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Discussione: Una piazza all’eroe

  1. #1
    ardimentoso
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    Predefinito Una piazza all’eroe

    Finalmente una piazza intitolata a ETTORE MUTI eroe nazionale pluridecorato per le sue imprese, assassinato a tradimento per ordine di Badoglio e di “Mezzofeto” in imminenza del tradimento. La protesta nostalgica dell’Anpi non piega la volontà popolare



    Nel comune di Fiumicino verrà intitolata una piazza ad ETTORE MUTI, eroe nazionale pluridecorato per le sue imprese. È stato, infatti, approvato un ordine del giorno presentato dal cons. William De Vecchis per ricordare il grande personaggio assassinato a Fregene nel 1943 per ordine di Badoglio e di quel Vittorio Emanuele il cui giusto epiteto (Mezzofeto) fu poi coniato da Ezra Pound. Muti che, dopo l’arresto di Mussolini, era continuato a stare al suo posto per proseguire la guerra, aveva avuto informazioni dal Portogallo sulle trattative che intercorrevano tra gli alleati e il nuovo primo ministro. Aveva pertanto chiesto un colloquio al re perché, troppo puro d’animo era ingenuo (ovvero di buon gene). Fu così assassinato a tradimento da carabinieri che avevano rapporti anche con Togliatti. Una protesta dei nostalgici dell’Anpi (l’associazione dei reduci della partigianeria) non ha inciso sulla decisione presa ieri dalla giunta di Fiumicino. Finalmente verrà riconosciuto il valore ed il coraggio di Ettore Muti, al di là di ipocrisie e falsità: egli fu un grande uomo ed un eroe dei più fulgidi ed ha lasciato un ricordo indelebile nella popolazione locale.

  2. #2
    TORINO E' GRANATA
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    Predefinito Re: Una piazza all’eroe

    In origine postato da ardimentoso
    Finalmente una piazza intitolata a ETTORE MUTI eroe nazionale pluridecorato per le sue imprese, assassinato a tradimento per ordine di Badoglio e di “Mezzofeto” in imminenza del tradimento. La protesta nostalgica dell’Anpi non piega la volontà popolare



    Nel comune di Fiumicino verrà intitolata una piazza ad ETTORE MUTI, eroe nazionale pluridecorato per le sue imprese. È stato, infatti, approvato un ordine del giorno presentato dal cons. William De Vecchis per ricordare il grande personaggio assassinato a Fregene nel 1943 per ordine di Badoglio e di quel Vittorio Emanuele il cui giusto epiteto (Mezzofeto) fu poi coniato da Ezra Pound. Muti che, dopo l’arresto di Mussolini, era continuato a stare al suo posto per proseguire la guerra, aveva avuto informazioni dal Portogallo sulle trattative che intercorrevano tra gli alleati e il nuovo primo ministro. Aveva pertanto chiesto un colloquio al re perché, troppo puro d’animo era ingenuo (ovvero di buon gene). Fu così assassinato a tradimento da carabinieri che avevano rapporti anche con Togliatti. Una protesta dei nostalgici dell’Anpi (l’associazione dei reduci della partigianeria) non ha inciso sulla decisione presa ieri dalla giunta di Fiumicino. Finalmente verrà riconosciuto il valore ed il coraggio di Ettore Muti, al di là di ipocrisie e falsità: egli fu un grande uomo ed un eroe dei più fulgidi ed ha lasciato un ricordo indelebile nella popolazione locale.
    era ora !!!!!
    finalmente ci si ricorda dei Ns. EROI NAZIONALI....
    ETTORE MUTI PRESENTE !!!!
    p.s.: ed io nel mio piccolo alimento il Suo ricordo.....

  3. #3
    forti e degni!
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    LUI NON HA TRADITO!CAMERATA MUTI.......PRESENTE!

  4. #4
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    Questa è una notizia splendida !
    FARINACCI

  5. #5
    TORINO E' GRANATA
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    ora sono al completo...
    l'ho messo nel avatar.....

  6. #6
    forti e degni!
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    In origine postato da ETTORE MUTI
    ora sono al completo...
    l'ho messo nel avatar.....
    adesso sei ineccepibile.....

  7. #7
    email non funzionante
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    L'ANPI farà bene a tacere:



    MEDOLLA (Rovigo) - APRILE 1945
    Rosalia Paltrinieri, segretaria del fascio femminile locale, violentata in casa davanti
    ai suoi tre figli. Il marito ucciso a bastonate. Fu portata in aperta campagna in un
    casolare assieme a Jolanda Pignatti. Lì furono sottoposte ad ogni tipo di violenza e poi
    furono costrette a scavarsi la fossa. Jolanda ricevette il colpo di grazia alla nuca ma
    Rosalia soffocò sepolta viva sotto le palate di terra. Uno di questi "coraggiosi eroi"
    si vantò di questa "azione di guerra" per giorni.

    SONDRIO - 29.03.46
    Sotto Tenente della GNR Giacomo De Angeli, di 23 anni, fucilato per collaborazionismo
    in base ad una sentenza della Corte di Assise Straordinaria di Sondrio dell'1.08.45
    Dopo circa 10 anni, il Tribunale di Sondrio emette e notifica formale precetto con il
    quale si intima alla Sig.ra Marianna Bastioni, madre del condannato. al pagamento
    delle "spese di giustizia", come dire che si richiede alla madre il rimborso del costo
    delle pallottole occorse per la fucilazione del figlio.

    IMOLA (Bologna) - 27.05.45
    Francesco Mariani, Maresciallo della GNR, veniva linciato in piazza ad Imola verso
    mezzogiorno assieme ad altri 11 compagni da una folla inferocita, fra la quale, molte
    donne.

    BRESCIA - 13.02.46
    Ferruccio Spadini, mantovano, padre di cinque figli, fucilato. Assolto il 22.04.60 dalla
    Corte Suprema "per non aver commesso i fatti addebitatigli".

    NOVARA - 14.06.45
    Enrico Vezzalini, condannato a morte da un tribunale che non gli permise di usufruire
    di un solo testimone a discarico, in un processo che vide Oscar Luigi Scalfaro come
    Pubblico Ministero.

    MILANO - 27.04.45
    Il grande invalido Giorgi Siro, mutilato di ambedue le gambe sulle montagne del fronte
    greco-albanese, condannato a morte da un "Tribunale del Popolo", quello della
    118a. brigata garibaldina comandata da un certo Gianni.

    SASSUOLO (Modena) - Aprile/Maggio 1945
    Strage, con occultamento dei cadaveri delle vittime, ad opera di ignoti partigiani,
    avvenuta mediante strangolamento sulla piazza del paese (secondo la testimonianza
    di un ufficiale brasiliano). Le salme furono trovate per caso nel 1998 a Marzo durante
    i lavori di rifacimento della pavimentazione del cortile del Palazzo Ducale.

    REGGIO EMILIA - 28.07.43
    Nove operai delle Reggiane (Grisendi Armando, Tanzi Angelo, Ardoli Antonio, Belocchi
    Vincenzo, Fava Eugenio, Menozzi Gino, Secchi Domenica, Notari Osvaldo, Ferretti
    Nello), mentre indotti a scioperare dai comunisti reggiani, furono uccisi da un drappello
    di bersaglieri, comandato da un tenente (che diventerà partigiano nel modenese),
    agli ordini di Badoglio.

    SORAGNA (Parma) - 15.03.45
    il milite Pietro Ajolfi della GNR ed il Tenente Giovanni Ganazzoli delle BB.NN. vengono
    brutalmente eliminati a colpi di mitra da partigiani della zona nell'osteria di Pia
    Strazzoni mentre stavano seduti ad un tavolo. Questo episodio scatenò la
    rappresaglia che portò alla fucilazione, il 18.03.45, di cinque civili innocenti (Ferdinando
    Rivara, Renato Cò, Emilio Ferrari, Walter Silvestri, Aldo Arbizzani).

    ODERZO (Treviso) - Aprile/Maggio 1945
    Centoventisei giovani militi della RSI vengono massacrati dai partigiani dopo aver
    deposto le armi al locale CLN.

    CODEVIGO (Padova) - 10/11/12.05.45
    Il non ancora Senatore Arrigo Boldrini, medaglia d'oro alla Resistenza, ordinò ai
    partigiani della XXVIII Brigata Garibaldi, il massacro di circa trecento giovani, ex militi
    della X MAS, a guerra finita, sulle rive del fiume Bacchiglione a Codevigo (PD).

    PIAZZALE LORETO (Milano) - 10.08.44
    Quindici partigiani uccisi, non per un sabotaggio ad un innocuo camion tedesco che
    non fece vittime, ma per l'eccidio della mattina alle ore 07.30 dell'8 Agosto perpetrato
    dai GAP ai danni di cinque militari tedeschi e tredici italiani civili (fra i quali una donna
    e tre bambini rispettivamente di 13, 12 e 5 anni). I partigiani comunisti si mescolarono
    alla folla che si accalcava davanti alle ceste di verdura, patate e frutta distribuite
    gratuitamente dai tedeschi alla popolazione milanese ogni mattina, e misero una bomba in una di quelle ceste.
    I nomi dei 15 partigiani: Andrea Esposito, Domenico Fiorano, Umberto Fogagnolo,
    Giulio Casiraghi, Salvatore Principato, Renzo del Riccio, Libero Temolo, Vittorio
    Gasparini, Giovanni Galimberti, Egidio Mastrodomenico, Antonio Bravin, Giovanni
    Colletti, Vitale Vertemarchi, Andrea Ragni, Eraldo Pancini.
    Nomi delle vittime italiane: Giuseppe Giudici, Enrico Masnata, Gianfranco Moro,
    Giuseppe Zanicotti, Amelia Berlese, Ettore Brambilla, Primo Brioschi (12 anni),
    Antonio Beltramini, Fino Re, Edoardo Zanini, Gianstefano Zatti (5 anni), Gianfranco
    Bargigli (13 anni), Giovanni Maggioli (16 anni).

    GORLA (Milano) - 20.10.44
    Un bombardamento "alleato" uccide 800 persone inermi, fra i quali 200 bambini di
    una scuola.

    MALGA BALA (Alpi Giulie) - 23.03.44
    Dodici carabinieri, a guardia della centrale elettrica di Bretto, massacrati dai partigiani
    slavi dopo averli catturati con l'inganno.

    SETTEMBRE 1943
    Norma Cossetto, studentessa, violentata da 17 partigiani italo-titini, le furono recisi i
    seni, fu crocefissa ad una porta, impalata e gettata in una foiba.

    MIGNAGOLA DI CARBONERA (Treviso) - Aprile/Maggio 1945
    Massacro di 180 prigionieri fascisti alla Cartiera di Burgo ad opera di partigiani
    comandati da "Falco", ossia Gino Simionato.

    PEDESCALA (Trentino) - 30.04.45
    I partigiani, violando l'accordo tra tedeschi e CLN di Schio del 27.04.45, attaccarono una colonna tedesca in ritirata a Pedescala, sulla via del Brennero, e dieci soldati tedeschi rimasero uccisi.
    I tedeschi tornarono in paese uccidendo il prete, nove donne e cinquantatre uomini.

    S. ANNA DI STAZZEMA (Lucca) - 12.08.44
    I partigiani della Brigata Garibaldi aprirono il fuoco sui tedeschi, scappando dal pese
    in fretta e furia, abbandonandolo alle rappresaglie. Tutti i sopravissuti alla strage
    concordarono che la responsabilità morale della strage fu dei partigiani i quali
    restarono nascosti in montagna e scesero in paese solo dopo che la rappresaglia
    era terminata.

    ROVETTA (Bergamo) - 27.04.45
    Quarantatre legionari (dai 16 ai 22 anni) che avevano consegnato le armi, furono
    massacrati dai partigiani comunisti della Brigata Gabriele Camozzi e dalla Brigata
    13 Ottobre.

    CAVEZZO (Modena) - 16.04.45
    Prima Stefanini Cattabriga e Paolina Cattabriga (madre e figlia) furono prelevate
    dai partigiani e dopo un calvario di dodici giorni di violenze e torture furono uccise.
    Angiolino Cattabriga (fratello di Paolina) in seguito a percosse, mutilazioni e bruciature
    sull'80% del corpo impazzì e morì all'ospedale di Mirandola (MO).

    MILANO - Marzo 1947
    Ex Gen. della Milizia Ferruccio Gatti, il giornalista Franco de Agazio direttore del
    Meridiano d'Italia, il possidente Giorgio Magenes, assassinati dalla "Volante Rossa
    Martiri Partigiani" comandata dal Ten. Alvaro (al secolo Giulio Paggio), assunto poi
    alla Innocenti di Lambrate come guardia giurata.

    COLOGNA VENETA (Verona) - Maggio 1945
    Luciana Minardi, originaria di Imola, 16 anni, mitragliata alla schiena e gettata nel
    torrente Guà assieme ad altri cinque cadaveri fra cui quello di Iride Baldini ed il figlio
    diciassettenne Alessandro e di Speranza Ravaioli.

    VAL D'OSSOLA E VERBANO - Maggio 1945
    Vari militi della RSI, una quarantina circa, arbitrariamente fucilati in date diverse a
    Verbania e Unchio il 9/11/19/21 Maggio, a Cambrasca il 10.05.45 e a Pieve Vergonte
    il 09.05.45. Sono disponibili nomi e cognomi.

    GALLIATE (Novara) - 28.08.44
    Giuseppe Ugazio (padre di Cornelia 21 anni e Mirka 13 anni). Catturati da partigiani
    travestiti da militi della RSI e portati alla tenuta "Negrina" tra Galliate e Novara.
    Il padre fu ucciso a calci e pugni legato ad un albero. Le figlie furono torturate e
    violentate per ore da circa venti uomini alterati e avvinazzati. Credute morte, le
    seppelliscono, ma poi accortisi che le due ragazze erano ancora in vita, le finirono.
    Cornelia ebbe il cranio spaccato dal calcio di un mitra e Mirka strozzata da uno
    scarpone che le premeva sul collo.

    PIAN DEL CANSIGLIO - Settembre 1944
    Nella di Pieri, 36 anni, incinta, già madre di Gian Aldo e Gabriella, moglie di Lino
    (ricevitore del dazio a Ponte delle Alpi e milite nella GNR), fucilata dai partigiani della
    brigata "Tollot" e gettata nel "Bus de la Lum" (trattasi di un burrone) accusata di
    essere una spia. Alcuni partigiani ammisero, più tardi, che era innocente.

    VERGATO (Appennino Bolognese) - 22.07.44
    Nel Marzo 1989 il Procuratore Capo di Bologna, Ennio Fortuna, chiese al GIP
    l'autorizzazione a procedere contro tre dei cinque partigiani che, secondo le indagini
    dei carabinieri, avevano trucidato il 22.07.44 Alfredo Prospero Manfredini ed il
    genero Vittorio Barion per poi abbandonarli nel bosco di Grizzana.
    I tre partigiani, fino a qualche anno fa ancora in vita, appartenevano alla Brigata
    Stella Rossa. Vicino ai due corpi ne fu trovato un terzo, quello di Evandro Masotti.

    CIOCIARIA (Lazio) - Maggio 1944
    I soldati del Generale francese JUIN (truppe coloniali del Nordafrica) abituate a
    combattere in montagna, i cosidetti "Goumiers", ebbero "carta bianca" nell'intento di
    aggirare le truppe tedesche attestate sulla linea "Gustav".
    Il Gen. Juin disse loro che per 50 ore sarebbero stati padroni assoluti di tutto e di
    tutti, purchè riuscissero ad accerchiare i tedeschi, e che avrebbero potuto prendersi
    vino, oro e donne.. Il 17 Maggio cadde il paese di Esperia, 7.000 "Goumiers"
    devastarono, razziarono, uccisero e violentarono circa 3500 donne dagli 8 agli 85
    anni. Vennero sodomizzati circa 800 uomini tra cui un prete, don Alberto Terrilli,
    parroco di Santa Maria di Esperia, morto due giorni dopo per le sevizie.
    Molti uomini che tentarono di difendere le loro donne furono impalati.
    Il 20% delle donne durono affette da sifilide, l'80% da blenorragia, molte rimasero
    incinte, il 40% degli uomini contagiati in seguito dalle mogli, 80% dei fabbricati
    distrutto, 90% del bestiame sottratto, gioielli, abiti e denaro rubati.

    MARZABOTTO (Bologna) - Settembre 1944
    Il numero dei caduti fu indicato in 1830, cifra imposta dai partigiani a guerra finita.
    In questa cifra però vi erano incluse persone ancora in vita, caduti della Prima
    Guerra Mondiale, deceduti per polmonite o in bombardamenti.
    Nel sacrario di Marzabotto, sono raccolte 808 salme, delle quali però 195 morirono
    per scoppi di mine e militari deceduti durante la Grande Guerra.
    I morti del massacro di Marzabotto, in verità, furono circa seicento.
    In seguito a varie imboscate a militari tedeschi, fra cui una delle più gravi il massacro
    di parlamentari tedeschi (con la bandiera bianca) inviati negli accampamenti
    partigiani della Stella Rossa per accordarsi affinchè il loro passaggio non fosse
    disturbato da imboscate, la rappresaglia era nell'aria e la popolazione di Marzabotto
    , già avvisata, stava per lasciare il paese, ma furono fermati dai partigiani i quali
    li obbligarono a rientrare nelle loro case assicurandoli che li avrebbero protetti da
    un eventuale rappresaglia tedesca, ma così non fu, il massacro avvenne e nessun
    partigiano mosse un dito per difendere la popolazione
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  8. #8
    forti e degni!
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    camerati prima ALMIRANTE e poi ETTORE MUTI,a me sà di bruciato.........sarò paranoico?

  9. #9
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    No, w lèon. C'è gente che ama tanto la confusione. Tanto da piazzare sui calendarietti di Prediappio figure come l'Ultra-Sion-Mafioso comandante Borghese accanto a Muti o a Pavolini.
    Purtroppo.. come ho già scritto in un altro forum, qui si ama commemorare anche i becchini del fascismo. E' veramente un piacere leggere questi post, soprattutto per comprendere chi e come (a distanza di anni) rema contro la verità storica e una reale distinzione del fascismo da incrostazioni reazionarie e di destra.
    Una certa "cultura" o "subcultura" di destra, quindi non fascista, tende "a mettere tutto nel sacco" purchè sia genericamente di destra e anticomunista. Ti faccio un esempio: L'anno scorso "Il Borghese" - la rivista della maggioranza silenziosa, della destra perbenista e falsamente non-conrmista - dava in allegato alla rivista, una serie di cassette degli "anni di piombo". Anni duri, difficili, di lotte e di morti. Nella II VHS da una parte vengono commemorati i camerati morti per mano comunista (vengono definiti Eroi Nazionali), dall'altra si esalta la spedizione di Almirante e Caradonna, a Valle Giulia.
    1) Fino a Valle Giulia il movimento studentesco era sostanzialmente neutrale, ovvero non serpeggiava il mostro dell'antifascismo. Per cui la presenza di "giovani europei" era tollerata e funzionante nell'ambito delle lotte studentesche.
    Dopo la spedizione di Almirante, iniziò a delinearsi quel antifascismo militante per cui "uccidere un fascista non è reato".
    2) Vengono usate le immagini di giovani caduti - credendo in un ideale di rinnovamento nazionale e di giustizia sociale - per ben altri scopi. Da chi ha interesse a soffiare sul fuoco della Destra Law & Order, bigotta e anticomunista.

  10. #10
    Comandante
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    Predefinito

    [...] il grande personaggio assassinato a Fregene nel 1943 [I]dai CARABINIERI[I] per ordine di Badoglio e di quel Vittorio Emanuele.

 

 
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