio.
    Ma territorio non significa solo terreno ma anche testimonianze nella toponomastica e architettura,disposizione urbanistica,protezione e cura del territorio edelle opere della comunità( non dico dell'uomo perchè esalterei l'individuo che nulla può da solo.
    Tutte queste cose ,se non ci sono o non possono costruirsi perchè il diritto privato e quello Puccblico sono in parte un impedimento alla costruzione del diritto comune,allora non ci sarà nessuno Stato Serenissimo.
    Poi c'è l'egoismo privato potenziato dal diritto ereditario che non consente nulla di duraturo.
    Le costruzioni politiche richiedono la frode legalizzata concertata fra più Stati come quella avvenuta con la UE o la rivoluzione.
    Buona fortuna.
    Ultima modifica di joseph; 09-11-09 alle 08:43

  6. #6
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    Predefinito Rif: Terre donate ai Serenissimi per creare il governo veneto

    Se non c'è il riconoscimento da parte di altri stati, la vedo dura. Bisognerebbe lavorare sui rapporti internazionali

  7. #7
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    Predefinito Rif: Terre donate ai Serenissimi per creare il governo veneto

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    Se non c'è il riconoscimento da parte di altri stati, la vedo dura. Bisognerebbe lavorare sui rapporti internazionali
    perfetto.

    Questa è la chiave di volta.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Veneto: 13 indagati per associazione paramilitare

    purtroppo se non si nuove il popolo Veneto
    faranno la stessa fine dei Serenissimi

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    Predefinito Rif: Veneto: 13 indagati per associazione paramilitare

    Non avranno mai un processo equo in Itaglia.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Veneto: 13 indagati per associazione paramilitare

    IL DANNEGGIATO E’ STATO SEGATO

    Teniamo a fornire una precisazione riguardo l’articolo di sabato 7 Novembre “Quattro Governi per il Popolo Veneto” senza la quale rischia di venire indebitamente accostata la figura di un Patriota Veneto vero, Giuseppe Segato, con i vari sedicenti “autogoverni” che accalcano le pagine delle cronache odierne per le indagini sulle loro discutibili iniziative.
    Com’è scritto nell’articolo in questione Segato, assieme a Luciano Franceschi, ha firmato nell’autunno del 1999 un documento sottopostogli da un personaggio spuntato all’improvviso (Loris Palmerini), intitolato all’Autogoverno del Popolo Veneto. Quello che manca nell’articolo, però è che Segato ha, subito dopo, ritirato l’adesione a tale gruppo, prendendone recisamente le distanze, dopo aver capito con chi aveva a che fare. Nelle lettere spedite dal carcere da Segato durante la sua terza carcerazione (2000 – 2001), raccolte nel libro “Un’alba ineluttabile” appena uscito per conto dell’Editoria Universitaria, Segato scrive: “Sul mio arresto ha pesato notevolmente il casino dell’autogoverno e il mio legame con Franceschi. Dovrò prendere le distanze in modo categorico sia dall’Autogoverno (cosa con cui non ho più niente a che fare da quest’inverno), sia da Franceschi, altrimenti si fa il gioco del “menga”. Io stesso non ho mai preso sul serio l’Autogoverno, cosa fatta per scommessa mass-mediologica, secondo me sicuramente fallimentare e dimostratasi tale. Purtroppo è stata presa sul serio dal Tribunale” (pag. 41).
    “Le probabilità minoritarie su una mia nuova carcerazione, purtroppo, sono uscite e io sono entrato. Convengo che il caso Palmerini (e Franceschi) ha avuto un peso notevole su tutto ciò. Evidentemente avevo sottovalutato il peso di Internet sul giudizio del Tribunale su cose con cui dall’inverno scorso non avevo avuto più a che fare e da cui mi ero allontanato e che avevo messo nel dimenticatoio” (pag. 46).
    Difatti leggendo l’ordinanza di carcerazione disposta del Giudice di Sorveglianza Stefano Dragone si legge a chiare lettere che la causa fu proprio riconducibile all’operato dell’Autogoverno. Per questo motivo il 6 Ottobre 2000, da dietro le sbarre Segato raccomanda una sua cara amica con queste parole: “Lascia perdere Loris Palmerini. Ignoralo completamente. Tienti alla larga. Non rispondergli al telefono. Con le buone maniere ma tienilo alla larga. Cerca di non essere dove è lui. Stop” (pag. 98).
    I guai procuratigli da quella incauta firma Segato li riassume esemplarmente così: “per me sono gravi, e lo saranno ancor di più in futuro le frequentazioni. Dovrò tagliare a man bassa. Le cazzate altrui finisco per pagarle io. Non potrò frequentare più persone che fanno menate da libertà di pensiero, che vengono poi imputate al sottoscritto come eversive” (pag. 187).


    Ivan Carollo

    Presidente dell’Associazione Bepin Segato

 

 
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