BORSELLINO: IL FIGLIO MANFREDI, ECCO MIO PADRE
ROMA - Ecco il testo della lettera di Manfredi Borsellino che Tirabassi leggera' questa sera all'anteprima romana della fiction sul giudice ucciso dalla mafia: ''Cari amici, vista l'impossibilita' materiale di ciascuno di noi di essere oggi qui presenti all'anteprima ufficiale di questa fiction, ed in particolar modo di mia madre, consapevole che, suo malgrado, non sarebbe riuscita a tradire le forti emozioni che la visione in privato del film le ha gia' prodotto, offro quello che vuole essere un semplicissimo contributo scritto su colui che per noi non e' stato solo un padre, ma anche un fratello e, soprattutto, un amico. Penso che di mio padre debba ricordarsi soprattutto la sua bonta' d'animo, essendo egli una persona fondamentalmente buona e carica di una sconfinata umanita'. Come si vede anche nel film, avevo quindici anni quando mi chiese di regalare il mio motorino al figlio di un uomo morto in una strage di mafia che ne aveva bisogno per recarsi in una borgata di Palermo a fare il panettiere. A un collaboratore di giustizia, lo stesso che, nella rappresentazione cinematografica, gli rivela che era stato incaricato del suo assassinio, forniva personalmente le lamette e la schiuma da barba, in un periodo storico in cui mancavano del tutto le agevolazioni di cui oggi essi fruiscono, a volte immeritatamente. Mio padre, nonostante gli impegni di lavoro, trovava sempre il tempo di stare in famiglia. Non posso dimenticare con che amore e trasporto mi fece ripetere le mie prime due materie universitarie, dedicandomi intere serate prima degli esami; anche questi flash di vita familiare ho riscontrato, seppur filtrati dalla finzione cinematografica, nel film che Voi oggi presentate. Era premuroso con tutti. Basti pensare che - di fatto - egli cresceva e seguiva come fossero suoi i sette figli della sorella piu' grande, rimasta vedova prematuramente. Tengo a sottolineare che noi figli non siamo stati mai viziati, piuttosto ''responsabilizzati'' innanzi a situazioni molto piu' grandi di noi, si' che al momento della sua morte puo' dirsi che eravamo a nostro modo ''preparati'', preparati da un padre che tutto avrebbe potuto desiderare fuorche' lasciarci orfani cosi' giovani. E' un dato questo importantissimo, del quale tener conto anche e soprattutto durante la visione di questo film, poiche' sin dai primi giorni successivi alla sua morte circolava la voce che egli fosse andato incontro ''rassegnato'' a questo infausto destino. Niente di cosi falso: mio padre amava in modo assoluto la vita. In verita' - non posso fare a meno di ribadirlo in questa sede - mio padre e' stato lasciato ''solo'' , anche da tanti suoi colleghi che non hanno voluto o saputo fare quadrato intorno a lui nel momento in cui, invece, occorreva massima coesione e distribuzione delle responsabilita'. Tuttavia noi non abbiamo alcun rammarico, poiché se la morte di mio padre, come quella di tanti prima di lui, e' servita a svegliare dal torpore tante coscienze siciliane, cio' ci riempie di gioia. Si sentiva sempre l'ultimo degli ultimi, i meriti erano sempre degli altri, non si atteggiava mai a protagonista ed era privo di qualsiasi ambizione, a tal punto da non manifestare alcun interesse nel ricoprire quel famoso incarico di Super Procuratore Antimafia, rimanendo prioritaria per lui la vicinanza alla sua famiglia ed alla sua Palermo. Avrei tanto desiderato avere mio padre al mio fianco nel momento in cui mi sono trovato a fronteggiare situazioni molto piu' grandi di me, nel momento in cui ho scelto di fare il Commissario della Polizia di Stato, quello Stato che non seppe essere in grado di difendere e proteggere uno dei suoi figli migliori ma che mio padre ha sempre rispettato ed onorato e ci ha sempre insegnato a rispettare ed onorare. Sono convinto che io e la mia famiglia un giorno lo rivedremo, bello e sorridente come lo ricordiamo sempre. Manfredi Borsellino''.




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