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    Predefinito Udienza generale del Papa: i tre falsi idoli

    10 novembre 2004



    LA FIDUCIA IN DIO SALVA L’UOMO DAL VOLER TROVARE STABILITA’

    NEI FALSI IDOLI DELLA VIOLENZA, DELLA RAPINA E DELLA RICCHEZZA.

    ALL’UDIENZA GENERALE, LA RIFLESSIONE DEL PAPA ISPIRATA AL SALMO 61

    - Servizio di Alessandro De Carolis -



    Sono tre i falsi idoli che possono impedire all’uomo di riporre la propria fiducia in Dio: la violenza, con il suo strascico di guerre e delitti; la rapina, che si esprime nelle ingiustizie sociali, come l’usura e la corruzione, e l’accumulo di ricchezze intese come idolo dell’anima. All’udienza generale di questa mattina, Giovanni Paolo II li ha condannati come una “triade diabolica”, secondo lo spirito e le parole del Salmo 61, al centro della sua catechesi in Aula Paolo VI. Il servizio di Alessandro De Carolis:



    **********

    Sono due “le scelte fondamentali” nella vita di una persona. Riguardano due diversi tipi di fiducia. Un lato del bivio conduce ad una scelta buona, la fiducia in Dio. Il secondo a una perversa, di tipo idolatrico, “che fa cercare la sicurezza e la stabilità nella violenza, nella rapina e nella ricchezza”. Ai 13 mila fedeli di ogni parte del mondo, presenti oggi all’udienza generale – in precedenza, in una Roma sotto la pioggia, il Papa aveva salutato i circa 3.500 pellegrini di lingua inglese e tedesca all’interno della Basilica vaticana – Giovanni Paolo II ha dato risalto alle parole del Salmo 61 che condannano questa “triade diabolica” contraria - ha affermato - “alla dignità dell’uomo e alla convivenza sociale”.



    (canto Salmo)



    “Il primo falso dio” è violenza alla quale - ha detto - “l’umanità “continua purtroppo a ricorrere anche nei nostri giorni insanguinati”. E c’è il tragico “corteo” della violenza, fatto di guerre, torture, prevaricazioni e “uccisioni esecrande, inflitte – ha aggiunto il Pontefice – senza sussulto di rimorso”. Secondo idolo, la rapina, che assume la molte facce “dell’estorsione, dell’usura, dell’ingiustizia sociale, della corruzione politica ed economica. Terzo idolo, la ricchezza: quella cui “si attacca il cuore”, che induce l’uomo ad illudersi di salvarsi dalla morte. Tre “pseudo-valori fragili e inconsistenti”, li ha definiti Giovanni Paolo II che ha esortato i cristiani a orientarsi “piuttosto verso l’altra fiducia, quella che ha nel suo centro il Signore, sorgente di eternità e di pace” e “artefice di giustizia”:



    Le dolci parole del Salmo 61 sono come una serena e forte giaculatoria, un’invocazione che è anche un programma di vita: ‘Solo in Dio riposa l’anima mia (...) Lui solo è mia rupe e mia salvezza’”.



    Ai consueti applausi e alle manifestazioni d’affetto tributate al Pontefice durante l’udienza generale, una nota di simpatia è venuta da un’esibizione circense che ha intrattenuto per qualche istante il Papa e i presenti. Cinque fra i giocolieri, ballerini e acrobati del celebre Cirque du soleil hanno improvvisato con i loro costumi multicolori un breve spettacolo, conclusosi con la benedizione del Papa. Al momento dei saluti finali, poi, Giovanni Paolo II ha avuto un pensiero particolare per i rappresentanti della Cisl di Roma e del Lazio, i partecipanti al primo trofeo “Città di Roma” e gli aderenti all’incontro promosso dal “Comitato per una Civiltà dell’amore”. Parlando in polacco, inoltre, il Pontefice ha ricordato con i suoi connazionali la Festa dell’Indipendenza che la Polonia celebra domani:



    DZIĘKUJEMY BOGU ZA WOLNOŚĆ OJCZYZNY …

    “Rendiamo grazie a Dio per la libertà della Patria. Che questo particolare dono, riscattato con il sangue dei nostri padri e delle nostre madri, fruttifichi nella Patria con il diligente compimento dei doveri da parte di ciascuno, con la comprensione vicendevole e con la dedizione al bene comune”.

    **********

    fonte: radiovaticana.

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    Salmo 61

    Solo in Dio riposa l'anima mia;
    da lui la mia salvezza.
    Lui solo è mia rupe e mia salvezza,
    mia roccia di difesa: non potrò vacillare.
    Fino a quando vi scaglierete contro un uomo,
    per abbatterlo tutti insieme,
    come muro cadente,
    come recinto che crolla?
    Tramano solo di precipitarlo dall'alto,
    si compiacciono della menzogna.
    Con la bocca benedicono,
    e maledicono nel loro cuore.

    Solo in Dio riposa l'anima mia,
    da lui la mia speranza.
    Lui solo è mia rupe e mia salvezza,
    mia roccia di difesa: non potrò vacillare.
    In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
    il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio.
    Confida sempre in lui, o popolo,
    davanti a lui effondi il tuo cuore, nostro rifugio è Dio.
    Sì, sono un soffio i figli di adamo,
    una menzogna tutti gli uomini,
    insieme, sulla

    bilancia, sono meno di un soffio.

    Non confidate nella violenza,
    non illudetevi della rapina;
    alla ricchezza, anche se abbonda,
    non attaccate il cuore.
    Una parola ha detto Dio,
    due ne ho udite:
    il potere appartiene a Dio,
    tua, Signore, è la grazia;
    secondo le sue opere
    tu ripaghi ogni uomo.

  3. #3
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    UDIENZA GENERALE: NON FONDARE LA VITA SU PSEUDO VALORI

    CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2004

    (VIS). L'Udienza Generale di oggi si è tenuta in due momenti distinti: dapprima il Santo Padre si è rivolto ai fedeli di lingua tedesca e inglese nella Basilica Vaticana e successivamente agli altri fedeli nell'Aula Paolo VI.

    Tema dell'Udienza di oggi è stato il Salmo 61: "Solo in Dio la nostra pace", che, ha spiegato il Pontefice "contrappone due specie di fiducia. Sono due scelte fondamentali, una buona e una perversa, che comportano due differenti condotte morali. C'è innanzitutto la fiducia in Dio (...) Il Salmistra ribadisce: 'In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio".

    "C'è poi un'altra fiducia di stampo idolatrico" - ha continuato il Pontefice - "sulla quale l'orante fissa con insistenza la sua attenzione critica. È una fiducia che fa cercare la sicurezza e la stabilità nella violenza, nella rapina e nella ricchezza".

    Riferendosi alla violenza, Giovanni Paolo II ha detto: "Il primo falso dio è la violenza cui l'umanità continua purtroppo a ricorrere anche nei nostri giorni insanguinati. A questo idolo si accompagna l'immenso corteo di guerre, oppressioni, prevaricazioni, torture e uccisioni esecrande, inflitte senza sussulto di rimorso".

    "Il secondo falso dio è la rapina" - ha spiegato il Papa - "che s'esprime nell'estorsione, nell'ingiustizia sociale, nell'usura, nella corruzione politica ed economica. Troppa gente coltiva la 'illusione' di soddisfare in questo modo la propria ingordigia".

    "Infine, la ricchezza è il terzo idolo a cui 'si attacca il cuore' dell'uomo nella speranza ingannevole di potersi salvare dalla morte e assicurarsi un primato di prestigio e di potere".

    "Se noi fossimo più consapevoli della nostra caducità" - ha sottolineato il Papa - "e del limite proprio delle creature, non sceglieremmo la via della fiducia negli idoli, né organizzeremmo la nostra vita su una scala di pseudo-valori fragili e inconsistenti. Ci orienteremmo piuttosto verso l'altra fiducia, quella che ha il suo centro nel Signore, sorgente di eternità e di pace".

    "Il Concilio Vaticano II" - ha detto infine il Santo Padre - "ha applicato ai sacerdoti, l'invito del Salmo 61 a 'non attaccare il cuore alla ricchezza'. Il Decreto sul ministero e la vita sacerdotale esorta: 'Non si affezionino in alcun modo alle ricchezze (...). Tuttavia questo appello a rigettare la fiducia perversa e a scegliere quella che ci porta a Dio vale per tutti e deve diventare la nostra stella polare nel comportamento quotidiano, nelle decisioni morali, nello stile di vita".

 

 

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