Delitto di Rimini: omicidio mafioso
nel mondo dell'edilizia
Si è trattato di una vera e propria esecuzione su commissione in stile mafioso, per la quale si ritiene sia stata pagata la somma di 10.000 euro. Quattro persone, ritenute i mandanti e gli esecutori dell'omicidio dell'imprenditore riminese Vittorio Galli, ucciso il 19 settembre scorso nella sua tenuta a San Giovanni in Marignano, sono stati arrestati dai carabinieri. Il presunto mandante è finito in manette nella località del riminese dove è avvenuto il delitto, per gli altri tre, tutti siciliani e pregiudicati le manette sono scattate nella notte tra Calatabiano (Catania) e Giardini Naxos (Messina). Movente dell'omicidio, per gli inquirenti, il rancore verso la vittima per via di uno sfratto. Galli, 54 anni, imprenditore agricolo ed edile, era stato assassinato con una pistola calibro 7,65 nella sua tenuta mentre stava verniciando una panchina. Alla brutale esecuzione assistettero, come testimoni, anche i due figli della vittima.
Il cognome del mandante l'ho sentito al TG, e mi sembra padano al di fuori di ogni sospetto. Se così fosse, mi sembra un sintomo preoccupante di come la mentalità terronesca del delitto d'onore e dello sgarbo da lavare con il sangue stia facendo proseliti anche tra alcuni dei nostri. Anche nella realtà di tutti giorni sto notando un allarmente "livellamento verso il basso" della mentalità della gente, padani e non.




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