E' appena uscita la nuova raccolta di fiabe africane del vecchiardo di Soweto. Il tutto con il compiacimento della stampa cosmopolita fiera di potere celebrare il suo idolo, o meglio il simbolo vivente del mondialismo.
Chi avesse la sfiga di leggerla s'accorgerebbe non solo della pochezza culturale dell'opera, ma anche della sua abominevole fattura. Pressochè nulla la forza espressiva, ridondante nelle figure e nel lessico, totalmente priva di spunti innovativi.
Niente più che una penosa carrellata di filastrocche africane velocemente scopiazzate.

In parole povere, una schifezza da boicottare