Non che abbia mai particolarmente apprezzato il tg5. Anzi, l'ho sempre trovato molto insidioso, perché dietro a quella parvenza di neutralità, c'era invece molto di partigiano.
Il modo di comporre le scalette, che spesso privilegiavano la cronaca sotto il governo dell'Ulivo, seminando il panico su immigrazione e criminalità. Le critiche a Berlusconi sempre smorzate e ovattate, sempre (o quasi) con la possibilità di appello. Ad esempio nel caso Schultz: spietato il primo giorno contro il premier che gli dava del kapò. Il giorno dopo altrettanto spietato contro Schultz, reo di aver fatto un intervento inopportuno. Cosa ripresa e sottolineata più volte, anche nei giorni successivi.
Nel complesso, l'ho guardato pochissimo. Anche perché la cosiddetta "mitraglia", la presunta parlata velocissima di Mentana, secondo me era invece l'opposto: una verbosa processione di parole eccedenti e prolisse, spesso fuori ritmo televisivo, che alla lunga stancavano. A casa mia, l'avevo soprannominato "sbrìgati!".
Comunque, oggi Mediaset scopre che il cerchiobottismo addomesticato di Mentana non è più sufficiente a sorreggere un governo che sprofonda nell'impopolarità. Allora si cambia. E di corsa.
Largo all'informazione sotto dettatura. Arriva il parrucchiere Rossella. Famoso per i salotti buoni e per la cura tipografica alla calvizie presidenziale.
Rifugiamoci ancora una volta a TeleKabul. Non esiste che quella, ormai. Pugno alzato nella sinistra, telecomando nella destra.




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