Qual è il nemico numero uno della destra?
1) Islamismo
2) Laicismo
3) Liberal-progressismo
4) Catto-comunismo
5) Anarco-comunismo
6) Turbo-capitalismo
7) Sionismo
8) Americanismo
9) Gnosticismo
10) Materialismo


Qual è il nemico numero uno della destra?
1) Islamismo
2) Laicismo
3) Liberal-progressismo
4) Catto-comunismo
5) Anarco-comunismo
6) Turbo-capitalismo
7) Sionismo
8) Americanismo
9) Gnosticismo
10) Materialismo
Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 20:10


e il caro vecchio e semplice Socialismo non lo citiamo ?![]()




ho votato "laicismo"


Sono indecisa tra laicismo e liberal-progressismo.
'Voglio esser libera d'essere come sono'


diciamo che la destra ha una pluralità di nemici riconducibili tutti ad una visione materialistica dell'esistenza, dunque vada per il materialismo
Ultima modifica di buran; 02-11-09 alle 16:39
«Puoi togliere il selvaggio dalla foresta, ma non puoi togliere la foresta dal selvaggio.»
Paolo Sizzi


Ero indeciso tra queste tre opzioni: anarco-comunismo, catto-comunismo e liberal-progressismo.
I liberal-progressisti sono gli avversari della politica quotidiana (basti pensare ad Obama), mentre i cattocomunisti in un certo senso sono i nemici "interni", coloro che corrodono la visione del mondo cattolico-conservatrice.
Tuttavia ho votato gli anarco-comunisti. Il loro peso politico è nullo, ma quella è la fucina delle peggiori nefandezze. E' dall'immondezzaio dei centri sociali che si elaborano infatti le nuove tendenze dissolutrici, sono teorici come Toni Negri e Hakim Bey quelli che muovono i fili della sinistra rivoluzionaria, dettano le mode sovversive, preparono l'avanzare della Rivoluzione.
A mio avviso non c'è niente di peggio al mondo dell'anarco-comunismo.
Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 16:49




c'è da dire, però, che pur essendo un nemicopiù estremo, è tuttavia un nemico meno "subdolo" (o forse proprio per quello), nel senso che sono facilmente riconoscibili e con più difficoltà le loro idee possono farsi largo nel grande pubblico, essendo destinate a restare sempre di sporadiche minoranze (seppur molto fastidiose!)

