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  1. #1
    smrt fašismu
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    Predefinito Gli italiani non risparmiano più: il 48% ha soldi solo per vivere

    La tendenza all'impoverimento del ceto medio fotografata
    da un rapporto commissionato dall'Acri all'Ipsos

    Incertezza e preoccupazione gli elementi più diffusi
    negli indicatori della fiducia dei consumatori
    di ELENA POLIDORI


    ROMA - Un tempo gli italiani venivano considerati un popolo di "formiche", abituati a risparmiare. Era una "propensione", secondo la terminologia degli esperti, un'attitudine, quasi una virtù, oltrettutto invidiata all'estero. Adesso però, riuscire a mettere da parte qualche soldo, è diventata un'impresa difficile. Anzi, addirittura impossibile per il 48% dei connazionali. Per loro, il reddito disponibile basta solo per andare avanti e, alla fine del mese, non resta neppure un euro da mettere nel salvadanaio.

    Questo diffuso impoverimento delle famiglie viene fuori da un sondaggio commissionato all'Ipsos dall'Acri, l'Associazione delle Casse di Risparmio. Il quadro che emerge dalle interviste campionarie conferma un fenomeno già in parte delineato, ovvero la sofferenza dei ceti medi - professionisti, autonomi, impiegati, insegnanti - che si sentono sempre più squattrinati. E' proprio qui, in questa fascia sociale, che si concentrano le cosiddette "famiglie in discesa", quelle che "perdono solidità economica e potere d'acquisto".

    Incertezza e preoccupazione sono i sentimenti dominanti dello studio, finito di realizzare pochi giorni fa, ad ottobre. E tuttavia il grado di fiducia dei consumatori italiani segnala un brusco calo sin dall'ottobre del 2001, perdendo quattro punti solo nell'ultimo anno. Lo scenario negativo è confermato da quello che i rilevatori chiamano il trend del risparmio: oltre a quei 48 italiani su cento che non riescono a mettere nulla da parte, scende anche il numero di quelli che sono riusciti a non spendere tutto: appena il 34%, contro il 48% del 2001.


    Combinando l'andamento del risparmio nell'ultimo anno con le previsioni per il 2005, viene fuori una scomposizione delle famiglie in sei "gruppi di tendenza". Quelle "con trend positivo", che hanno risparmiato e continueranno a farlo nei prossimi dodici mesi sono il 19%; quelle "in risalita", che hanno speso il reddito disponibile ma non si sono indebitate e, soprattutto, pensano di risparmiare nel prossimo futuro sono il 6%. Quelle che "galleggiano" (23%), perché hanno dato fondo a tutto, anche al salvadanaio, o hanno chiesto un prestito e pensano di comportarsi così anche domani. "In discesa", (14%), sono i nuclei che sono riusciti a risparmiare ma lo faranno meno nel 2005. In "crisi moderata" quelli che hanno consumato tutto il reddito e pensano di mettere da pare sempre meno (21%). In "crisi grave" quelli che hanno dato fondo ai risparmi o si sono indebitati e pensano che il domani sarà identico se non peggiore (14%).

    Tra le famiglie in difficoltà, il 13% ha dovuto usare i risparmi accumulati, il 4 ha chiesto prestiti. Per il futuro, solo il 15% pensa di riuscire a risparmiare di più nel 2005: nel 2001 era del 32%. Il 44% pensa invece di risparmiare meno: tre anni fa, erano il 29%. E ancora: si contrae il possesso di strumenti finanziari, cresce la preferenza per il risparmio cash: 68% contro il 47% del 2001. Scarso il ricorso agli investimenti sicuri, come i titoli di stato o le polizze vita. Trionfa invece il mattone: il 70% lo considera il modo migliore per salvaguardare i propri risparmi; nel 2001 era il 39%. Il 51% degli intervistati ritiene che nel 2005 l'economia peggiorerà. I giovani però sono più ottimisti degli "over 30".


    (5 novembre 2004)

    www.repubblica.it

  2. #2
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito

    Bè...non c'è davvero di che sorprendersi, Vetero, se pensi che la classe politica "pressa" perchè i giovani vadano a scuola obbligatoriamente il più possibile, in modo da posticipare il più possibile la loro disoccupazione sulla carta ed il loro "scontento" (nella realtà)...se consideri che quelli che solitamente vengono spacciati dalle imprese come "lavoretti da studenti" divengono lavori con cui la gente ci deve campare...se consideri che anche per lavori (a parole) qualificati vengono chieste laurea, esperienze, viaggi all'estero, ecc...salvo poi beccare uno stipendio con cui non ci campi manco!!

    Con gli affitti che ci sono a Milano, ad esempio, mi risulta che se sono 500 euro al mese d'affitto devi ringraziare il cielo...ma da quanto ho visto la soglia minima si aggira attorno ai 700 euro...
    ...se non sei di Milano devi aggiungere benza, caselli, traffico e/o mezzi pubblici e treno...quindi minimo minimo 45 euro al mese di abbonamento dei mezzi se sei vicino...poi i pasti...perchè ovviamente le imprese lesinano anche sui ticket!

    Il risultato è che i giovani tendono a non potersi costruire una famiglia loro e pesano sulle spalle dei padri lavoratori e/o pensionati...le richieste assurde di requisiti per le posizioni più qualificate escludono una buona fetta di laureati da tali posti...e alla fine magari uno ha studiato anni per essere costretto a fare un lavoro che non c'entra niente con quel che ha studiato e pagato fior di soldi per studiare...magari un lavoro che non necessitava le qualifiche che ha acquisito, eccessive per quell'impiego ed insignificanti per altri...

    Se il Paese va a puttane è perchè abbiamo una classe dirigente in larghissima parte puramente parassitaria che fa l'interesse delle imprese per poter parassitare da loro (che sono più o meno gli unici che gli cacciano i soldi)...quindi si va dietro alle imprese...le imprese che operano in Italia, potendo permetterselo, hanno
    "il braccino corto" salvo poi chiedere aiuti allo Stato...ovvero, principalmente, ai lavoratori...

    La situazione per un Paese come il nostro è "relativamente tragica"...

    Se pensiamo, come ho riletto ieri su Internet, che il Fascismo ha introdotto buona parte del Welfare a cui siamo abituati e che, nel nostro "accontentarsi", accovacciati come rospi, abbiamo finito per considerare "rivoluzionario" e "di Sinistra", giusto perchè "chi si accontenta gode"...bè...
    ...effettivamente sono tempi molto cupi quelli in cui viviamo!
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

 

 

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