Citazione:
Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena
Mi limito però ad osservare, a difesa dei Brights, e per certi versi anche di me stesso, che chi è fermamente convinto delle proprie ragioni abbia anche il diritto di battersi per la loro affermazione.
Quindi se un fervente cattolico (musulmano, ebreo o altro) considera gli atei nella loro traduzione più deteriore, cioè dei "senza Dio", degli appestati, gente da ricondurre sulla retta via e sul percorso della fede in virtù della solidità delle proprie convinzioni (d'altronde il Papa, i missionari, i preti, i testimoni di Geova, i neocatecumeni, non si occupano di questo?), sull'altro fronte a me sta benissimo che esistano atei altrettanto convinti della propria verità, da considerare, non dico dei "cretini", ma almeno dei poveri illusi, i credenti. E forti delle proprie ragioni, cerchino di affermarle nel quotidiano.
Poi, certo, quest'impulso deve convivere con il laico rispetto per tutti.
In politica, destra e sinistra si detestano, parlano lingue diverse, vedono i problemi da prospettive opposte e lavorano ciascuna per affermare le proprie idee e non le altre.
Però la democrazia impone rispetto e tutela per tutti. Ecco, io (e credo anche tu) sono un ateo fervente e convinto. Che crede però nel valore della "democrazia spirituale".
Per dirla con Lucio, io mi ritengo un "brillante". Laico però. Ma non per questo meno "brillante". Molto laico e molto "brillante".
Convenendo con tutti voi, poi, che "brillante" è proprio un nome del c.... .
Condivido tutto, salvo forse il punto in cui parli degli atei convinti delle loro verità: forse (ma è un parere strettamente personale), fra le cose che dovrebbero differenziare gli atei dai credenti ci dovrebbe essere un tasso di dubbiosità decisamente maggiore nei primi rispetto ai secondi.