Il mondo contadino spesso viene citato a sproposito come sede di forze rivoluzionarie, accanto alla "classe operaia". In realtà, nella teoria marxista-leninista più ortodossa, una società contadina deve prima passare attraverso la rivoluzione borghese ed industriale per sperare poi di evolvere in una società socialista.
Ma questi sono discorsi ormai sorpassati ed antiquati. I contadini, in realtà, rappresentano forse quella parte di mondo maggiormente attaccata ai valori tradizionali, alla fede, agli ideali controrivoluzionari. Lo dimostrano la Reazione vandeana e sanfedista. I rivoluzionari, coloro che si riempivano la bocca di parole come "popolo", "democrazia", avevano il terrore delle masse contadine pronte a difendere con la vita la terra e la Fede!
Oggi i valori contadini sono scomparsi, ma vengono talora rimpianti con nostalgia. Ah, i filò sotto le stelle, i rosari della sera, l'affidamento completo alla Croce! Le dure fatiche e le molte sofferenze venivano risolte nella fede più genuina. Non c'è teoria materialista o progressista che tenga: il contadino ama la sua terra, sa quali sono i suoi valori di riferimento... Nel contadino idealizzato Tradizione ed Identità si compenetrano perfettamente.




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