Quello che sta succedendo in queste ore a Kiew non mi sorprende, si tratta dell'esplosione di un conflitto finora latente nei paesi ex-socialisti tra i sedicenti liberali filo occidentali, in realtà mafiosi e fascisti al soldo dell'imperialismo, e chi in qualche modo non accetta di svendere la patria e gli ultimi residui di socialismo alla Nato e al Fondo Monetario.
Questa contraddizione che attraversa tutti i paesi ex-socialisti si manifestò apertamente con il golpe fascista dell'ottobre 2000 contro il legittimo presidente della Yugoslavia Milosevic, poi rimase più o meno latente (pensiamo al can can sollevato dai media filo-imperialisti dopo l'elezione del compagno Lukashenko in Bielorussia) e ora riesplode prepotentemente a Kiew, con il traditore della patria Yuschenko che invita apertamente gli studentelli "democratici" e i mafiosi alla guerra civile.
Gran parte del popolo ucraino, chi ha memoria dell'URSS e del socialismo hanno scelto il candidato della dignità e della sovranità nazionale, contro il fantoccio dell'imperialismo.
I minatori del Donbass hanno già fatto sapere da che parte stanno. Non se ne staranno con le mani in mano di fronte ad un golpe fascista appoggiato dall'occidente terrorista contro il legittimo presidente Yanukovic.
Spero che tutta la sinistra italiana stavolta non ripeta il grave errore del 1999-2000, di credere alla fandonia del piccolo povero Kossovo, delle presunte repressioni di Milosevic e alle menzogne degli studenti amerikani di Otpor.




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