COSTA D'AVORIO/ BLINDATI FRANCESI CIRCONDANO CASA GBAGBO - punto
08/11/2004 - 18:16
Ma Parigi smentisce
Abidjan (Costa d'Avorio), 8 nov. (Ap) - I blindati dell'esercito francese hanno preso posizione vicino alla residenza del presidente Laurent Gbagbo ad Abidjan, capitale commerciale della Costa d'Avorio. Migliaia di sostenitori del leader ivoriano si sono diretti verso l'abitazione, nel timore che la Francia tenti di destituire il leader ivoriano per riportare sotto controllo la situazione nella sua ex colonia.
I comandanti delle truppe locali e di quelle francesi hanno rivolto un appello dagli schermi della tv nazionale per invitare la folla a disperdersi. Fonti della Croce Rossa hanno riferito che oltre cinquecento persone sono state ferite e un imprecisato numero uccise durante il fine settimana, quando la situazione è precipitata. Ieri la tv di stato ha denunciato che cinque lealisti sono stati uccisi dalle forze francesi e ne ha mostrati i cadaveri.
La presenza di una cinquantina di carri armati è stata confermata dalla portavoce presidenziale Desire Tagro. "La loro presenza qui sta terrorizzando la gente", ha detto a proposito dei francesi, "Urlano e pensano che Gbagbo debba essere destituito". Le forze francesi hanno negato che l'obiettivo del loro dispiegamento sia la residenza di Gbagbo e hanno spiegato invece di voler solo assicurarsi una base temporanea in un albergo a circa 200 metri di distanza. La gente è stata chiamata per formare uno scudo umano attorno all'abitazione di Gbagbo.
Mentre i soldati francesi sparavano colpi intimidatori, i responsabili dell'esercito locale e della missione militare di Parigi sono apparsi insieme sugli schermi della tv di stato per chiedere ai manifestanti di tornare a casa. "Tutto dovrebbe tornare alla normalità", ha dichiarato il generale francese Henri Poncet, "non si parla assolutamente di destituire Laurent Gbagbo". "Esorto la gente a rimanere calma", gli ha fatto eco il capo delle forze armate ivoriane, il generale Matthias Doue.
I ribelli delle 'Forze Nuove' (Fn), che controllano il nord della Costa d'Avorio, hanno chiesto a Gbagbo di lasciare il potere. Sidiki Konaté, portavoce dei ribelli, raggiunto telefonicamente dall'agenzia 'Afp' nella roccaforte ribelle di Bouaké, ha detto che l'uscita di scena del capo di Stato è il solo modo per "riportare la serenità" e "per mandare a buon fine la transizione con l'applicazione degli accordi di pace di Marcoussis", sottoscritti in Francia da governo, opposizione e ribelli nel gennaio 2003.
Dal canto suo, dopo aver incontrato i comandanti dell'esercito della Costo d'Avorio e i della missione di pace Onu nel Paese africano, nel paese , il capo del contingente francese Henri Poncet, ha detto che "non è assolutamente nelle nostre intenzioni rovesciare il presidente Gbagbo". (segue)
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Ora mi chiedo, com'è che difendere il CIOCCOLATO (in Costa d'Avorio si produce buona parte del cacao mondiale) i Francesi non lesinano interventi armati, e invece alzano la voce contro la guerra "imperialista" in Irak, dove a detta loro si cerca solo di preservare il petrolio?
Caro Chirac, mi consenta una PERNACCHIA perché stavolta se la merita ancor più che in passato.
Il pacifintismo arriva solo fino dove inizia l'interesse nazionale vero? Troppo comoda!




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