La culla del protestantesimo? Una latrina?
Non ha apparentemente nulla di religioso e spirituale la scoperta di un
gruppo di archeologi tedeschi nella cittadina di Wittereberg, a sud-ovest di
Berlino. Ma il ritrovamento del gabinetto di Martin Lutero, a quasi cinque
secoli dalla scomparsa del teologo artefice della Riforma protestante, è
stata salutata come un evento straordinario. Perché proprio su quel sedile
di pietra largo 30 centimetri, in una nicchia spoglia scoperta tra i resti
della casa che gli appartenne, il frate che osò sfidare i Papi di Roma
scrisse, molto probabilmente, le sue famose 95 tesi. (?) ³Lutero _ dice
Stefan Rhein, direttore della Luther Memorial Foundation _ soffriva di
costipazione cronica, lui stesso disse di aver messo a punto la sua dottrina
in cloaca, termine latino per toilette. Questo è il luogo di nascita della
Riforma². Rhein spiega inoltre che lo stesso, Lutero utilizzava termini
molto crudi e legati alle funzioni corporali per parlare ad esempio del
diavolo. E questo secondo il professore aggiunge un interesse ancora
maggiore alla scoperta.
(Da il Corriere della Sera del 23 ottobre 2004)
In Gran Bretagna riconosciuto il diritto di praticare il satanismo
La libertà di culto è un diritto garantito a tutti i sudditi di Sua maestà
britannica. Quindi anche e soprattutto ai militari, spesso impegnati in
perigliose missioni all¹estero. Non dovrebbe stupire, quindi, la benevola
accoglienza, avvenuta a bordo della fregata Cumberland, del primo marinaio
ufficialmente riconosciuto come fedele di Satana. Quindi autorizzato a
pregare e invocare a bordo, come la sua Chiesa prescirive, Lucifero in
persona. Il comandante del Cumberland, Russel Best, non ha fatto una piega e
ha accettato che Chris Cranmer, sottufficiale di 24anni, possa liberamente
praticare la sua ³religione². Via libera, dunque, ai rituali satanici da
effettuare in un locale apposito, dotato di tutti i malefici necessari:
tuniche e candele nere, simboli del Maligno e altri ³gadget² infernali _ non
tutti riferibili _ quali spade, campane, gong. Cranmer, intervistato dal
Sunday Telegraph, dichiara che amici e parenti si sono persino congratulati
con lui, primo ³satanista² della Royal Navy. Che sembra tenere molto a
precisare di non ritenere quanto accaduto in Iraq ³opera del diavolo². Il
ragazzo di Edimburgo afferma di essere contento di poter leggere la sua
³Bibbia satanica² di tanto in tanto, e di poter esprimere le sue ³opinioni
sataniche² con i commilitoni (dei quali mancano, purtroppo, i commenti).
Cranmer è, anche e ovviamente, soddisfatto di non dover essere sottoposto _
in caso di morte durante un¹azione di guerra _ a un seppellimento da ³buon
cristiano². La Chiesa di Satana alla quale appartiene il sottufficiale _
fondata nel ?66 a San Francisco e da allora guidata con piglio mefistofelico
dal ³Papa nero² Anton Szandor Le Vey _ impone i suoi nove comandamenti,
ovviamente opposti e contrari a quelli originali. Satana ³rappresenta la
vendetta², e non significa certo ³porgere l¹altra guancia²; ³Satana è
eccesso², invece che ³astinenza². ³Da una prospettiva militare _ ha
dichiarato Cranmer al Telegraph _ io credo nella vendetta. Se mi
chiedessero, ? sei cattivo?¹ risponderei di sì _ nel senso che questa parola
ha per le persone comuni. Ma se voi poneste la stessa domanda ai miei
familiari, vi risponderebbero con un secco ?no¹². Un portavoce della Royal
Navy, minimizza l¹accaduto, e insiste sul carattere di ³libertà di
opportunità e di religione² per chiunque venga a lavorare con la Marina
britannica. (?)
(Da Il Messaggero del 25 ottobre 2004)
Provocazione blasfema degli ebrei francesi
Parigi - ³Gesù e la Madonna erano degli sporchi ebrei². Era forte lo slogan
contro l¹antisemitismo ideato dagli ebrei di Francia. Ma la campagna
pubblicitaria, con le scritte che hanno scatenato aspre critiche da parte
cattolica, è stata bloccata prima che arrivasse sui giornali. ³Volevamo
dare un messaggio forte e lo avevamo trovato. Ma ne cercheremo un altro², ha
detto Yonathan Arfi, presidente dell¹Unione degli studenti ebrei.
(Agenzia AP - Da City Roma del 26 ottobre 2004)
- LODATO SEMPRE SIA IL SANTISSIMO NOME DI GESU¹ E DI MARIA -
Iraq: il Cristianesimo in Iraq potrebbe sparire molto presto. Già 4.000
famiglie cristiane sono fuggite da Baghdad. I cristiani costretti alle
moderne catacombe²
Baghdad - ³I cristiani iracheni sono costretti a celebrare la Messa nei
sotterranei delle chiese. Vivono sotto costante minaccia di morte. Chiediamo
alla comunità internazionale e alla Chiesa universale di aiutarci². E¹
l¹appello affidato all¹Agenzia Fides da Elias, trentenne laico
siriaco-cattolico di Baghdad. Nel colloquio con Fides si mostra preoccupato
e allarmato per la sua comunità e la sua famiglia, che vive fra Baghdad e
Mosul. Elias, laico impegnato nella Chiesa locale, racconta a Fides la
drammatica vita dei cristiani nella capitale irachena: ³Non possiamo uscire
di casa perché la strada è molto pericolosa. (?) Siamo in una vera guerra
civile! Quando qualcuno di noi cristiani esce di casa, non si sa se tornerà
sano e salvo. Le famiglie cristiane hanno paura per i loro bambini e le loro
donne, per questo molte fuggono dal paese². Il giovane continua: ³Dopo il
primo attentato alle chiese di Baghdad, già oltre 4.000 famiglie cristiane
sono fuggite in Siria e Giordania. Altri fedeli dicono di voler restare e di
non aver paura di morire. Nella storia dell¹Iraq sono già avvenute stragi
della comunità cristiana. Nel 1915, nella città cristiana di Mardine, nel
Nord del paese, vi fu una vera pulizia etnica: lì vivevano i miei nonni.
Intorno al 1950 i cristiani hanno subito altre persecuzioni, e oggi questa
tragica storia si ripete. I cristiani hanno definito il 1° agosto 2004 - il
giorno degli attentati alle chiese, un grave atto intimidatorio avvenuto per
la prima volta nella storia dell¹Iraq - ?giorno del sangue¹. E l¹altro
attentato alle chiese del 16 ottobre scorso dimostra che l¹attacco contro i
cristiani continua. Anche noi laici cristiani veniamo minacciati perché
frequentiamo le chiese per aiutare i sacerdoti². Elias racconta: ³Oggi
celebriamo la Santa Messa come i primi cristiani, nei sotterranei delle
chiese, con pochi fedeli coraggiosi: siamo nelle moderne catacombe².
Attraverso Fides Elias lancia un forte appello: ³Chiediamo alla comunità
internazionale e alla Chiesa universale di fare qualcosa per risolvere
questa situazione per noi insostenibile! Noi vogliamo solamente pace e
tranquillità! I fondamentalisti islamici vogliono cacciarci dall¹Iraq:
dicono che l¹Iraq è una terra musulmana. Ci chiamano con disprezzo
?crociati¹. I gruppi radicali trascinano gli altri fedeli musulmani, che
spesso sono fomentati dai loro capi. Credo che l¹80% dei mullah siano
predicatori di odio e alimentino il fondamentalismo. Questo è molto grave.
Purtroppo, se continuerà questa tendenza, ben presto l¹Iraq sarà una terra
senza cristiani. Aiutateci perchè questo non accada!².
(Agenzia Fides del 25 ottobre 2004)
La Turchia continua a negare il genocidio degli armeni
(?) Il riconoscimento di qualsiasi genocidio è importante per tutti, a
prescindere da chi lo abbia subìto. Anzi, lo è forse di più per chi lo ha
perpetrato. Gli armeni non hanno mai smesso di lottare per il riconoscimento
del genocidio del 1915. sono stati pubblicati in merito migliaia di
documenti, testimonianze dei sopravvissuti e dei testimoni oculari,
centinaia di libri; sono state approvate decine di risoluzioni degli
organismi internazionali, dei parlamenti di vari Paesi, dei consigli
regionali e comunali. Anche se ci sono ancora degli Stati che per motivi di
realpolitik non lo hanno riconosciuto ufficialmente, nessuno agisce come la
Turchia, un Paese che nega la realtà dei fatti. Quindi possiamo anche
considerare il genocidio armeno de facto riconosciuto. Nel caso dei
genocidi, però, il riconoscimento de facto non è sufficiente. Per il
riconoscimento de jure manca quello della Turchia, che continua nella sua
politica negazionista.
(Intervista a Gaghik Baghdassarian, Ambasciatore della Repubblica Armena in
Italia, da la Padania del 26 ottobre 2004)
Iraq: ³Non si uccide solo con le bombe². Le ragazze cristiane nel mirino. La
strategia è evidente: spaventare per cacciare i cristiani dall¹Iraq
Baghdad - Dopo una settimana di sciopero di protesta contro le minacce e le
violenze degli estremisti islamici, gli studenti cristiani dell¹università
di Mosul, nel nord Iraq, sono tornati a seguire le lezioni. ³Gli studenti
non vogliono perdere l¹anno di esami per colpa di chi vuole gettarli
nell¹ignoranza e nella sottomissione con la violenza² dice a Fides padre
Nizar Semaan, sacerdote siriaco di Mosul. ³Le più minacciate sono le
studentesse cristiane, che hanno deciso di adottare un compromesso pur di
non perdere le lezioni. Terranno il velo nella borsa e lo metteranno solo in
caso di pericolo² spiega il sacerdote. ³È un compromesso che non ci piace ma
si vuole continuare a studiare e si spera che il clima di violenza e
intimidazione finisca presto, anche perché non vogliamo cedere ad altri
compromessi che riducano progressivamente gli spazi di libertà delle
persone². ³Gli estremisti islamici esercitano un terrorismo psicologico
continuo sulle ragazze. Un uomo appare all¹improvviso di fronte alle porte
dell¹università, delle chiese e delle moschee, distribuendo volantini di
minaccia. Poi sparisce con la stessa rapidità con la quale è apparso²
afferma padre Nizar. ³Nei volantini si prendono di mira soprattutto le
donne. Si vuole imporre il velo a tutte, specie alle ragazze cristiane². ³È
un massacro culturale e psicologico. Non si uccide solo con le bombe. Non si
uccide solo fisicamente, ma anche moralmente, costringendo le persone ad
adottare comportamenti che non vogliono. (?)
³I gruppi estremisti sono costituti da poche migliaia di persone ma sono ben
organizzati e ben finanziati. I fondi infatti provengono da ricche famiglie
wahabite straniere. La roccaforte degli estremisti si trova proprio al
centro di Mosul² ricorda il sacerdote. ³Gli abitanti della città sperano che
nei prossimi giorni le forze di sicurezza finalmente attacchino e annientino
i rifugi dei terroristi per riportare la pace e la convivenza in questa
città martoriata².
(Agenzia Fides del 26 ottobre 2004)
Ennesimo caso di intolleranza ebraica in Terra Santa: sputi su un prelato
armeno e distrutta la sua croce pettorale
Storico incontro a Gerusalemme tra un rabbino capo israeliano e alcuni
ecclesiastici cristiani, nel tentativo di porre riparo a un episodio di
intolleranza religiosa accaduto due settimane fa vicino alla Città Vecchia.
(?) L¹incontro è stato deciso in seguito allo spiacevole episodio del 10
ottobre a Gerusalemme, dove un seminarista ebreo ha sputato contro un
arcivescovo armeno che aveva al collo una croce. Ne è nata una rissa, in cui
il simbolo religioso è stato gravemente danneggiato. (?)
(Da La Stampa del 27 ottobre 2004)
Filippine: lobby economiche filippine premono per il controllo delle nascite
Manila _ Il presidente filippino Gloria Macapagal-Arroyo ha promesso di
frenare la crescita demografica del paese. Il tasso di crescita attuale è
del 2,36%; nei prossimi anni intende dimezzare i valori, ma il progetto
incontra la ferma opposizione della Chiesa Cattolica. Mario Taguiwalo, ex
sottosegretario del ministro della Sanità, è fra i fautori di un programma
di controllo delle nascite, perché ³l¹alto tasso di natalità favorisce
l¹impoverimento del paese, sia economico che culturale². Da tempo le lobby
economiche filippine chiedono la pianificazione demografica: esse sostengono
che l¹aumento della popolazione acuisce i problemi economici e favorisce la
disoccupazione. Jaime Augusto Zobel de Ayala e Oscar Lopez, due top manager
filippini, sono fra i firmatari di una lettera inviata al presidente Arroyo
in cui si chiede un controllo delle nascite. Il presidente filippino ha
proposto un programma di ³procreazione responsabile²: ³Chiediamo ai genitori
_ afferma Gloria Arroyo _ di far passare almeno tre anni fra un figlio e
l¹altro, ma dobbiamo rispettare i valori morali e religiosi delle famiglie².
Il presidente ha inoltre demandato ai governatorati locali il compito di
elaborare piani di azione mirati al controllo delle nascite; Gloria Arroyo,
madre di tre figli, ha conquistato la presidenza del paese nel 2001 grazie
all¹appoggio della chiesa cattolica ed è attenta a seguirne la dottrina e a
promuovere solo metodi di contraccezione naturali.
(AsiaNews del 27 ottobre 2004)
Arcigay e Grande Oriente salutano la Costituzione della Comunità Europea
Anche massoni e Arcigay salutano con entusiasmo l'Europa nata il 29 ottobre
2004. "Quella di oggi - ha dichiarato il Gran Maestro del Grande Oriente
d'Italia di Palazzo Giustiniani, Gustavo Raffi - è indubbiamente una
scadenza molto importante, segno di una Europa nuova e più grande che ha al
suo interno Paesi che all'epoca del primo trattato certamente non erano
parte politicamente ed istituzionalmente del nostro continente. Ma fatta
oggi la carta costituzionale, è necessario ora impegnarsi per creare una
vera società europea, sovranazionale, figlia di quella cultura illuministica
ed illuminata che ha determinato la nascita dei diritti dell'uomo. Non solo,
dunque, un'entità geografica, economica, politica e culturale ma una Europa
quale grande sogno di libertà, eguaglianza e fratellanza, è quella che
auspicano i Liberimuratori". Giornata memorabile anche per le associazioni
degli omosessuali. La Costituzione europea firmata dai 25 Stati membri segna
la nascita di un'entità politica e sociale che ha nei suoi fondamenti il
rispetto e la tutela di tutte le differenze e di tutte le minoranze,
compresi i diritti dei cittadini gay e delle cittadine lesbiche", ha
rilevato in una dichiarazione il segretario nazionale dell'Arcigay, Aurelio
Mancuso. "Da oggi anche il nostro Paese - ha concluso - si dovrà confrontare
con la necessità che questi valori siano conseguentemente recepiti
nell'ordinamento giuridico italiano". E nel "giorno fatidico" giunge una
notizia in perfetta sintonia con i grandi progressi europei: le coppie gay
in Germania potranno adottare figli di precedenti matrimoni o nati
attraverso il metodo dell'inseminazione artificiale. La norma rientra in un
nuovo sistema di regole a tutela delle unione civile tra persone dello
stesso sesso approvato ieri dal parlamento di Berlino. La maggioranza dei
deputati, composta da socialdemocratici e verdi, insieme ad esponenti
liberali dell'opposizione, ha votato per la parificazione dei diritti delle
coppie omosessuali. E' questa la nuova Europa che alcuni sognano?
(Da la Padania del 30 ottobre 2004)
Afghanistan: l¹uranio impoverito falcidia gli abitanti (di Massimo Fini)
Tutti i media occidentali stanno celebrando la vittoria di Hamid Garzai (il
55,3% dei suffragi) "il primo presidente democraticamente eletto nella
storia dell'Afghanistan". E da questo evento democratico politici,
politologi, analisti, esperti, sempre occidentali, traggono i migliori
auspici per il futuro del popolo afghano. Non è di questo parere Jooma Khan.
Chi è costui e come si permette? Jooma Khan è un vecchio che vive in un
villaggio della provincia di Laghman, nell'Afghanistan nord orientale. Ha
detto Jooma: "Dopo che gli americani hanno distrutto i nostri villaggi e
ucciso molti di noi, siamo rimasti senza le nostre case e non abbiamo niente
per sfamarci. In ogni caso noi avremmo anche superato queste sofferenze e
perfino le avremmo accettate, se gli americani non ci avessero tutti
condannati a morte. Quando ho visto nascere mio nipote deforme mi sono reso
conto che le mie speranze per il futuro erano scomparse. Ciò è differente
dalla disperazione provata per le barbarie russe, anche se a quel tempo
persi il mio figlio più grande, Shafiqullah. Questa volta sento invece che
noi siamo parte dell'invisibile genocidio che l'America ci ha buttato
addosso, una morte silenziosa da cui non potremo fuggire". Quella di Jooma
Khan è una delle tante testimonianze rese davanti al Tribunale
Internazionale per l'Afghanistan. Questo tribunale, un'iniziativa di
cittadini giapponesi, ha concluso in questi giorni un'inchiesta durata due
anni che riguarda le conseguenze dell'uso dell'uranio impoverito che gli
americani hanno sparso senza risparmio negli spaventosi bombardamenti del
2001-2002 con i quali per prendere un uomo, Osama Bin Laden, che poi non
hanno preso, hanno spianato quel paese. L'uranio impoverito, dopo la sua
esplosione, si trasforma in una polvere estremamente fine, le cui singole
particelle sono più piccole di un batterio o di un virus. Si calcola che
l'accumulo di un milionesimo di grammo di uranio impoverito in una persona
sia sufficiente ad esserle fatale distruggendo il suo sistema immunitario
(le leucemie che hanno colpito anche una trentina dei nostri soldati che
hanno operato in Kosovo) e alterando il codice genetico. Dalle 500 alle 600
tonnellate di questo materiale micidiale sono oggi sparse su tutto il
territorio afghano. E sono nati bambini senza occhi, senza braccia, con
spaventosi tumori alla bocca, senza i genitali o con i genitali deformi. Per
cui nel luminoso futuro di questa gente c'è certamente che fra breve potrà
anch'essa, la sera, sedersi davanti alla Tv e vedere l'"Eredità" o qualcosa
di analogo, ma molti lo faranno da storpi. Avranno però il conforto di
essere diventati democratici.
Per la verità si tratta di una democrazia un po' particolare quella che
abbiamo installato a forza di bombe in Afghanistan. Se gli afghani sono
andati a votare quasi in massa non è per un improvviso entusiasmo per un
sistema di cui la stragrande maggioranza non percepisce l'utilità, essendo
completamente estraneo alla storia e alle tradizioni di quel Paese, ma
perché i capi guerrieri, gli Ismail Khan, i Dostum, i Karzai, vi hanno
mandato a forza le loro tribù e i loro clan per porre le basi del proprio
potere personale nel nuovo governo filoamericano. E se dopo le elezioni gli
afghani non sono scesi nelle strade ad esultare, come gli osservatori
occidentali si aspettavano dopo una così massiccia presenza alle urne, è
perché sanno benissimo che per loro non cambia nulla. Se non in peggio. Gli
Ismail Khan, i Dostum, i Karzai rimarranno quei taglieggiatori, quei
borsaioli, quegli stupratori, quegli assassini, che erano diventati dopo
dieci anni di guerra contro l'Unione Sovietica che avevano impoverito il
Paese e che li avevano trasformati da valenti guerrieri in tagliagole.
L'avvento dei talebani si spiega così: avevano riportato l'ordine - sia pure
un duro ordine - in un Paese che l'aveva completamente perduto. Rispetto
all'Afghanistan pre invasione sovietica - una società ben equilibrata fra
tradizione ed elementi delle modernità - i talebani rappresentavano una
forzatura ideologica. Ma erano una soluzione afghana per un problema
afghano. Non una soluzione americana per un problema o, per meglio dire,
un'isteria americana e per soddisfare evidenti interessi economici e
strategici degli Stati Uniti. I talebani avevano vinto la partita, con i
Dostum, con gli Ismail Khan, con i Karzai, cacciandoli oltre confine, dai
loro protettori iraniani o russi o americani, con armi tradizionali, secondo
le consuetudini guerriere di quel popolo, perché erano da un punto di vista
etico, maggiormente motivati e credibili (il loro leader spirituale, il
mullah Omar viveva poveramente in una casa di sette stanze, Ismail Khan in
una gigantesca villa) e si erano conquistati la fiducia di tutto
l'Afghanistan rurale - cioè di quasi tutto l'Afghanistan - stufo dei soprusi
e degli abusi di "signori della guerra" imbastarditi. La loro vittoria era
comunque reversibile, se avessero perso questa fiducia. La democrazia
all'"uranio impoverito", oltre a consegnare il Paese alla dominazione
straniera, appena mascherata dai Quisling di turno, toglie invece agli
afghani, come dice il vecchio Jooma Khan, anche la speranza di un futuro per
molte generazioni a venire.
(Fonte: www.gazzettino.it del 28 ottobre 2004)
Rimini: l¹ultima provocazione dei trinariciuti di Rifondazione
Il mullah invitato insieme al vescovo. Perché non invitare anche i
rappresentanti delle altre religioni, e non solo il vescovo, al saluto di
fine anno dell¹amministrazione comunale? C¹è qualcosa nel cerimoniale che
osta a questo allargamento? La domanda è stata posta al sindaco Ravaioli dal
capogruppo di Rifondazione, Pierpaolo Gambuti, che ha invitato il primo
cittadino ad allargare la cerchia degli invitati anche ai rappresentanti
delle altre confessioni religiose presenti sul territorio [comprese le sette
sataniste? Ndr]. (?) Ravaioli ha assicurato comunque Gambuti che la sua
richiesta verrà presa in considerazione.
(Da La Voce di Romagna del 29 ottobre 2004)
Sito con le foto dei murales della resistenza irlandese a Belfast:
http://irlandanews.org/murales.htm
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