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    ANTIMASSONE
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    Angry Il tabù del genocidio armeno

    Il tabù del genocidio armeno: il negazionismo europeo teme di infastidire Istanbul
    UN MILIONE E MEZZO DI SCHELETRI NELL’ARMADIO DELLA STORIA TURCA


    PIER LUIGI PELLEGRIN
    --------------------------------------------------------------------------------
    Buon sangue non mente. Gli insulti rivolti dal leader turco Erdogan alla Lega Nord (“gruppuscolo politico”), fanno il paio con il comportamento assunto dai suoi avi nei confronti della minoranza armena, poco meno di novanta anni fa, prima di passare dalle parole ai fatti, perpetrando uno dei più sanguinari olocausti che la storia ricordi. Le aggressioni partirono dall’allora partito di governo “Ittihad ve Terraki” (Unione e Progresso), espressione dell’ultranazionalismo dei Giovani Turchi, che non poteva tollerare le istanze di indipendenza avanzate dal popolo armeno: il pensiero di “Unione e Progresso” puntava infatti all’omogeneizzazione panturchista in chiave etnica e religiosa.
    Il popolo armeno, quindi, si presentava come ostacolo a questo progetto in quanto non solo aveva aderito fin dal ’300 alla religione cristiana, ma aveva anche culturalmente assorbito i principi legati a quel modello di stato di diritto che si stava affermando nei paesi occidentali ed europei. Il razzismo turco fu quindi un pretesto per perseguire quello che di fatto era un fine politico ed economico, data anche la prosperità terriera e finanziaria degli armeni.
    Con simili presupposti fu relativamente facile, per i Giovani Turchi, progettare a tavolino l’eliminazione degli armeni, per poi realizzarla con precisione scientifica e certosina. I turchi, insomma, non avrebbero avuto nulla da imparare dai nazisti.
    Il piano di sterminio, comunque, venne stilato in dieci punti. Nel primo si stabilì di mettere fuori legge le associazioni armene, arrestare gli armeni colpiti in passato dall’accusa di tradimento, deportarli ed eliminarli. La follia non cambia negli altri nove passaggi, nei quali si progetta espressamente di sterminare gli uomini sotto i cinquant’anni, i preti e i maestri, oppure di deportare le famiglie dei fuggiaschi e impedire ogni comunicazione tra loro.
    Ma i Giovani Turchi con la tranquillità delle belve feroci decisero anche di mettere in atto operazioni di propaganda e di istigazione alla violenza delle popolazioni musulmane, nonché di licenziare i funzionari di stato armeni adducendo motivi di sicurezza, mentre allo stesso modo venne deciso di sterminare tutti gli armeni presenti nell’esercito.
    Il dato più raggelante di questa pianificazione, però, consiste nella fervida raccomandazione di cominciare simultaneamente le operazioni in aree diverse, in modo che le vittime non possano organizzare alcun piano di fuga o di difesa. Una strategia di caccia ineccepibile, se nel ruolo delle prede non ci fossero stati un milione e mezzo di esseri umani.
    L’Olocausto perpetrato dai turchi ha anche una ricorrenza, il 25 aprile: in questa data, infatti, nel 1915 vennero deportati, massacrati e imprigionati tutti gli armeni di Costantinopoli. Successivamente, nell’agosto dello stesso anno, vennero confiscati i beni di tutta la popolazione armena, mentre in novembre venne dichiarata la “Jihad”, ovvero la guerra santa contro gli infedeli (e gli armeni erano cristiani).
    Probabilmente è questo il punto fondamentale per comprendere quale sia stata l’autentica piattaforma di partenza per il genocidio armeno, ovvero la matrice religiosa. Secondo l’opinione degli storici, infatti, il nazionalismo dei Giovani Turchi non sarebbe da solo bastato a compattare quel patchwork di popoli e nazioni che era diventato l'ex impero ottomano. Nello sterminio giocò, quindi, un ruolo fondamentale l'impasto teocratico che avviluppava la società turca, scatenandola in modo sanguinario contro il nemico cristiano, in questo caso gli armeni.
    Non a caso il genocidio del 1915 aveva avuto i suoi predecessori nei progrom del biennio compreso tra il 1895 e 1897, quando il sultano Abdul Hamid II sterminò 300.000 armeni. Nel XXI secolo la storia non ha ancora chiuso i suoi debiti con questo popolo, come dimostra l’estrema titubanza con la quale viene affrontato il tema del genocidio. Basti pensare alla malinconica fine fatta dalla mozione presentata nel 1998 da Giancarlo Pagliarini per il riconoscimento dell’Olocausto armeno, firmata da 165 parlamentari di diversi partiti, ma lasciata a bagnomaria dalla burocrazia romana fino al 2001, quando l’allora presidente del Consiglio, Giuliano Amato, la respinse considerandola poco adatta al periodo storico-politico.
    Evidentemente la memoria di 1.500.000 morti passava in secondo piano rispetto agli interessi dell’Ulivo e di Romano Prodi, che dell’ingresso della Turchia è il principale (e forse unico) paladino europeo (e i turchi di ammettere il genocidio armeno non vogliono nemmeno sentirne parlare).
    A distanza di tre anni il clima è cambiato di poco, visto il silenzio che politica e cultura hanno riservato all’interessante convegno, svoltosi nei giorni scorsi, dedicato dalla Fondazione Cini di Venezia al rapporto Turchia-Armenia. Lo stesso professor Antonio Rigo, direttore dell'istituto “Venezia e l’Europa”, che con la Fondazione Cini ha organizzato tale convegno, ha ammesso che: «Fino a poco tempo fa, soprattutto pensando a qualche altro paese, un incontro del genere non sarebbe stato possibile nemmeno immaginarlo». Come dire che nei palazzi di potere la parola di Istanbul conta molto, più delle coscienze e dei rimorsi.
    La massoneria il vero nemico!

    •   Alt 

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  2. #2
    SENATORE di POL
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  3. #3
    costantino
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    Predefinito

    tutto vero a parte l'unico sponsor in romano prodi.
    mi pare che berluscazzo sia anche lui un garnde sponsor.....
    i poteri forti stanno tutti dalla stessa parte quando bisogna contare i soldi....

    cmq se si voterà la turchia entrerà in europa quando l'argentina sarà + ricca degli usa.......
    e come ultima carta di riserva c'è sempre il veto della francia ( a meno che sarkozy non diventi presidente alla scadenza del mandato di chirac..)

 

 

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