Non c'è da illudersi che la Finanziaria possa essere affossata senza che scendano in campo le masse con tutta la loro forza. Anzi, proprio questo sarebbe il momento più adatto per uno sciopero generale di 8 ore con manifestazione a Roma, per assestare un colpo demolitore alla politica neoliberista, stangatrice e affamatrice del governo. Mentre invece le direzioni sindacali tergiversano e hanno proclamato soltanto uno sciopero generale di 4 ore su base territoriale per il 30 novembre: nettamente insufficiente, anche se meglio di niente, rispetto alla gravità della stangata preparata da Berlusconi e Siniscalco.
Stangata che, ricordiamo, ammonta a 24 miliardi di euro, di cui ben 17 tra tagli alla spesa e nuove tasse, che saranno interamente drenati ai lavoratori e alle masse popolari, attraverso misure come il tetto del 2% alla crescita della spesa di ministeri, regioni, province e comuni, che produrrà altri tagli ai servizi sociali, alla sanità, alla scuola (si parla già di 14 mila insegnanti in "esubero" previsti in un emendamento del Tesoro) e aumenti generalizzati delle tasse locali Ici, addizionali Irpef, tassa sui rifiuti, trasporti ecc.). E attraverso il blocco del turn-over nella pubblica amministrazione e il tetto ai rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici, già scaduti da quasi un anno e altre misure di "contenimento" della spesa pubblica.
Va ricordato inoltre che in questa Finanziaria non solo non c'è nulla per il Mezzogiorno, ma vi sono provvedimenti che al contrario lo penalizzano ulteriormente, riducendo i finanziamenti alle aree depresse e trasformando gli incentivi alle imprese da fondo perduto a prestiti agevolati. Per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, professionisti) la Finanziaria del governo prevede inasprimenti fiscali attraverso la revisione degli studi di settore, mentre altre entrate per ben 7 miliardi di euro verranno realizzate attraverso la vendita sul mercato di decine di migliaia di edifici pubblici, di interi tratti della rete stradale nazionale, che saranno sottoposti a pedaggio, e di beni culturali, architettonici e storici.
Per tutto ciò lo sciopero generale di 4 ore del 30 novembre non dovrà assolutamente essere considerato esaustivo dell'iniziativa sindacale, ma solo il punto di partenza per una mobilitazione sempre più ampia ed intensa dei lavoratori, che sfoci in un grande sciopero generale nazionale di 8 ore, con manifestazione sotto le finestre di Palazzo Chigi, per affossare la Finanziaria di lacrime e sangue.
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