Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 29

Discussione: Gli Ebrei e L'America.

  1. #1
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Gli Ebrei e L'America.

    Il 1492, ricordato da tutti noi come l'anno in cui avvenne, da parte del genovese [?] Cristoforo Colombo, in nome del re di Spagna e del RE dei RE, la scoperta dell'America, fu anche l'anno nel quale i reali di Spagna deliberarono la cacciata degli ebrei.
    Si dice che alcuni ebrei fossero presenti a bordo delle caravelle di Colombo, e sicuramente singoli individui o singole famiglie di stirpre ebraica approdarono nel Nuovo Mondo nei decenni successivi.
    Fu però solo nel 1695 che a Nuova York (dal 1666 la colonia olandese di nuova Amsterdam era passata agli inglesi ed era stata così ribattezzata) fu costituita la congregazione She'erit Israele (Il resto d'Israele), che cercò di unificare gli israeliti delle diverse provenienze ( ebrei ashkenaziti, ossia di area germanica e centroeuropea, giunti più di recente, ed ebrei sefarditi, ossia di origini iberiche). Infatti fra le due comunità non correva propriamente buon sangue. I Sefarditi ritenevano infatti, per una pretesa superiorità culturale e cultuale, di esser nel diritto di acquisire la guida delle comunità israelitiche in formazione, irritando gli ashkenaziti.
    Riguardo alla città di New York (ancora Nuova Amsterdam) i primi ebrei, per quanto se ne sa, vi misero piede nel 1654. Dapprima giunsero un paio di ebrei, seguiti e breve da altri 23 sbarcati dalla S.Caterine (la MyFlower ebraica).
    Non si può dire che gli ebrei approdati in America fossero particolarmente osservanti, ne' che fossero particolarmente organizzati. Quasi sempre mancavano i numeri “legali” previsti dalla Legge e dalla Tradizione per costituire delle comunità regolari.
    Nel corso del XVII secolo il continuo arrivo di ebrei ashkenaziti rovesciò i rapporti di forza a svantaggio degli ebrei Sefarditi. Gli ebrei ashkenaziti tendevano inoltre a creare nel nuovo mondo delle comunità fondate sulla base della provenienza territoriale e linguistica, le cosiddette landsmanshaftn .
    Allo scoppio della Rivoluzione Americana, che avrebbe dato l'indipendenza alle tredici colonie del Nuovo Mondo dalla Corona Inglese, non vi erano che circa duemila ebrei nei costituendi Stati Uniti. Durante la guerra d'indipendenza alcuni ebrei, quelli più liberali, si schierarono con i rivoluzionari americani di George Washington, ma molti furono i lealisti che combatterono per il re. Le piccole comunità israelitiche furono comunque divise dal conflitto.

    continua...

  2. #2
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    per la bibliografia vedi:

    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=53751


    continuazione....

    Dopo la conquista dell'Indipendenza da parte degli Stati Uniti, nuove congregazioni ahskenazite si stabilirono dapprima sulla costa orientale, diffondendosi poi , da qui, nelle altre regioni americane. Le nuove comunità si consideravano sempre, però, legate alle congregazioni madri, dalle quali ricevevano direttive e anche sostegno finanziario. A differenza che in Europa i leader laici delle congregazioni deliberavano le loro decisioni anche in assenza di rabbini o in contrasto con le loro opinioni , motivo per il quale la coscienza ebraica del nuovo mondo si caratterizzò a volte per una certa precoce “ laicità “ e per una progressiva integrazione, anche sostanziale, nella società americana. Numerosi erano infatti i matrimoni misti con cristiani, e svariati ebrei abbandonarono la loro Fede, non per questo separandosi dalla loro comunità e dalla loro famiglia, ma fungendo obiettivamente da ponte fra queste e il resto della società americana.
    La conquista dell'Ovest vide gli ebrei spostarsi con gli altri americani verso la “nuova frontiera”. La maggioranza degli israeliti che si muovevano esercitavano l'ambulantato o il piccolo commercio e raramente erano in numero tale da poter fondare un nuova comunità, se non dopo che erano stati raggiunti, nel corso degli anni o delle generazioni, da altri corrilegionari.
    Nel 1852 in New York gli ebrei fondarono il loro primo ospedale, che nel 1866 fu denominato Mount Sinai Hospital . L'istituzione sanitaria ebraica curava gratuitamente i poveri e tanto i pazienti che il personale erano costituiti sia da ebrei che da non ebrei.
    Nel diciannovesimo secolo un numero sempre maggiore ebrei soprattutto tedeschi giunsero negli Stati Uniti d'America. Questi ebrei erano molto diversi da quelli arrivati nelle generazioni precedenti, in quanto in grande maggioranza si consideravano semplicementi tedeschi di fede ebraica (ossia parti della gente di nazionalità, lingua e cultura tedesca immigrata in America, ma di religione giudaica) , ed erano intenzionati ad integrarsi completamente nella società americana, come avevano ambito ad integrarsi altrettanto integralmente in quella germanica.
    Moltissini fra di loro aderivano a congregazioni religiose liberali e riformate, che avevano perciò superato il rigorismo legalista dell'ortodossia giudaica, per contemperare la fede monoteistica e una generica tradizione giudaica con l'illuminismo razionalistico che, dal punto di vista intellettuale, consideravano ormai elemento fondamentale della propria cultura specifica.

    continua...

  3. #3
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione...

    L'anelito ad adeguare il giudaismo al “mondo moderno” e alle sue esigenze data al 1810 quando il rabbino tedesco Israel Jacobson fondò in Germania un “Tempio Riformato”, in cui adottò la lingua tedesca per i sermoni, l'organo come nelle Chiese cristiane, per accompagnare la liturgia, e ove le prescrizioni della Legge Talmudica iniziarono a ricevere interpretazioni “liberali”. Successivamente il processo di riforma religiosa divenne sempre più audace. Samuel Holdheim rigettò addirittura il Talmud come fonte normativa, spostò alla domenica il giorno del Signore, per conformarlo a quello riconosciuto dal resto dei tedeschi, soppresse l'obbligo del copricapo in Sinagoga e celebrò matrimoni misti fra ebrei riformati e cristiani.
    Nel 1840 i rabbini riformati tedeschi si riunirono per tentare l'elaborazione di una dottrina unificata e coerente, ma nel 1846 subirono la scissione del gruppo della scuola “storico-positica” capeggiata da Zaccaria Frenkel, che mantenne l'ebraico come lingua del culto, e raccomandò l'osservanza delle tradizioni fondamentali del giudaismo come “frutto dell'esperienza collettiva del popolo” israelita. Si creò cioè una prima corrente intermedia fra l'Ortodossia ( o meglio ...LE ortodossie) e Riforma Liberale, in seno al giudaismo.
    Una componente notevole degli ebrei tedeschi che raggiunsero gli Stati Uniti d'America nel XIX secolo erano aderenti al giudaismo liberale, in una delle sue espressioni, e spesso erano ebrei laicizzati e completamente integrati nella comunità tedesco-americana.
    Negli Stati Uniti questi ebrei riformati o liberali trovarono il loro leader spirituale nel rabbino Isaac Mayer Wise , ebreo di cultura tedesca proveniente dalla Boemia, che fu anche il primo presidente dell' Hebrew Union College.
    Il rabbino Wise fu un riformatore audace, artefice del MINAGH AMERICA (rito americano) della Sinagoga Riformata degli Stati Uniti.

    continua....

  4. #4
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione...

    Wise propugnava l'integrazione degli ebrei e pensava che negli USA essi godessero di quella eguaglianza politica che con grande difficoltà anelavano di raggiungere altrove. Perciò Wise fu un anti-sionista e un anti-messianista, in quanto, a suo avviso, la nuova Terra Promessa , era per gli ebrei americani.... l'America stessa. Per Wise in sostanza l'avvento di quell'era che nella simbologia religiosa era raffigurata come era messianica veniva vissuta dagli ebrei americani con la piena integrazione in una società libera, in cui poter liberamente vivere come cittadini eguali ad ogni altro.
    "Siamo cittadini americani di religione israelita" amava riperetere, mirando a sopprimere gli elementi di distinzione tra gli ebrei e gli altri americani.
    Una serie di riforme rituali e comportamentali, osteggiate dagli ebrei ortodossi o comunque più tradizionali, tendevano a ridurre fortemente la distanza tra giudaismo e protestantesimo. Si giunse perciò ad una significativa abbreviazione della durata dei offici religiosi, celebrati a volte la domenica, si arrivò anche all'abolizione della separazione tra gli uomini e le donne in Sinagoga e alla celebrazione del rito, in più parti, in lingua inglese d'America . Durante i riti vennero abrogati i riferimenti al Secondo Tempio di Gerusalemme distrutto nel 70 dalle legioni romane. Questo orientamento si concretizzò ad opera di quelli che erano stati i rivali di Wise, Kohler in testa.

    Proprio a Pittsburgh, negli USA, nel 1885 l'ebraismo liberale radicale riformulò i principi generali della Riforma religiosa del giudaismo, con un sostanziale rifiuto ormai integrale della legislazione mosaica e rabbinica tradizionale come fonti normative, il riconoscimento della domenica come giorno dedicato agli offici sacri, e il ripudio di ogni “nazionalismo” ebraico.
    L'organizzatore della riunione fu un rabbino di New York , tal Kaufmanm Kohler (già rivale di Wise), e il documento finale approvato affermava che la ragione d'esistenza del giudaismo, fondatore del monoteismo e suo rappresentate più puro, consisteva nella diffusione della moralità universale intesa come vocazione a combattere per la giustizia, e in primo luogo per la giustizia sociale. L'elezione degli ebrei era reinterpretata come particolare vocazione a questa diffusione della “moralità universale” fra tutti gli uomini.
    E mentre in Germania, e in Europa in genere, la riforma radicale suscitò la reazione degli ortodossi tradizionalisti (dominanti in Ungheria) , e la nascita di una “controriforma” neo-ortodossa ad opera di Samson Raphael Hirsh, negli Stati Uniti il giudaismo liberale, nelle varie tendenze riformate radicali, moderate e conservative, divenne largamente maggioritario e dominante, soprattutto nella comunità degli ebrei tedeschi.

    continua....

  5. #5
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione...

    La situazione era tuttavia dinamica, viste le varie ondate di ebrei russi e polacchi, religiosamente ortodossi, e - al loro arrivo - socialmente molto poveri se non miserabili.
    La cultura di villaggio degli ebrei orientali giunti negli USA, e il loro ostinato tradizionalismo ortodosso, permerono le nuove periferie americane ove gli “ ebrei-orientali” si insediarono con i loro rabbini. Ovviamente per questi ebrei le tesi dei Riformati costituivano insieme eresia, apostasia e abominio. E come se non bastasse, diversi fra loro erano portatori di idee politiche socialistiche o anarchicheggianti, coniugate spesso con una sorta di proto-nazionalismo ebraico che presto avrebbe assunto il carattere dell'adesione al SIONISMO, come aspirazione alla fondazione del “focolare nazionale ebraico” in Palestina e di un vero JudenStaat nell'Antica Terra Promessa. Aspirazione che se non valeva per quegli ebrei che avevano avuto la fortuna di vivere, e progressivamente integrarsi, nei democratici e tollaranti Stati Uniti d'America, veniva considerata invece come indispensabile per tutti quei fratelli europei ancora discriminati, perseguitati, o addirittura assassinati in massa durante i pogrom dell'Europa Orientale.
    Il nuovo SIONISMO sorse fra intellettuali ebrei impregnati dalla cultura europea dell'ultimo tratto del XIX secolo, e si caretterizzò fondamentalmente come ideologia “nazionalista” liberale, laica, modernista con base razionalistico-illuministica. Il Sionismo moderno si caratterizzò inoltre come reazione all'antisemitismo razziale che andava diffondendosi come “ideologia moderna” in Germania e nell'Europa occidentale. In esso non mancarono di confluire spinte e contribuiti diversi.
    I rabbini ortodossi si trovarono divisi sul giudizio verso l'aspirazione nazionale sionista. Vi fu chi aderì al sionismo, anzi fondò un “sionismo religioso”, specificando tuttavia che questa aspirazione non coincideva con l'idea giudaica della redenzione e dell'avvento dell'era messianica, rimessi nelle mani di Dio. Vi fu chi sostenne che tuttavia questa emigrazione in terra d'Israele costituiva pur sempre una degna preparazione dell'avvento del Messia stesso. Qualcuno si avventurò ad affermare che si trattava di una sua necessaria premessa. Vi fu chi invece condannò il Sionismo e l'idea di uno Stato ebraico in Palestina ( di fatto dissociato dall'intervento divino e dell'avvento del Messia) come una bestemmia e una profanazione, un voler far da sé cio che era dono di Dio, quasi a volergli irriguardosamente forzarGli la mano....

    continua...

  6. #6
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione...

    L'idea sionista rimaneva “in sè” sostanzialmente minoritaria fra le masse ebraiche in tutto il mondo, anche se le immense plebi oppresse, discriminate e perseguitate dell'Europa orientale ne condividevano, per necessità vitale, le aspirazioni di fondo, quanto meno in potenza.
    Nel 1902 Max Nordau, erede di Theodor Herzl alla guida del Sionismo mondiale, scrisse: “ Il nuovo sionismo che ha preso nome di sionismo politico differisce dall'antico sionismo religioso e messianico in quanto rifiuta ogni misticismo, e in quanto non si identifica più con il messianismo e non attende il ritorno in Palestina dal miracolo, ma vuole prepararlo con i propri sforzi. Il nuovo sionismo è soltanto in parte prodotto dalla spinta interiore del giudaismo stesso , dall'entusiasmo che i moderni ebrei colti hanno per la sua storia e il suo martirologio, dalla residua coscienza delle loro capacità etniche, dalla loro ambizione di preservare l'antichissima gente fino ad un avvenire il più possibile remeto e alle grandi gesta degli avi aggiungere le nuove illustri azioni dei discendenti; per un'altra parte è l'effetto di due spinte che sono venute dal di fuori: l'idea di nazionalità che domina da mezzo secolo l'idea e il sentimento dell'Europa e che ha determinato la politica mondiale; l'antisemitismo di cui soffrono più o meno gli ebrei di tutti i paesi “.

    Negli Stati Uniti d'America gli ebrei di più antico insediamento, che rappresentavano nella seconda metà del XIX secolo la declinante elite della comunità degli ebrei americani, si ritenevano ormai integrati e parte integrante e sostanziale della comunità nazionale americana. Molti di essi si consideravano sostanzialmente degli americani di origini tedesche e religione ebraica. Quando dall'Europa orientale arrivarono le diverse ondate di ebrei poveri e ortodossi, non mancò certo loro la solidarietà della comunità degli ebrei nativi degli Stati Uniti, ma ci furono anche da subito notevoli problemi.
    Se fin dal finire degli anni 50 del XIX secolo incominciarono ad approdare negli Stati Uniti ebrei russi e polacchi o comunque “orientali”, fu tra il 1880 e la prima guerra mondiale che l'immigrazione ebraica dei poveri e dei perseguitati dell'Europa dell'Est arrivarono in America in grande numero.
    Se tra gli ebrei tedeschi degli Stati Uniti molti erano reduci delle fallite rivoluzioni del 1848, alle quali aveva partecipato da liberali radicali, e approdati negli Stati Uniti per sfuggire alla Reazione, la massa degli ebrei russi e polacchi era costituita da ebrei ortodossi, tradizionalisti, che fuggivano dalla miseria e dai pogrom antisemiti.
    L'elite tedesca della comunità ebraica americana, ormai perfettamente integrata nella società statunitense, vide con preoccupazione che queste masse erano molto diverse da loro, non solo sul piano della condizione economica e culturale, ma anche dell'atteggiamento generale verso la terra che li accoglieva, nella quale tendevano comunque a distinguersi non solo per fede religiosa o cultura ma anche per nazionalità. Gli ebrei russi d'america erano prima ebrei, poi abitanti in america, infine russi. Una gerarchia rovesciata rispetto a quella degli ebrei tedeschi di vecchia generazione, che rischiava di suscitare, e stava suscitando, la nascita e la diffusione di sentimenti di avversione fra gli americani, che costituivano terreno fertile per l'antisemitismo. Mentre era pressochè impossibile, dall'abito e dallo stile di vita, distinguere un ebreo-tedesco degli Stati Uniti da un qualsiasi altro americano di pelle bianca, l'ebreo russo o polacco lo si riconosceva a prima vista dall'aspetto (abito e acconciamento) e dal comportamento.

    continua...

  7. #7
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione....

    La ricetta suggerita dagli intellettuali ebreo-tedeschi americani per i nuovi arrivati era chiara e univoca: l'americanizzazione più rapida e più completa possibile.
    Invece fu proprio fra questi ebrei ultimi arrivati negli States che il sionismo iniziò a prendere piede e a diffondersi, insieme al socialismo, all'anarchismo.
    Ciò provocò una reazione della società americana che spaventò l'elite ebreo-tedesca degli Stati Uniti, che per altro stava per essere spodestata dalla forza del numeo dei “nuovi americani” di fede giudaica.
    La diffusione di pregiudizi antiebraici, se nacque in risposta alle “masse di ebrei straccioni e incolti” provenienti dall'Est Europa, con il lor yiddish incomprensibile e i loro costumi tradizionali, investì rapidamente e indifferenziatamene tutti gli ebrei viventi in America.
    L'aristocrazia degli ebrei già nati negli USA e perfettamente integrati era quindi minacciata dal fenomeno dei nuovi arrivi (newcomers) sia sul fronte interno (perdita progressiva dell'egemonia sulla comunità ebraica americana) che sul fronte generale (ritorno indietro nel processo di perfetta integrazione e americanizzazione in forza di un risorgente e indiscriminato antisemitismo).
    In questo conteso il SIONISMO non poteva non essere visto dagli ebrei di origine tedesca di più vecchia immigrazione che con forte sospetto se non con aperta avversione.
    Uno dei massimi rappresentati della comunità ebraica americana era Cyrus Adler avvertì immediatamente questo pericolo e si fece promotore di una sorta di “resistenza” degli ebrei nati americani rispetto ai nuovi arrivati.
    D'altra parte la comunità ebraica degli Stati Uniti D'America si prodigò nell'accoglienza e anche nell'aiuto economico e morale ai ... fratelli perseguitati dell'Europa orientale.
    La linea rimaneva però, riguardo alla condizione degli ebrei negli Stati Uniti, quella assimilazionista e NON -Sionista se non apertamente antisionista (come in Adler).
    Louis Marshall ribadì in un discorso tenuto ad Albany nel 1905 che : “ L'ebreo è un americano tra gli americani: un ebreo per fede e religione, un americano in tutto ciò che questo termine può significare ”.
    Nel 1914 tuttavia gli “ebrei russi” (ossia dell'Europa orientale) avevano oltrepassato di gran lunga, sul piano numerico, gli “ebrei tedeschi”, e il destino ineluttabile delle comunità ebraiche americane, nonostante la strenua resistenza di questi ultimi nel tentare di mantenere il comando, fu quello di cadere sotto l'egemonia dei “russi”.
    Ciò nonostante la comunità ebraico-americana di origini tedesche si battè con grande vigore contro ogni ventilata restrizione posta sul piano legislativo all'immigrazione.
    E malgrado gli infausti timori di Adler, Marshall e altri eminenti capi della comunità “tedesca”, il sionismo non fu generalmente visto come una minaccia dagli americani, che anzi, a parte le frange antisemite, (piuttosto influenti negli Stati del Sud, ma marginali negli Stati industriali del nord) fra gli immigrati delle diverse provenienze (italiani, irlandesi, polacchi...) preferivano ancora gli ebrei in quanto considerati dei perseguitati politici e religiosi. Come perseguitati politici e religiosi furono i maggiori fondatori delle colonie americane anglofone.
    La contraddizione nell'ebraismo americano fra sionisti e assimalazionisti, era sovrapponibile a quella che si andava generando anche in Europa occidentale e ovunque nel mondo esistesse una comunità ebraica.

    continua...

  8. #8
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione...

    Assimilazionista convinto fu Adler, americano di seconda generazione, figlio di un immigrato politico dalla Germania, ebreo colto e laico, aderente alla fede riformata del citato grande rabbino Isaac Meyer Wise, al pari antisionista convinto.
    Per Adler gli Stati Uniti d'America erano “ il più grande centro dell'ebraismo mondiale “ e costituivano un esempio e un modello, mentre il sionismo era “ la scintilla per le forze populiste ”, ed era quindi contrario agli interessi dell'ebraismo nel suo compless. Anzi costituiva questo un grave pericolo, giacchè prefigurava una reazione da parte delle società occidentali, tale da poter ricacciare indietro il processo di assimilazione degli ebrei, che era anche l'unico vero processo di emancipazione e liberazione integrale, ad avviso dei filantropici ebrei “tedeschi” d'America.
    Adler (come Marshall, Wise, Schiff e l'élite giudeo-tedesca americana in genere) non pensava di avere altra Patria che gli Stati Uniti e non pensava che gli ebrei di altri paesi, ancorchè perseguitati, potessero avere nel sogno nazionale utopico della costruzione di uno Stato Giudaico, alcun beneficio. Al massimo, una limitata emigrazione in Palestina, piuttosto che altrove, poteva costiuire un modo per sfuggire agli oppressori. Ma gli ebrei di Palestina erano palestinesi come gli ebrei d'America erano americani, senza cioè nessuna aspirazione nazionale separata da quella della comunità nazionale e statuale che li accoglieva e nella quale si dovevano integrare come cittadini, fermo restando il diritto a manifestare la propria fede e a praticarne il culto, ma per il resto completamente uguali agli altri.
    L'avversione di Adler e altri al sionismo, a differenza di quella manifestata da Oscar Strauss, era indifferente infatti anche alla sede del ventilato nuovo JudenStaat. Infatti quando nel 1905 in seno al movimento sionista si costiuì , al congresso di Basilea, per iniziativa di Israel Zangwuill, una corrente favorevole alla proposta britannica di fondazione dello Stato ebraico in Uganda o in altro territorio dell'Africa orientale (comunque non in Palestina) , Adler con Marshall e altri dirigenti di quello che dal 1906 sarebbe stato l' American Jewish Committee , si dichiarò contrario.
    Il rafforzamento del Sionismo americano rispetto alle posizioni dei dirigenti delle comunità di ebrei “nativi” dell'America diventò palese quando la leadership del sionismo degli Stati Uniti fu assunta da Louis D. Brandeis, celebre giurista, amico personale del presidente Wilson, di famiglia ebraica proveniente dalla Boemia ( come il rabbino antisionista Wise), più tardi giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America.
    Significativo è il fatto che quando Wilson nominò Brandeis alla prestigiosa carica di Giudice della Suprema Corte, Schiff e Marshall, non senza l'appoggio di Adler, chiesero in udienza privata al Presidente di revocare quella nomina.

    continua...

  9. #9
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione....

    Lo stato d'assedio in cui gli “ebrei tedeschi” si sentivano ormai da parte dei Sionisti (che iniziavano a penetrare nella loro stessa comunità o quanto meno a indurne alcuni loro alti esponenti ad una certa pubblica benevolenza) indusse Adler e soci a giouocare strumentalmente la carta dell'antisemitismo. Si cercò pertanto di diffondere l'idea che il sionismo avrebbe scatenato una nuova ondata di antisemitismo nel mondo e anche nell'opinione pubblica americana, che avrebbe iniziato a considerare sempre più la comunità ebraica come una sorta di “corpo estraneo” rispetto ai valori americani, in quanto perseguiva ormai non più l'assimilazione ma la fondazione di una nuova Patria diversa dagli Stati Uniti, in una terra lontana.
    Quando il 2 novembre 1917, in piena Grande Guerra, la Gran Bretagna, con la Dichiarazione di Balfour, sembrava aver accolto la nascita di un “focolare nazionale ebraico” in Palestina, che si impegnava a perseguire, i sionisti erano ormai penetrati da tempo anche nell'American Jewish Committee. Infatti già il 9 maggio del 1915, Julian W. Mack avava dichiarato di aderire “all'idea nazionale” ossia “alla concezione degli ebrei come nazionalità” concordando “con gli scopi del sionismo”. Durante il congresso dell'organizzazione che si tenne a Filadelfia nel 1916, Stephen Wise, un altro dirigente del gruppo ebreo-tedesco, decretò “l'indipendenza del sionismo dal filantropismo degli ebrei tedeschi”.
    Nel 1918 fu fondata ufficialmente la Zionist Organization of America .


    continua....

  10. #10
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione...

    Al di là della questione del sionismo, le immigrazioni di ebrei orientali in America, nel trentennio precedente a la Grande Guerra va esaminato anche sotto altri aspetti.
    Come visto l'èlite della comunità ebraica americana, generalmente discendenti degli ashkenaziti meglio integrati nella società, fù turbata se non spaventata dal sopraggiungere di ingenti masse di poverissimi ebrei dell'Est. Era in giuoco, oltre tutto il resto , un abbassamento del livello sociale del gruppo ebraico in generale. Nonostante che prima del 1880 gli ebrei orientali e quelli tedeschi fossero stati ritenuti appartenenti a due gruppi etnici distinti, ora essi erano generalmente tutti classificati come ebrei, e questo accentuava l'allarme degli Ashkenaziti. In ragione dello stile di vita e dalla loro interpretazione liberale del giudaismo (approdata nell'adesione alla Riforma), gli ebrei tedeschi erano considerati dai nuovi arrivati dall'Est come apostati dell'a Legge e venivano detti allrightnik in considerazione del notevole opportunismo economico, considerata la maggior leva della loro tendenza all'assimilazione. L'allrightnik era in buona sostanza il tipico uomo d'affari che si era conformato, pur ebreo ai valori americani, per raggiungere il successo sociale ed economico. Successo che ai propri occhi costituiva di gran lunga il principale obiettivo della propira esistenza e di quella della propria famiglia, nonché della stessa comunità ebraica, ormai ridotta ad un simulacro in quanto espurgata, dei propri valori d'origine. Che contrasto con l'antico ebreo europeo confinato nel ghetto!!!. L'arrivo degli ebrei orientali ebbe però l'effetto anche di risvegliare gradualmente la coscienza della comune origine. Furono costituite, per iniziativa dapprima degli ebrei tedeschi , ma poi come espressione unificante dell'ebraismo degli Stati Uniti, associazioni filantropiche e di mutuo soccorso, sindacati, scuole con corsi di lingua inglese. (per i nuovi arrivati o per gli anziani). I due gruppi contrapposti rimasero tuttavia profondamente e lungamente separati anche fisicamente (vivevano in aree distinte), oltre che per mentalità, livello sociale e tutto il resto.
    Nonostante la loro inferiorità sociale gli ebrei “russi” erano tuttavia, per tradizione religiosa, amanti dello studio e della lettura, e anche il più umile fra di loro aveva una qualche nozione della cultura ebraica, della Torah, della storia della propria Fede e del proprio popolo. Questo attaccamento allo studio e alla cultua, si trasformò presto negli Stati Uniti, in un'ansia di acculturazione, e nella volontà di fare studiare i proprio figli nelle scuole laiche del Paese, che costiuirono il principale canale della loro assimilazione nella società americana. La generazione nata in America da quese famiglie e comunità ortodosse fu infatti, in gran parte, molto diversa da quella dei propri padri, e forse più simile a quella degli ebrei tedeschi della fine del XIX secolo e dell'alba di quello successivo, anche se vissero in tutt'altra epoca.
    L'ebraismo riformato, nelle sue varie tendenze, divenne maggioritario fra tutti gli ebrei americani, sebbene l'Ortodossia abbia conservato le sue importanti nicchie e si sia a propria volta evoluta . Il senso della comune appartenza al giudaismo rimane un sentimento forte, che dopo la Shoà ha investito nuovamente anche gli ebrei atei, che sonon ritornati a porre in qualche modo in campo il loro ebraismo. E del resto la tolleranza degli ebrei ortodossi americani vero “gli eretici” delle Sinagoghe eterodosse liberali, conservative e riformate, e verso gli ebrei completamente laicizzati o addirittua atei, divenne molto più ampia che ovunque nel mondo. La libertà è contagiosa.

    continua...







 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 19-11-18, 19:10
  2. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 10-07-07, 10:47
  3. Risposte: 43
    Ultimo Messaggio: 28-03-06, 12:06
  4. Gli ebrei dietro le guerre USA? Un saggio scuote l'America
    Di kalashnikov47 nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 26-03-06, 15:12

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito