vabbè dai raga, mi fate un pò pena mi spiace vedervi soffrire così, perciò vi distolgo un pò dalle elezioni americane e vi do un altro motivo di discussione, tanto per rilassarvi un momentino, altrimenti ci lasciate le penne![]()
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GOVERNO: FRATTINI-FINI IN STAND-BY, SALE TREMONTI PER LA UE
ROMA - Per incredibile ironia della sorte Gianfranco Fini, chiedendo a suo tempo la testa del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, avrebbe inconsapevolmente innescato il meccanismo che oggi potrebbe portare l'euroscettico ex superministro dell'Economia di Forza Italia ad un ritorno alla grande sulla scena politica come ministro dell'Europa.
Salgono infatti le quotazioni di Tremonti commissario Ue e c'e' chi giura che non sia solo un'idea della Lega, ma una possibilita' che lo stesso premier Silvio Berlusconi non si sente affatto di escludere.
Nella Cdl si racconta che ieri - ricevendo nella sua residenza milanese di Macherio Giulio Tremonti con l'intenzione di superare ulteriormente il brutto strappo delle dimissioni forzate di Luglio - Berlusconi si sia trovato di fronte ad una inattesa richiesta da parte di Tremonti. Quest'ultimo, che in passato aveva escluso la possibilita' di un suo ingresso nel governo dell'Europa, stavolta avrebbe chiesto espressamente a Berlusconi di designarlo al posto di Rocco Buttiglione. E prima ancora che Berlusconi potesse replicare, Tremonti avrebbe spiegato al premier che altrimenti penserebbe di impegnare tutte le sue energie alla costruzione di un 'Partito del Nord', in grado di competere con la Cdl. Un ministro della Lega minimizza: ''era un'ipotesi di alcuni mesi fa...''.
Questo spiegherebbe in parte perche', nella giornata di oggi, il borsino delle quotazioni dia in ribasso il vicepremier Gianfranco Fini come futuro ministro degli Esteri, al posto di Franco Frattini designato alla Commissione europea dal governo italiano. Tutto resta fluido e in An c'e' chi fa notare come, se davvero dovesse tramontare l'ipotesi fortemente voluta da Fini, si aprirebbe ''un grave problema politico''. Pur avendo il leader di An sempre mostrato un forte senso della coalizione, se dovesse tramontare l'ipotesi di un suo incarico agli Esteri il partito potrebbe dover assumere delicate decisioni, gia' a partire dalla direzione di An convocata per il 13 e il 14 novembre all'Hotel Ergife.
Di fatto vari fattori si sommano e vanno a ostacolare il rapido esito delle trattative sul rimpasto. I malumori di Forza Italia si fanno sempre piu' consistenti e Berlusconi non puo' ignorare che il suo partito non vuole perdere posizioni nel governo, cedendo agli alleati gli Esteri dopo aver gia' perso l'Economia nei mesi scorsi.
L'Udc resta alla finestra e continua a valutare con la massima prudenza un eventuale ingresso di Marco Follini nell'esecutivo come vicepremier, soprattutto se non accompagnato da una promozione a ministro per Mario Baccini.
Il tempo passa e Berlusconi - da oggi in visita a Mosca - sa di dover risolvere rapidamente il rebus. Ma c'e' chi ipotizza che i tempi possano allungarsi fino a dicembre. Il tutto si intreccia alla partita sul fisco, con le posizioni che oggi si inaspriscono. Il ministro Siniscalco ha detto chiaro e tondo - a Fini e Follini prima, e a Calderoli poi - che le risorse disponibili consentono di coprire solo il taglio delle aliquote Irpef e non anche gli interventi a favore delle imprese con i tagli sull'Irap. A stretto giro Alleanza Nazionale, che da tempo chiede il sostegno a medie e piccole imprese, si premura di far sapere: clima costruttivo e collaborativo, ma non si puo' certo ancora parlare di un'intesa. In pratica, tutto ancora in alto mare.




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