Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Schifoso atto di nepotismo terrone

    Bossi, in Europa il fratello e il figlio del Senatùr
    Franco e Riccardo assunti a Strasburgo al seguito dei deputati leghisti Speroni e Salvini
    Quando il Carroccio tuonava conro il clientelismo, il nepotismo e gli arrivisti


    In attesa che Umberto Bossi sia pronto al gran rientro (auguri), la Lega Nord guarda al futuro. E ha mandato a prendere confidenza con Bruxelles e le istituzioni comunitarie, nel mentre crescono i giovani eredi Renzo, Roberto Libertà ed Eridanio, un altro paio di appartenenti alla Real Casa Senatùria: Franco Bossi (il fratello) e Riccardo Bossi (il figlio primogenito). Assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati. Portaborse, avrebbero detto i padani duri e puri di una volta. Ma pagati sontuosamente. Per l'attaché, ogni deputato riceve infatti 12.750 euro. Pari a 24 milioni e 687 mila vecchie lire. Al mese. La notizia, contenuta nell’elenco ufficiale pubblicato dall’Europarlamento e facile da controllare sul sito internet www2.europarl.eu.int/assistants, non precisa che mestiere facciano i due.

    Visto che l'assistente accreditato, pagato coi soldi nostri, è il braccio operativo di ogni bravo parlamentare, si presume che parlino fluentemente alcune lingue, capiscano di economia, siano dotti nelle materie giuridiche e magari abbiano una competenza specifica in qualche settore chiave nel quale il deputato di riferimento deve destreggiarsi.

    Franco Bossi, una preparazione, ce l'ha. Sa tutto di valvole, canne, pistoni, bronzine, guarnizioni, pompe ad acqua... Dopo aver studiato fino alla terza media inerpicandosi su su fino alle «commerciali», manda avanti infatti un negozio di autoricambi a Fagnano Olona. Una professionalità che, unitamente alla passione leghista, ha spinto il Carroccio non solo a ipotizzare una sua candidatura alla Camera al posto di Umberto nel collegio di Milano 3 (dove poi, forse per evitare le accuse di far tutto in famiglia, fu scelto il medico di casa del Senatur) ma ad affidargli negli anni ruoli di spicco quali quello di c.t. della squadra di ciclismo della Padania, di socio della controversa "cooperativa 7laghi", di membro del consiglio di amministrazione dell'Aler (case popolari) di Varese. Esperienze che a Bruxelles gli saranno utilissime.

    Quanto a Riccardo Bossi, se ne sa ancora meno. Se infatti sono ormai celebri i fratelli avuti dal papà nel secondo matrimonio, e in particolare il delfino Roberto Libertà cui il giornale La Padania arrivò a regalare per il compleanno un’intera pagina di sdiluviante entusiasmo («Che fortuna avere 12 anni e festeggiarli in cima al Monte Paterno!»), lui è infatti rimasto sempre piuttosto defilato. Si sa che ha 23 anni, che è un ragazzone grande e grosso, che va matto per le auto ed è fuori corso all’università. Fine. Figlio di Gigliola Guidali, la prima moglie del segretario leghista che raccontò in un'intervista di aver chiesto la separazione dopo aver scoperto che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore ("ciao amore, vado in ospedale") senza essersi mai laureato, pare non somigliare molto al padre. Tranne in una cosa: come il Senatùr alla sua età, diciamo, non è propriamente un secchione.

    A scegliere come braccio destro Franco Bossi, dice il sito dell’Europarlamento, è stato Matteo Salvini, già direttore di quella Radio Padania Libera che per anni ha cannoneggiato contro il clientelismo e le assunzioni in Terronia di amici, cognati e parenti. A scegliere Riccardo, lo «zio» Francesco Speroni, che di Umberto Bossi è stato il capo di Gabinetto al ministero delle Riforme e che in tema di nepotismo aveva già fatto spallucce davanti a un’altra polemica: la designazione, come presidente della provincia di Varese, di Marco Reguzzoni, marito di sua figlia Elena.

    Intendiamoci: tutto il mondo è paese. Lo ricordava già, ai suoi tempi, il cardinale Enea Silvio Piccolomini diventato Papa col nome di Pio II: «Quand’ero solo Enea / nessun mi conoscea / ora che sono Pio / tutti mi chiaman zio". La scelta del fratello e del primogenito del Senatùr per quelle due cadreghe europee, tuttavia, sia pure preceduta da altri piacerini a parenti e amici, segna il punto d’arrivo di un cammino che pareva partito con altri itinerari. Basti ricordare alcuni dei moniti di Umberto contro il «familismo amorale» e i regali ai clientes: «La Lega assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo». «Il nostro programma? Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi clientelari e restituire il voto ai cittadini». «Non si barattano i valori-guida con una poltrona!».
    «Questo deve fare un segretario di sezione: far crescere la gente e non dare spazio agli arrivisti. Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!».

    Parole riprese e urlate in mille piazze e mille sagre e mille comizi da tutta la corte di fedelissimi, da Calderoli a Castelli, da Maroni al mitico «Sciur Cüràt». E impresse nel marmo della storia da un gesuitico comunicato dall’allora addetta stampa della Lega Simonetta Faverio: «In un movimento che si propone di far la rivoluzione non ci può esser posto per gli arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, "i pentiti" e i lottizzatori. Chi si è proposto di cambiare questo nostro povero Paese non può nello stesso tempo volere un posto al sole per sé o per i suoi amici, non può usufruire dei privilegi di cui hanno goduto i piccoli uomini politici della partitocrazia. Non può insomma parlare bene e razzolare male, prendendosi così gioco della base pulita, dei militanti, e di quei dirigenti onesti che per la causa leghista sarebbero disposti a tutto». Parole d’oro. Premiate un paio di anni fa con la nomina di Simonetta, in quota leghista, a vice della ancillare Anna La Rosa alla direzione dei servizi parlamentari della lottizzatissima Rai.

    Gian Antonio Stella


    dal corriere di oggi

  2. #2
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    Terrone, tienitelo per te, mio caro Alberich.

  3. #3
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    era ovviamente un riferimento alla coerenza del caro Bossi che ha sempre definito così tutti i fenomeni di malcostume italiani...

  4. #4
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    Ma caro Gizzi, il "terronismo" è uno stile di vita, un modo di comportarsi e di presentarsi, un atteggiamento vittimistico e parassitario, sbracato e strafottente. Non è una generalizzazione rivolta ai meridionali. Esistono esimi napoletani, calabresi e siciliani civilissimi, e tutt'altro che "terroni". Mentre esistono molti insospettabili terroni settentrionali. Berlusconi, tanto per citare un nome a caso, ne è un esempio perfetto. E Bossi, come ci suggerisce Alberich, pure.

  5. #5
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    Io sono rimasto alla vecchia di definizione, comunque un treahd con terrone in mezzo continua a infastidirmi. Ma capisco la buona fede di Alberich.

  6. #6
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    Ho usato quel termine proprio perchè è uno di quelli che ho sempre trovato più insopportabili nel gergo leghista. C'è dentro tutto: la denigrazione, il qualunquismo, l'arroganza, l'offesa gratuita e ingiustificata.

  7. #7
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    Citazione da Intervento Principale di by Giuseppe Gizzi
    Io sono rimasto alla vecchia di definizione, comunque un treahd con terrone in mezzo continua a infastidirmi. Ma capisco la buona fede di Alberich.
    Beh, secondo quello che ci ha insegnato per anni il Bossi il piazzare i propri familiari a fare il portaborse per 12.750 euri al mese alle spalle del contribuente padano è un tipico comportamento da terrone.

    Ormai questi termini sono di uso comune nella politica, non vedo il motivo per cui possiamo sentirli in TV ma non usarli sui forum solo perchè non sono mai stati usati dal Manzoni.

    Si sarebbe potuto fare anche un thread sul culattone di AN licenziato da Fisichella, ad essere pignoli.

  8. #8
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    Comunque "schifoso atto di nepotismo" è sufficiente a definire la situazione (a proposito, bravo Alberich a segnalarcela).

    Quanto al "terrone" non drammatizzerei, è in fondo una espressione comune . . .
    Hopss, ma allora lo stesso metro doveva valere anche per le espressioni colorite del ministro Tremaglia!

  9. #9
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    Citazione da Intervento Principale di by brunik
    Si sarebbe potuto fare anche un thread sul culattone di AN licenziato da Fisichella, ad essere pignoli.
    E che storia è questa?

  10. #10
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    Fisichella ha licenziato un suo collaboratore stretto dopo aver visto una sua foto in un locale gay (credo).
    Oggi ha detto che il motivo è un altro: ha usato il computer del senato per visitare siti internet non direttamente legati al lavoro che svolge...

 

 

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