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  1. #1
    Obama for president
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    Predefinito associazione sinistra per israele

    associazione sinistra per israele





    19 maggio a Milano, presso il teatro Franco Parenti, l'associazione ha presentato il proprio manifesto e ha coordinato una tavola rotonda sul tema "quale futuro per il Medio Oriente e quale ruolo della sinistra italiana per favorire il processo di pace".
    Anche Piero Fassino (segretario DS) sebbene non abbia potuto prendere parte alla serata, ha aderito all'iniziativa: "Condivido pienamente la scelta di dare vita all'Associazione Sinistra per Israele." ha affermato il Segretario dei DS "Chi, infatti, si batte per una pace fondata sul principio due popoli - due Stati e sul mutuo riconoscimento della legittimità dei diritti di israeliani e palestinesi, non può accettare visioni caricaturali di Israele e della società israeliana. Tanto più non lo può accettare la sinistra, alla cui storia e identità l'ebraismo ha concorso in misura rilevante."
    In realtà, non si tratta proprio di una nuova associazione, ma di una nuova fase visto che il movimento era già stato fondato all'indomani della guerra dei sei giorni ed era stato rilanciato negli anni '80.
    "Sono stato tra i fondatori della Sinistra per Israele negli anni '80, con Giuseppe Franchetti e Gabriele Eschenazi" racconta Luciano Belli Paci, 44 anni, membro del consiglio direttivo dell'associazione. "All'epoca ero nel Psi. Pur essendovi tradizionalmente tra i socialisti molti amici di Israele, in pochi avevamo il coraggio di criticare le posizioni visceralmente ostili sviluppate in quegli anni da Craxi. Ho sentito l'esigenza di rifondare ora l'associazione a causa delle posizioni di una sinistra che, invece che solidarizzare con gli israeliani impegnati per la pace, faceva ancora una volta prevalere gli antichi pregiudizi filopalestinesi. Barak, con un coraggio da leone, aveva deciso il ritiro unilaterale dal Libano, poi, a Camp David, aveva fatto un'offerta di pace che nessuno farà più, almeno per lungo tempo, alla dirigenza palestinese. C'era da aspettarsi che la sinistra gli facesse un monumento. Dopo avere assistito in pochi mesi a vari congressi e convegni del mio partito (i DS di Milano, ndr) nei quali veniva invitato solo il rappresentante dell'Autorità Palestinese, accolto ogni volta con standing ovation, ho capito che bisognava fare qualcosa."
    Sinistra per Israele ha anche una vivace lista di discussione su Internet: "Potrete iscrivervi ad una mailing list dedicata a chi 'da sinistra' sostiene le ragioni di Israele, inviando un messaggio a sinistraperisraele-subscribe @yahoogroups.com" informa il moderatore "La lista si pone lo scopo di allargare la riflessione sui rapporti sempre più critici tra sinistra italiana e mondo ebraico e di dare visibilità alle visioni e azioni politiche della sinistra israeliana.

  2. #2
    L'auriga
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    Sai Benfly, non sono certo un'aquila, ma di poche cose ho capito così poco come della vicenda fra palestinesi ed israeliani.
    Non è qualunquismo, è che, con le informazioni di cui dispongo (poche e contraddittorie, insomma quelle di cui dispone l'italiano medio), non riesco a sbrogliare la matassa. Oltre a quel che si vede in tv e si legge sui giornali, un mio caro amico che ha studiato al Centre Biblique di Gerusalemme per quattro anni, mi ha detto che l'unica differenza fra le efferatezze palestinesi e quelle israeliane sta nella primitività delle prime e nella tecnologicità delle seconde; una negoziatrice ONU, una statunitense, che ho avuto modo di ascoltare all'università di Macerata qualche hanno fa, sosteneva che in quel momento, assai favorevole, mi pare ricordare, per un abbozzo di tregua, i servizi israeliani e la destra stavano facendo di tutto per far ripiombare la zona nel caos.
    Bastano queste due voci per dice che israele ha torto e la palestina ha ragione? Basta la mia naturale propensione per davide, che in questo caso potrebbe essere la palestina?
    No, decisamente no, ed io rimango impantanato nella mia frustrante incapacità di farmi un'idea, magari solo abbozzata.
    E' da quando sono nato che se le danno di santa ragione: spesso mi viene da pensare che questa mostruosità terminerà sltanto quando uno dei due avrà eliminato l'altro.
    Intanto che isreliani e palestinesi muoiono, io continuo a non capire.
    Attendo eventuali illuminazioni da forumisti di passaggio.

  3. #3
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    Mi spiace non poterti illuminare nel buio di quella tragedia.
    Però ti conforterà sapere che la penso esattamente come te, e che rabbrividisco all'idea che molti amici ebrei e molti amici repubblicani, si schierino per interesse, per consuetudine, per ideologia o solo per partito preso, da una parte sola.

  4. #4
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    Citazione da Intervento Principale di by Arsenio
    Sai Benfly, non sono certo un'aquila, ma di poche cose ho capito così poco come della vicenda fra palestinesi ed israeliani.
    Non è qualunquismo, è che, con le informazioni di cui dispongo (poche e contraddittorie, insomma quelle di cui dispone l'italiano medio), non riesco a sbrogliare la matassa. Oltre a quel che si vede in tv e si legge sui giornali, un mio caro amico che ha studiato al Centre Biblique di Gerusalemme per quattro anni, mi ha detto che l'unica differenza fra le efferatezze palestinesi e quelle israeliane sta nella primitività delle prime e nella tecnologicità delle seconde; una negoziatrice ONU, una statunitense, che ho avuto modo di ascoltare all'università di Macerata qualche hanno fa, sosteneva che in quel momento, assai favorevole, mi pare ricordare, per un abbozzo di tregua, i servizi israeliani e la destra stavano facendo di tutto per far ripiombare la zona nel caos.
    Bastano queste due voci per dice che israele ha torto e la palestina ha ragione? Basta la mia naturale propensione per davide, che in questo caso potrebbe essere la palestina?
    No, decisamente no, ed io rimango impantanato nella mia frustrante incapacità di farmi un'idea, magari solo abbozzata.
    E' da quando sono nato che se le danno di santa ragione: spesso mi viene da pensare che questa mostruosità terminerà sltanto quando uno dei due avrà eliminato l'altro.
    Intanto che isreliani e palestinesi muoiono, io continuo a non capire.
    Attendo eventuali illuminazioni da forumisti di passaggio.
    Beh, Arsenio, io credo che i giudizi che hai riportato siano piuttosto trancianti.

    Credo di conoscere bene i termini della questione, visto che ho letto diversi libri sull'argomento; per qualche tempo, qui su POL, moderai anche il forum sul MO (ma questo è accaduto molto tempo fa, nel 2001). E' una questione intricata e complessa, e la tua confusione è naturale.

    Per farsi un'idea, il testo migliore (anche se non perfetto) è "Vittime" di Benny Morris, per quanto sia piuttosto severo con Israele.

    PS Ma sei di Macerata!?

  5. #5
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    Predefinito Re: associazione sinistra per israele

    Citazione da Intervento Principale di by benfy
    associazione sinistra per israele

    19 maggio a Milano, presso il teatro Franco Parenti, l'associazione ha presentato il proprio manifesto e ha coordinato una tavola rotonda sul tema "quale futuro per il Medio Oriente e quale ruolo della sinistra italiana per favorire il processo di pace".
    Anche Piero Fassino (segretario DS) sebbene non abbia potuto prendere parte alla serata, ha aderito all'iniziativa: "Condivido pienamente la scelta di dare vita all'Associazione Sinistra per Israele." ha affermato il Segretario dei DS "Chi, infatti, si batte per una pace fondata sul principio due popoli - due Stati e sul mutuo riconoscimento della legittimità dei diritti di israeliani e palestinesi, non può accettare visioni caricaturali di Israele e della società israeliana. Tanto più non lo può accettare la sinistra, alla cui storia e identità l'ebraismo ha concorso in misura rilevante."
    In realtà, non si tratta proprio di una nuova associazione, ma di una nuova fase visto che il movimento era già stato fondato all'indomani della guerra dei sei giorni ed era stato rilanciato negli anni '80.
    "Sono stato tra i fondatori della Sinistra per Israele negli anni '80, con Giuseppe Franchetti e Gabriele Eschenazi" racconta Luciano Belli Paci, 44 anni, membro del consiglio direttivo dell'associazione. "All'epoca ero nel Psi. Pur essendovi tradizionalmente tra i socialisti molti amici di Israele, in pochi avevamo il coraggio di criticare le posizioni visceralmente ostili sviluppate in quegli anni da Craxi. Ho sentito l'esigenza di rifondare ora l'associazione a causa delle posizioni di una sinistra che, invece che solidarizzare con gli israeliani impegnati per la pace, faceva ancora una volta prevalere gli antichi pregiudizi filopalestinesi. Barak, con un coraggio da leone, aveva deciso il ritiro unilaterale dal Libano, poi, a Camp David, aveva fatto un'offerta di pace che nessuno farà più, almeno per lungo tempo, alla dirigenza palestinese. C'era da aspettarsi che la sinistra gli facesse un monumento. Dopo avere assistito in pochi mesi a vari congressi e convegni del mio partito (i DS di Milano, ndr) nei quali veniva invitato solo il rappresentante dell'Autorità Palestinese, accolto ogni volta con standing ovation, ho capito che bisognava fare qualcosa."
    Sinistra per Israele ha anche una vivace lista di discussione su Internet: "Potrete iscrivervi ad una mailing list dedicata a chi 'da sinistra' sostiene le ragioni di Israele, inviando un messaggio a sinistraperisraele-subscribe @yahoogroups.com" informa il moderatore "La lista si pone lo scopo di allargare la riflessione sui rapporti sempre più critici tra sinistra italiana e mondo ebraico e di dare visibilità alle visioni e azioni politiche della sinistra israeliana.
    Mi fa molto piacere che si sia costituita quest'associazione. In effetti, Franchetti ed Eschenazi sono due nomi noti, perché, negli anni Settanta, furono tra coloro che, ebrei e di sinistra, tentarono di contrastare la deriva incondizionatamente filopalestinese di gran parte della sinistra.

    Franchetti è stato successivamente presidente della Federazione Sionistica Italiana, negli anni Novanta, se ben ricordo. Certe voci erano relativamente numerose nel PSI di Milano, con cui la comunità ebraica milanese aveva, tradizionalmente, rapporti molto stretti; mentre la comunità ebraica romana aveva rapporti stretti soprattutto con il PRI (non a caso, diversi esponenti del PRi romano, come Modigliani e Perlmutter, erano ebrei).

    Negli anni Ottanta, a Milano esisteva un'Associazione Amici di Israele il cui animatore era Giorgio Seniga.

    M'iscriverò subito alla mailing list. Tra l'altro, per alcuni anni ho militato nell'Associazione Italia-Israele delle Marche (del cui direttivo ho fatto anche parte, e che ho lasciato perché avevo maturato dei dissensi anche sulle posizioni tenute).

    M'iscriverò subito alla mailing list. Se, però, t'interessasse sapere qualcosa di più sull'argomento, un ottimo libro, uscito alcuni anni fa, è "La sinistra, gli ebrei e Israele" di Maurizio Molinari, attualmente corrispondente della Stampa dagli Stati Uniti (e che io ebbi modo di ascoltare in una conferenza di presentazione del libro, appena uscito, a Macerata).

  6. #6
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    Certe scelte risultano non comprensibili ma non per questo non sono coerenti.
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    Io non capisco questo bisogno di schierarsi in vicende così drammatiche da una parte o dall'altra come dei tifosi che vanno a vedere un Roma Lazio e si fronteggiano dalle due curve.
    Io non sono nè filo israeliano e nè filo palestinese ma sto dalla parte di chi cerca il dialogo ,la pace e la convivenza senza fare distinzione di nazionalità o religione.
    Mi pare che le persone di buona volontà ci siano da entrambe le parti e queste vanno sostenute:le posizioni manichee non portano da nessuno parte.

  7. #7
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    Citazione da Intervento Principale di by gb1984
    Io non capisco questo bisogno di schierarsi in vicende così drammatiche da una parte o dall'altra come dei tifosi che vanno a vedere un Roma Lazio e si fronteggiano dalle due curve.
    E' un'impressione diffusa, ma sbagliata.

  8. #8
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    Predefinito per conoscenza

    Dichiarazione dell’on. Luciana Sbarbati, segretario nazionale dei Repubblicani Europei
    28/ott/2004


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il voto di lunedì alla Knesset a favore del ritiro dalla martoriata striscia di Gaza delle colonie israeliane, ha dichiarato l’on. Sbarbati, non solo costituisce una prova di salute della democrazia israeliana, ma rilancia una concreta prospettiva di pace per il Medio Oriente. Di questo prezioso passo va dato atto in primo luogo, prosegue l’on. Sbarbati, al primo ministro Ariel Sharon che ha condotto il voto con la determinazione necessaria nelle scelte che marcano la storia, oltre che alle forze democratiche israeliane che lo hanno sostenuto in Parlamento.
    L’on. Sbarbati precisa, tuttavia, che non è possibile ignorare le attuali lacerazioni all’interno della comunità ebraica israeliana. Per questo, incontrando i massimi responsabili del Congresso Europeo Ebraico, fra cui il Segretario Generale Serge Cwajgenbaum, ieri sera a Strasburgo, ha espresso loro sostegno affinché il voto della Knesset rappresenti una comune prospettiva di impegno verso la pace nella regione.
    Alle istituzioni europee, ha concluso l’on. Sbarbati, spetta ora un sostegno esplicito al ritiro da Gaza proposto da Sharon e approvato dal Parlamento.

  9. #9
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    Citazione da Intervento Principale di by Jan Hus
    E' un'impressione diffusa, ma sbagliata.
    concordo in pieno. Anch'io, benché mi si (Paolo) consideri "schierato" non mi considero tale.

    Ho delle opinioni e delle speranze. Spero che vinca il buon senso. Mi capita, discutendo (e spiegando, perché ahimé ce n'è bisogno), di raccontare e spiegare cose "dalla parte di israele", perché vengono taciute od ignorate.
    Non solo nei paesi arabi (ho qui un collega marocchino "moderato" che non sa niente fuorché che Sharon è un criminale e che pensa che Israele deve, alla lunga, scomparire) ma anche qui da noi.

    Tra le mie opinioni è che Israele abbia sempre avuto della buona volontà e spesso (non sempre) del buon senso.

  10. #10
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    Brava, Luciana.

 

 
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