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  1. #1
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    Predefinito Italia del mio cuore...

    Oggi mi e' caduta sotto gli occhi la pubblicita' di una mostra d' arte all galleria "L' Atelier degli Artisti" a Trieste:

    Titolo sopra il prospetto:

    Trieste, 50° anniversario... e fu il ritorno...
    - Oh Italia, Oh Italia del mio cuore...


    Mostra collettiva culturale

    "In onore al ritorno della nostra amata Citta' all' Italia"

    Nel testo seguente, riferimenti a "una mostra d' identita' e italianota' a cinquant' anni dal ricongiungimento alla Madre Patria"

    Poi, fotocopia della testata del Piccolo, intitolata "L' Italia in ogni cuore nel giorno del grande ritorno".

    Pensate che una simile propaganda avrebbe senso, se sull' "italianita' di Trieste" non ci fossero dubbi?

    Se nel 1918 i Triestini di lingua tedesca non fossero stati costretti all' emigrazione (v. supplementi del "Piccolo", che giustamente lo riportano)?

    Perche' l' Italianita' non viene mai sottolineata in questa forma esasperata in citta' come Roma, Bologna, Firenze, Napoli....?

  2. #2
    Vincent
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    Ciao Mittel e scusa l'intrusione: volevo solo dire che una situazione incredibilmente analoga (e che fa porre alle persone non obnubilate dalla retorica le medesime domande) si registra dalle mie parti. Solo per limitarci alle televisioni locali maggiori, Videolina e Sardegna1, c'è una presenza di militarismo e filomilitarismo in stile interventista retrò assolutamente spropositata: dalle cerimonie ufficiali trasmesse in diretta ai programmi di folklore che trasmettono cori che cantano inni della brigata Sassari o lo stesso coro della Sarrari che canta il suddetto inno, agli inviti fatti da alti ufficiali e rivolto ai giovani ad arruolarsi, agli speciali sul ritorno dei militari dall'Irak dei fanti della Sassari con relativo abbraccio con i parenti e musichetta strappalacrime in sottofondo, ai servizi sui campi estivi fatti dall'esercito in giro per l'isola per promuovere la sua immagine tra la popolazione e come invito ulteriore all'arruolamento. Il tutto trasmesso a ripetizione tanto da occupare una buona fetta del palinsesto. La settimana scorsa a Cagliari c'era una specie di raduno degli alpini (come dire, leggermente fuoriluogo, ma questo è un altro discorso) con relativo tappezzamento da parte del Comune di migliaia di tricolori per le vie della città
    Anch'io ripropongo la tua domanda: perchè tutta 'sta retorica Nazionalista (con riferimento allo Stato, da non confondere con nazionalista con riferimento al gruppo linguistico) non viene imposta a Palermo piuttosto che a Bologna ma viene fatta nelle nostre realtà?


    Buon proseguimento dh thread!

  3. #3
    SatanFascista
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    MIttel sei a conoscenza di una statistica su quanti fossero i triestini germanofoni dopo la grande guerra , e perchè furono cacciati , e anche perchè non fecero resistenza (ma queste ultime 2 sono mie curiosità)?

  4. #4
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    E' difficilissimo dire quanti fossero i triestini germanofoni nel 1918. Stime del 1878 (Brockhaus) danno la percentuale dei parlanti solamente tedesco sul 4%. Comunque e' da considerare che a Trieste da molte generazioni le famiglie sono miste: normalmente i germanofoni erano in realta' bilingui, sfuggendo quindi alle statistiche. Non è da dimenticare, che germanofoni in origine erano anche i genitori di Ettore Schmitz (=Italo Svevo), quelli di Oberdank (con componente slovena) e numerosi volontari (Brunner & Co). Purtroppo gia' prima della grande guerra l' italia aveva convertito larghi strati della popolazione germanofona alla cosiddetta "italianita'". Quella volta era difficile per un Triestino spingersi piu' in la' di Firenze, quiondi l' italia che conoscevano... beh, Bossi la chiamerebbe in altro modo.
    Da quanto mi risulta (nonni), non ci fu una sistematica persecuzione da parte dell' italia verso i germanofoni: quelli che non avevano nessuna radice culturale a TS (in maggioranza statali) tornarono in Austria e furono accolti nella burocrazia della Repubblica Austriaca, mentre quelli piu' "miscelati" ebbero la scelta. L' esodo risale piuttosto agli anni 22-24, quando vennero italianizzati i cognomi e si vide l' imposizione di perdere la nostra identita' nazionale. Anche in questo caso, l' esodo fu volontario.

    I Triestini germanofoni non fecero resistenza, perche' avevano perduto la guerra e la popolazione si schiero' in schiacciante maggioranza dalla parte dei vincitori. L' alternativa era: restare e italianizzarsi o partire. Chi si italianizzava, stava tranquillo, purtroppo il prezzo della tranquillita' dei nostri nonni lo stiamo pagando noi adesso.

    Desidero anche ricordare che almeno il 40% dei germanofoni erano Ebrei, che osservavano scrupolosamente cio' che stava avvenendo e spesso se ne andavano alla spicciolata. Ancora oggi il dialetto tedesco di Trieste risente moltissimo di influenze ebraiche e suona strano alle orecchie di chi vive in Austria o Germania. Esempio:

    1. Tedesco letterario: Ich habe zwei deutsche Grossmütter und fühle mich wohl in meiner Heimat.

    2. Triestino: Ih habe zwij dotsche Grossmitte un file mich gut in meine Cheimat .

    Saluti

  5. #5
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    Predefinito Re: Italia del mio cuore...

    In Origine Postato da Mitteleuropeo
    Perche' l' Italianita' non viene mai sottolineata in questa forma esasperata in citta' come Roma, Bologna, Firenze, Napoli....?
    La tô e je une domande retoriche. La rispueste le savìn bielzà. La rispueste e je compagne pe domande: parcè su par ca doprino a ogni pît alçât la adietivazion "italianissimo"? Si bat e si torne a bati su chestis robis dome parcè che si spere che a jentrin tal cjâf de int... Magari cussì no in plui di cualchidun a son jentrâts, ma se a van dilunc a bati al vûl dî che a 'nd è ancjemò tancj che no si sintin talians... furlans, slovens, gjermanofons: in Friûl VJ par cjatâ i talians si fâs fature...

    La tua è una domanda retorica. La risposta la conosciamo già. La risposta è uguale a quella per la domanda: come mai da queste parti si utilizza continuamente l'aggettivazione "italianissimo"? Si insiste e si continua ad insistere solo perché si spera che tali concetti entrino nelle teste delle persone... Purtroppo nella testa di alcuni sono già penetrate in profondità, ma se continuano ad insistere significa che sono ancora in molti a non sentirsi italiani... friulani, sloveni, germanofoni: in Friuli VG è davvero difficile trovare degli italiani...
    Cuant che la gnove gjenerazion e sarà imbevude fin a la medole di tâl spirt di indipendence e a si varà formade une salde cussience nazionâl, che finore e mancje ancje tes personis studiadis, i Furlans no formaran plui une ecezion fra ducj i popui de tiere... e la pome de libertât, completamentri madure e colarà a la plui lizere bavesele.

    Achille Tellini (1866-1938)

  6. #6
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    Du hast völlig recht! Leider geht der Unsinn schon so weit, dass man die "italianita'" ungestraft maximal im trauten Familienkreis oder mit guten Freunden anzweifeln kann. Natürlich hier auch, aber bitte, nicht zu deutlich werden. Frau Klotz, der ähnliche Gedanken vorschwebten, musste im Mittelfeld des Tricolore ein Fascio malen, bevor das Ding als Papierrolle auf ihrer HP abgebildet werden durfte.
    Wir faseln hier so über unsere Meinungen, während die breite Mehrheit der sich der Gehirnwäsche Unterzogenen auf der Piazza Grande dem Goldenen Kalb zujubelt!

    Hai perfettamente ragione! Purtroppo questa stupidita' e' ormai andata tanto avanti, che si puo' dubitare dell' "italianita'" al massimo in seno alla famiglia o con buoni amici. Naturalmente lo si puo' fare anche qui, ma senza essere troppo espliciti. Frau Klotz, che aveva pensieri simili, dovette disegnare nel campo di mezzo del tricolore un fascio, prima di poterlo raffigurare come rotolo di carta sul suo sito.
    Noi qui sproloquiamo sulle nostre opinioni, mentre la gran maggioranza di coloro che si sono sottoposti al lavaggio del cervello festeggia in Piazza Grande il Vitello d' Oro

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Italia del mio cuore...

    In Origine Postato da Çorut
    in Friûl VJ par cjatâ i talians si fâs fature...

    in Friuli VG è davvero difficile trovare degli italiani...


  8. #8
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    a me pare che la maggioranza dei triestini si senta e sia italiana.....sotto ogni punto di vista....ciò non esclude la presenza di minoranze che non si riconosco nell'italianità pur essendo ormai chiramente di nazionalità italiana.

  9. #9
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    In Origine Postato da Liberalix
    a me pare che la maggioranza dei triestini si senta e sia italiana.....sotto ogni punto di vista....ciò non esclude la presenza di minoranze che non si riconosco nell'italianità

    * Fino a qui posso concordare, resterebbe da definire meglio "sotto ogni punto di vista" in una citta' in cui la maggioranza e' di origini miste, ma non e' importante.

    pur essendo ormai chiramente di nazionalità italiana.
    * Questa me la spieghi, soprattutto definendo "nazionalita'".
    Se intendi "CITTADINANZA", allora la parola e' sbagliata, ma il concetto e' giusto, altrimenti... fatti un giretto al cimitero e guarda i cognomi. Basta anche la guida telefonica, tenendo conto che il 70% dei cognomi stranieri sono stati italianizzati dal fascismo.

    Saluti

  10. #10
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    In Origine Postato da Mitteleuropeo
    * Questa me la spieghi, soprattutto definendo "nazionalita'".
    Se intendi "CITTADINANZA", allora la parola e' sbagliata, ma il concetto e' giusto,

    Saluti
    esatto

 

 
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