Correvano gli anni in cui nasceva la religione islamica, e il suo fondatore, nonché profeta. Il signor (si fa per dire) Maometto sposa Aisha quando la bambina aveva 6 anni e la deflora a 9. Alla Mecca, marito di una donna ricca, aizza i poveri contro i ricchi e li incita alla ribellione. Quando i ricchi perseguitano i suoi discepoli, li abbandona e si fa proteggere dalla famiglia di sua moglie. A Medina, dove si è rifugiato quando il suo clan ha smesso di proteggerlo, aizza un clan contro l’altro allo scopo d’impadronirsi del potere. A Medina fa assassinare varie persone che osano criticarlo fra cui alcuni poeti, un vecchio centenario, una madre di 5 figli, un amico di famiglia, una donna che rifiuta la sua autorità. Furibondo perché gli ebrei non credono alle sue frottole, confisca i loro beni, li espelle e li massacra. Sconfitta la tribù ebrea di Qorayza, ordina di decapitare gli uomini e vendere le donne e i bambini. Fa scavare dei fossati nel mercato di Medina e vi getta oltre 1000 ebrei decapitati. Gli anni 623 e 624 sono marcati da una serie di stragi. A Medina organizza degli assalti alle carovane dirette verso La Mecca e afferma che Allah gli attribuisce un quinto del bottino. Istituisce la razzia come politica, favorisce il suo clan per tutto quello che concerne i vantaggi materiali e manifesta un senso dell’onore tipicamente macho. Quando sconfigge i nemici, fa assassinare il capo e violenta la moglie. Approfitta delle tregue per sorprendere e massacrare i nemici. Descrive gli ebrei come il popolo maledetto che Dio ha trasformato in scimmie e maiali (Corano 5: 60-64). Eccetera eccetera eccetera eccetera eccetera…




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