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    Predefinito FOLENA Correntone DS: un nome e un simbolo socialista per i DS

    Congresso DS. Il correntone: "un nome e un simbolo socialista per i ds"

    Folena: "Vogliamo diventare socialisti come Zapatero"
    C´è un passaggio, nella mozione del correntone, che si collega idealmente anche ad un ordine del giorno "bipartisan" presentato da Valdi Spini, Giorgio Ruffolo, Bruno Trentin ed altri e firmato anche da Pasqualina Napoletano, Lalla Trupia, Silvana Dameri, Alba Sasso (correntone) e da Paolo Nerozzi e Raffaele Minelli, della Cgil, che hanno dichiarato il voto per la mozione Mussi. Il passaggio dice: "E' giunto il tempo che nel simbolo e nel nome del nostro partito ci sia un esplicito riferimento alla identità socialista". Abbiamo chiesto a Pietro Folena, deputato ed esponente di spicco del correntone, quale sia il significato di questa proposta.

    Che senso ha oggi proporre un nuovo cambiamento di nome e simbolo?

    Se la si mette su questo piano, la mozione presentata da Fassino propone di dar vita alla "casa comune dei riformisti", insieme alla Margherita, di non presentare la lista DS in nessuna elezione regionale, di costruire un soggetto politico di centrosinistra presieduto da Prodi che, secondo quanto proposto dai partiti della federazione, terrà il suo congresso fondativo nel 2006, dopo le politiche. Di fatto si tratta della dissolvenza - per usare un termine cinematografico - dei Ds nel giro di due anni. Una sorta di scioglimento al rallentatore: ma non proposto, come tale - e questo è grave, perché una parte della verità è stata occultata - agli iscritti.
    Bada: sono tra coloro che considerano seria l'idea chiaramante espressa da D'Alema e da Morando, di costruire un partito di centrosinistra. Semplicemente non la condivido, perché verrebbe meno il fattore più importante della storia dell'Italia repubblicana, prima e dopo il 92, e cioè l' autonomia politica, culturale e organizzativa della sinistra italiana.
    La nostra, invece, non è una proposta rivoluzionaria, né radicale. E´ davvero riformista. Non vogliamo stravolgere nulla ma dare maggior rilievo all´identità dei Ds e stabilizzare un'incertezza identitaria, fermare un confuso nuovismo e una corsa al centro che ha portato in dieci anni alla cosa due, alle prove di cosa tre, al partito democratico, all' ulivo mondiale, al partito dei sindaci, al partito del presidente e, recentemente, al triciclo e al partito riformista. Basta davvero.

    Quale sarebbe allora la proposta?

    Dobbiamo discuterne insieme. Nello statuto dei Ds non c´è scritto che siamo un partito socialista o socialdemocratico. C´è scritto che apparteniamo al partito del socialismo europeo, ma è una dizione generica e insufficiente. Siamo l´unico membro del Pse che non si chiama socialista, socialdemocratico o laburista. E´ ora di scrivere a chiare lettere chi siamo. Come diceva Moretti? "Le parole sono importanti!"

    E chi parla male, pensa male e vive male...

    Già. Oggi se chiedi ad un militante Ds: "Chi sei?" non può risponderti: sono comunista, socialista, liberale... Questa mancanza di identità è un pezzo fondamentale della crisi di idee della sinistra. Mutare il nostro nome - ma in continuità con la nostra storia - vuol dire dare una prima risposta alla domanda di valori ed identità.

    Perché, dopo 13 anni dalla svolta, solo ora arriva questa proposta?

    Perché allora la parola socialismo era bandita. C´era stato Craxi, Tangentopoli.... La gente sentiva socialista e pensava , generalizzando e sbagliando, ladro. Oggi per fortuna non è più così. Dirsi socialisti o socialdemocratici vuol dire dirsi della più grande famiglia della sinistra europea. So che qui cominciano i problemi: sei con Blair? insegui il Neue Mitte di Schroeder? Apri, come Hollande, ai movimenti no-global? Ti ripensi e ti rivoluzioni a sinistra come Zapatero? Ma, vivaddio, sarebbe un grande passo in avanti.
    Con tutto il rispetto per la storia della DC, per De Gasperi, per i loro eredi nel centrosinistra - dalla Margherita a Prodi - non si può proporre alla sinistra italiana di rinunciare alla propria autonomia per diventare una corrente di una nuova e moderna DC.

    Qualcuno dice che allora non si fece la scelta di dirsi socialisti per una ragione politica...

    Nella svolta c´erano anime diverse. E tuttavia voglio ricordare che nello statuto del Pds c´era scritto così: "il fine del Pds è il socialismo. Per questo la sua bandiera è rossa". E´ una frase molto bella, e qualcosa del genere andrebbe rimesso nello statuto dei Ds. Ho sentito a Madrid, al Congresso del PSOE - un partito che ha il 44% dei voti, che è orgoglioso della propria storia e che si chiama socialista e operaio (nessuno pensa a cambiare questo nome) - Zapatero parlare sempre, in riferimento alla propria azione di governo, del "nostro socialismo", e mai usare termini confusi come "riformismo".

    E poi?

    Ad esempio potremmo ribattezzare i Ds "Democratici socialisti". O "Democrazia e Socialismo". Così la sigla Ds è salva. E poi ingrandire la rosa e la scritta PSE sotto la Quercia. Oppure, con la rosa e con la quercia, scegliere un nome evocativo e affascinante, "Partito del lavoro".
    Fassino ha condotto tutto il congresso di Pesaro sull´idea di far diventare i Ds un partito del socialismo europeo.
    Chi contrastava allora Fassino era in modo altrettanto forte per il socialismo europeo, ma diceva che dopo la débacle degli anni 90, il socialismo europeo doveva virare a sinistra... Ora però vedo che da parte del segretario si è abbandonata quell´idea: nella sua mozione si parla una volta sola di "socialismo", ma al passato. Per quello che mi riguarda, vorrei ricordare che la Federazione Giovanile Comunista Italiana, nel 1987, quando ne ero segretario, entrò come osservatore nell'Internazionale Socialista giovanile, e fu il primo pezzo dell'universo del PCI a compiere questo passo, dimostrando quanto le barriere e le culture si fossero mescolate.

    Quindi viva la sinistra e viva il socialismo...

    Sì. Noi non ci stiamo a cancellare la nostra identità e a rinunciare all' autonomia della sinistra. La svolta di Occhetto fu il passaggio dal comunismo italiano - che è stato sempre, a suo modo, "riformista" - ad una identità socialdemocratica europea. Un´identità però non fissa, immobile, ma capace di camminare con il cambiamento del mondo e della società italiana. Con quella svolta siamo rimasti sempre nella stessa famiglia. Ora invece ci si propone di uscire in punta di piedi -perché nessuno se ne accorga- dalla famiglia della sinistra e di diventare semplicemente "riformisti".

    E non va bene?

    No, perché il riformismo è un metodo, non un contenuto. Anche Berlusconi dice di essere riformista. E´ chiaro che oggi nessuno è rivoluzionario a sinistra - nel senso che nessuno invoca la presa del potere con la violenza - e anche Rifondazione è riformista. E´ una storia finita quella dei mezzi con cui arrivare ad una società di "liberi ed eguali". Non basta quindi dirsi riformisti. Io sono un socialdemocratico riformista, Rutelli un liberaldemocratico riformista, Bertinotti un comunista riformista... e così via. Riformista è un aggettivo, non un sostantivo. Se manca la sostanza manca tutto.

    E la sostanza qual´è?

    La sostanza è quella che esce dai movimenti di questi anni. C´è una grande attenzione verso la sinistra democratica, in Europa e in America latina (basta vedere i risultati delle elezioni in Uruguay). Ma spesso la sinistra è sorda ai movimenti. E perde, come in Inghilterra. Dove invece si lascia contaminare, dove i socialisti non si vergognano delle loro idee, allora vince: l´esempio spagnolo è emblematico. Zapatero sta cambiando per davvero il suo paese. Non si tratta solo di riforme qua e là, ma di un progetto di cambiamento profondo della società. Il socialismo è questo. La sostanza è fatta di pacifismo e nonviolenza, tassazione mondiale sulle speculazioni per combattere la miseria, beni comuni, stop alle privatizzazioni, nuovo welfare universale, diritti del lavoro e salario, più sapere e più conoscenza per tutti, laicità dello stato e rimozione di tutte le barriere che impediscono l'autodeterminazione degli individui.

    Invece in Italia...

    Si stanno svolgendo i congressi delle sezioni dei Ds. I nostri iscritti spesso non sanno che è in gioco la permanenza di una forza di sinistra democratica in Italia. Qualcuno dice: "tanto il partito riformista non si farà". Si diceva così anche per la lista unitaria... poi s´è fatta. Adesso si propone una federazione che nei fatti è un partito unico, perché ha i suoi organismi, persino a livello locale. Ma il patto federativo sottoscritto dai segretari di Margherita, Ds e Sdi non viene distribuito nelle sezioni. Quel patto cancella l´autonomia dei Ds il prossimo 31 dicembre, prima ancora dello svolgimento del Congresso nazionale. Se andasse avanti quel patto in quei tempi , si tratterebbe di uno strappo gravissimo.

    Alcuni firmatari della mozione Fassino hanno però proposto anche loro di chiamare i Ds con un nome socialista.

    Sono d´accordo con l´appello di Spini e Ruffolo. Lo voteremo nei congressi di Federazione. Ma come hanno rilevato in molti -recentemente Emanuele Macaluso-, o si dice che si è socialisti, che si appartiene al Pse e all´Internazionale, oppure si decide di mettere questo tra parentesi e puntare tutto su un indistinto "riformismo". Vale a dire, diventare la corrente di un partito di centro-sinistra. E´ un modello che non funziona.
    Anche oltreoceano, quando i Democratici americani hanno smarrito i propri valori, hanno perso. Noi non vogliamo perdere. Né le elezioni né tantomeno i nostri valori e la nostra identità.

    Quindi...

    Quindi ogni voto alla mozione del correntone, ma io dico anche alle altre due mozioni della sinistra, è un granello di sabbia nell´ingranaggio della deriva al centro dei Ds. E, come si sa, la sabbia può fermare anche il più poderoso dei macchinari.

  2. #2
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    Predefinito

    io kiaramento votero' la mozione fassino ma l'idea di cambiare nome per darci un'identità secondo me nn è sbagliata...
    Democrazia e Socialismo, mantenendo nome E SIMBOLO(in modo da nn perdere voti xke la gente nn ci riconosce).
    Democrazia e Socialismo, tra l'altro mi piace, xke mette al centro il fatto di essere socialisti(in senso moderno o vekkio, nn si capisce...) e non piu postcomunisti...

  3. #3
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    Predefinito Re: FOLENA Correntone DS: un nome e un simbolo socialista per i DS

    [QUOTE]In origine postato da asti_sinistra
    [B]Congresso DS. Il correntone: "un nome e un simbolo socialista per i ds"

    Per una volta sono completamente d'accordo con Folena. Ho pensato anch'io che l'idea di unificare ds e margherita fosse vincente. Oggi ho capito che non è così e che i due partiti devono essere strategicamente alleati ma distinti. Faccio autocritica. E sono assolutamente d'accordo che finalmente i Ds si aprino ad una prospettiva dichiaratemente socialista. Ci serve perché è vero che non si capisce cosa siamo.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: FOLENA Correntone DS: un nome e un simbolo socialista per i DS

    [QUOTE]In origine postato da willy
    [B]
    In origine postato da asti_sinistra
    Congresso DS. Il correntone: "un nome e un simbolo socialista per i ds"

    Per una volta sono completamente d'accordo con Folena. Ho pensato anch'io che l'idea di unificare ds e margherita fosse vincente. Oggi ho capito che non è così e che i due partiti devono essere strategicamente alleati ma distinti. Faccio autocritica. E sono assolutamente d'accordo che finalmente i Ds si aprino ad una prospettiva dichiaratemente socialista. Ci serve perché è vero che non si capisce cosa siamo.
    Sono d'accordo...come avevo spiegato....

 

 

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