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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    10 motivi per essere felici e soddisfatti

    So bene che scrivendo quanto segue solo ad elezioni finite ed a risultati sul tavolo, mi espongo facilmente a possibili denigrazioni di chi potrà pensare che scriva ciò a scopo autoconsolatorio o mi comporti come la volpe della celebre fiaba di Esopo, ma ho voluto tuttavia aspettare che i giochi fossero conclusi, correndo questo rischio, oltre che per pigrizia personale nelleo scriverlo prima, perché altrimenti sarebbe stata tutta un’analisi priva di importanza se i risultati fossero stati differenti, anche visto e considerato che, non essendo nessuno cittadino statunitense, non avrei neanche avuto interesse nel cercare di influenzare o cambiare le posizioni di alcuno.

    In sostanza mi ritengo soddisfatto della riconferma di Bush alla Casa Bianca per almeno dieci motivi che cercherò di spiegare in modo discorsivo piuttosto che per punti come ho organizzato il discorso mentalmente e come, almeno in un primo momento, ero intenzionato a fare anche nella forma scritta su questo thread.

    Innanzitutto partiamo dalla motivazione più rilevante per cui affermo ciò
    Vi è la costatazione, nonostante le mie idee politiche siano divergenti e opposte alle sue, che Kerry è intelligente e astuto (credo che tutti siamo concordi del fatto che i suoi tentennamenti e suoi accenni di incoerenza sulla questione irachena non siano il frutto di demenza senile come potrebbe sembrare da un’analisi superficiale, ma siano stata invece un’astuta strategia per compattare a suo sostegno l’inconciliabile, ossia dal vecchio veterano non pacifista dell’Illinois fino al giovane no-global di Boston). Al contrario Bush è stupido e coglione. Mentre Kerry avrebbe potuto ritardare il declino degli Stati Uniti, se non addirittura risollevarne le sorti, Bush con la sua ottusagine riuscirà a far sprofondare gli USA nel baratro e a portarli dal declino al definitivo tracollo. Secondo le mie analisi fin troppo ottimistiche (fare delle previsioni non è mai bene, perché si rischia di fare figuracce) il tracollo degli Stati Uniti dovrebbe avvenire non prima e comunque intorno al 2009.
    Altra motivazione parte dal fatto che mi è stato fatto notare che sia analisti repubblicani che analisti democratici hanno parlato e parlano della prospettiva di sferrare attacchi all’Iran o alla Corea del Nord. Ma fattualmente è probabile che Bush, sia per la batosta che gli USA stanno prendendo in Iraq (sicuramente il dispendio di risorse, sia economiche che umane, si è rivelato superiore alle previsioni), sia per scarsità di ulteriori fondi, sia e soprattutto per ulteriori motivazioni di carattere interno, come la necessità di relegare in secondo piano gli scenari internazionali per dedicarsi in primo luogo all’urgente risoluzione di problematiche inerenti la politica interna, fa ritenere che il presidente repubblicano adotti una politica estera più moderata e meno aggressiva che nei quattro anni appena trascorsi. Kerry al contrario, mentre affermava che sì, beh, forse, la guerra all’Iraq non andava fatta (dopo aver votato al Congresso per concedere gli stanziamenti necessari, il che, nel sistema parlamentare statunitense corrisponde a “votare a favore”) aggiungeva che piuttosto andava fatta una guerra, li sì, sicuramente, all’Iran, o alla Corea del Nord… e molti a lui vicini non avevano abbandonato tale prospettiva nel caso in cui Kerry fosse stato eletto. D'altronde lo stesso slogan elettorale di Kerry è “A stronger America”… come, scusi, signor Kerry ? Un’America ancora più forte ? Secondo me ci sarebbe bisogno di un’America quasi disarmata, quindi non posso essere che felice che non passi il piano proposto da Kerry nel suo programma per l’aumento dello stanziamento di nuovi fondi per la “difesa” (sapendo in genere cosa si intenda, specie oggi, per “difesa”, che quindi è bene mettere tra virgolette).
    Se poi guardiamo la politica estera di Kerry, è praticamente uguale a quella di Bush: sostiene il “diritto” di Israele a costruire il muro tra Israele e Palestina (“diritto” riconosciuto solo dagli USA e, udite udite, dalla Repubblica di Palau, mentre tutti gli altri Stati del mondo, che, tanto per usare un eufemismo, e tanto per la cronaca, non sono certo degli angioletti, non si spingono a sostenere, almeno quando c’è da votare delle mozioni all’Assemblea dell’ONU) e si dichiara per la permanenza delle truppe in Iraq. Insomma dice “sì, beh, forse la guerra all’Iraq non andava fatta… ma ormai che ci siamo…”.
    Anche nella politica ambientale Kerry ha le stesse posizioni di Bush nell’ostinarsi a non hanno rivolto nei contvoler firmare il protocollo internazionale di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di gas nocivi nell’atmosfera.
    Per quel che riguarda la politica economica non è poi tagliando appena appena un po’ di meno le tasse e aggiungendo appena appena qualche contentino di pseudo-copertura sociale che si risolvono i problemi dei 40 milioni di poveri che vi sono negli Stati Uniti.
    Se insomma, in merito a questi ultimi punti (politica estera, politica economica, politica ambientale) chi vince vince tanto deve fare una politica di destra (del resto basta vedere su www.politicalcompass.org quanto lo stesso Kerry venga posizionato a sinistra), allora meglio che la politica di destra la facciano dei conservatori piuttosto che dei liberal, cos’ almeno l’unica cosa che cambia è che tutto viene fatto con più convinzione e la gente si spazientirà un po’ prima.
    Questa batosta mi auguro che sia la prima di una lunga serie per i Democratici: che sia loro di lezione per tutte le infamità e le accuse che hanno rivolto a Ralph Nader, che sia loro di lezione per aver tentato di far annullare le firme raccolte da questi. Che sia di lezione per aver scelto come candidato uno come Kerry (davvero, per trovare un candidato peggiore addirittura di Bush devono aver girato gli Stati Uniti in lungo e in largo, Alaska e Hawaii incluse… di questo va reso loro merito, di essere riusciti in tale impensabile impresa), piuttosto che figure del DNC come Dennis Kucinich. Che serva loro di lezione così imparano a scimmiottare i repubblicani e ad infamare il Reform Party, il quale invece ha presentato per le ultime presidenziali un programma avanzato (specie se si tiene conto di quello che sono gli USA), in cui a differenza dei democratici se si condanna la guerra in Iraq, non lo si fa a mezza voce, non si ha nella propria biografia l’aver votato a favore della stessa, ma la si condanna fermamente e se ne traggono le logiche conclusioni: via le truppe dall’Iraq ! Se si vuole aiutare la popolazione non si dà qualche contentino di riformette sociali, ma si propone la creazione di un massiccio stato sociale, che vada dalla sanità gratuita al sussidio di disoccupazione (minimum wage). Perché mentre il Partito Riformatore tutte queste cose le ha messe nel programma i democratici non hanno fatto altrettanto ? Se davvero divisi si perde, si ritirassero loro anziché chiedere di non correre a Nader.
    Infine vi sono alcune considerazioni inerenti l’Europa e la Repubblica Italiana in modo particolare.
    L’elezione netta di Bush ha secondo molti analisti finito per amplificare la divergenza tra le opinioni pubbliche statunitense e europea. E’ sicuramente un piccolo passo verso l’emancipazione di una futura “Confederazione Europea” che proponga un modello alternativo a quello statunitense (vedi anche come è intesa una futura Europa da Jeremy Rifkin ne “Il sogno europeo”,anche s enon corrisponde alla mia visione).
    Per quel che riguarda le implicazioni italiche, voglio vedere poi, dopo che qualcuno aveva detto sulla permanenza o il ritiro delle truppe dall’Iraq “se vince Kerry cambia tutto”, che scuse si inventerà la GAD (che in realtà freme per potercele lasciare senza perdere la faccia) e in che modo si sputtanerà per affermare che le truppe non vadano ritirate, mentre una vittoria di Kerry avrebbe levato alla stessa GAD una patata bollente che invece adesso deve provare a risolvere senza nessun aiuto.

  2. #2
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