"Voglio iniziare una vita normale"
Per la prima volta dal suo arrivo a L'Avana, dove è ricoverato presso un centro di salute mentale, Diego Maradona è tornato a parlare. "Non penso alla cocaina. Sono stato rinchiuso per 6 mesi in una prigione di 2 metri per 2 - ha detto al "Processo di Biscardi" - dove ho capito molte cose: in Argentina un tossicodipendente è un uomo morto". Sul futuro. "Voglio cominciare una vita normale, mi piacerebbe lavorare come commentatore sportivo".
La riabilitazione in Argentina è stata molto dura: per Dieguito sono stati sei mesi d'inferno, che hanno avuto fine con lo sbarco nell'amata Cuba. Notti legate ad un letto per vincere la crisi d'astinenza, una dieta rigidissima per perdere peso, una camicia di forza che era diventata sua fedele compagna: sono alcune delle precauzione che sono stati costretti a prendere nella clinica di Buenos Aires per far uscire dal tunnel della cocaina l'ex numero 10 del Napoli. "In Argentina un tossicodipendente è un uomo morto, perchè non c'è una struttura adatta alla riabilitazione - ha spiegato - Ora la cosa più importante è ricominciare ad avere una vita normale. Mi piacerebbe lavorare come opinionista sportivo, o come allenatore dei bambini: sarebbe bello e potrei spiegare loro perché è un errore drogarsi".
Dieguito ha festeggiato il 44esimo compleanno (è nato il 30 ottobre del 1960) in clinica assieme ai genitori e alle figlie Dalma e Giannina. L'ex Pibe de Oro ha parlato del rapporto con il padre Diego. "Non parlavo più con lui, però mi ha dato una grossa spinta moralmente, standomi sempre vicino in ogni istante della mia malattia. Non avrei mai immaginato che mi amasse così tanto, pensavo di essere solo, ma non era così".
Riscoperti i sani valori familiari, Maradona attacca il giudice Norberto García Vedia che, pressato dalla famiglia dell'ex giocatore, non voleva concedere il permesso per continuare la cura a Cuba. "E' un ubriacone che mi ha sempre mortificato" è il lapidario commento.
In una parte dell'intervista, il più forte calciatore di tutti i tempi parla che del suo rapporto con la religione. "Credo in Dio. Sono sicuro che se non sono ancora al suo fianco, un motivo ci sarà. Nella mia vita non ho mai fatto male a nessuno, o meglio, l'unico a cui ho fatto del male è stato a me stesso".
da:http://www.tgcom.it




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