Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
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    Predefinito Cacciato Mentana! il regime monocratico incalza!

    Non ho mai apprezzato lo stile giornalistico di Mentana; dopo un inizio interessante ha progressivamente e sempre più incarnato quella deriva "cronachistica" e "scandalistica" che oggi appesta la comunicazione giornalistica come il più pericoloso dei veleni.
    Dietro la sua, non sincera(forse più semlicemente impossibile: siamo umani), ostentata neutralità(in termini giornalistici "terza posizione") si è sempre celato un continuum di ultra-americanismo culturale e morale.
    Ma, questo gesto vergognoso, questa ulteriore mannaia sulla più tiepida ed acquiescente velleità di autonomia di giudizio, è un fatto osceno, schifoso.
    Dopo Biagi e Santoro, ora tocca a Mentana.
    Per evidenti scopi politici visto che al suo posto è stato nominato quel Rossella sotto la cui guida Panorama ha toccato gli abissi più profondi di abbruttimento, subordinazione politica e inutile scandalismo; senza contare la feroce, micidiale e vergognosa campagna anticomunista avviata da Panorama nell'ultimo anno: sfogliando le sua pagine avevo sempre l'impressione, ogni qual volta si parlava di "comunisti", di leggere un romanzo di Fleming....dipinti come bande di criminali, eversori e "terroristi" pronti a minacciare la "tranquilla" vita democratica degli italiani....
    Nel più puro stile statunitense: ove i media dedicano alla creazione di un senso di permanente panico tra la popolazione, facendo riferimento continuo ad ogni sorta di nemici interni ed esterni, reali o immagnari, almeno l'80% dei loro spazi: si veda l'illuminante documentario di Moore "Bowling a Columbine"....
    Con Rossella i media compiono un nuovo salto di qualità:
    Dopo il telegiornale palesemente d'opinione di Fede, ora anche un tg formalmente "terzaposizionista" andrà a produrre una propaganda berlusconiana e americanista nel più micidiale dei modi.
    Dove la stampa e i media sono omogenei, conformi, acritici e in mano allo stesso potere, lì NON vi può essere alcuna democrazia.
    Io non stimo professionalmente Mentana;anzi: ma gli esprimo la mia più sincera solidarietà.
    Non solo per lui, quanto per ciò che questo atto "fascistico" rappresenta ai danni di una ormai sempre più etera "libertà di stampa e di opinione".

    Se la gente, il popolo, non avrà elementi reattivi a fronte di questa oscena società mediatica totalitaria, ben presto questo paese sarà soggetto ad una forma di autoritarismo terrificante e paralizzante. Un nuovo totalitarismo, dai confin ancora difficilmente identificabili; dove di sicuro non vige la libertà d'opinione, dove, quindi, non c'è libertà.

    "Ahi, serva italia, di dolore ostello, donna non di virtute, ma di bordello"

    nemo



    "Da L'Unità On Line:

    Mentana cacciato dal Tg5. Berlusconi al suo posto sceglie Rossella
    di red.

    L'ultimo servizio del Tg5 di giovedì sera è un’esclusiva di Toni Capuozzo da Nassiriya. Subito dopo, a sorpresa, appare il direttore Enrico Mentana. Faccia scura e parole pesate: lascio il Tg5. E spiega com’è andata: venerdì i dirigenti di Mediaset l’hanno convocato e gli hanno comunicato che sarà sostituito da Carlo Rossella, attuale direttore di Panorama, uomo molto gradito a Berlusconi.

    Il discorso di Mentana è formalmente molto pacato, ma duro nella sostanza. «Noi, in tredici anni, dice, non abbiamo mai servito questo o quell’uomo politico, questo o quell’imprenditore». In Mediaste c’è un uomo politico e un imprenditore al quale invece pace molto avere attorno persone che sanno dire di sì: Berlusconi.

    «Veloce, formalmente molto curato, niente scenografie lussereggianti ed un logo essenziale giocato su due colori. informativamente un telegiornale che si batterà con gli altri senza alcun complesso di inferiorità». Erano queste le prime parole che Enrico Mentana utilizzò per presentare il Tg5, alle 13 del 13 gennaio 1992. Mentana era arrivato alla direzione del più importante tg del Biscione dopo undici anni passati in Rai.

    Ancora prima Mentana aveva mosso i primi passi nella carta stampata come direttore di [i]Giovane sinistra[i], la rivista della Federazione giovanile socialista in cui ha militato fin dagli anni del liceo. Poi nel 1980 l'ingresso al Tg1 con esordio in video nel 1981, inviato a Londra per il matrimonio di Carlo e Diana. Da allora l'ascesa fu rapidissima: inviato, capo dei servizi della testata, vicedirettore del Tg2 e, infine, arrivo alla Fininvest per la sfida con il Tg5.

    Le reazioni

    Immediate le reazioni alla vicenda Mentana: il segretario dei Ds, Piero Fassino, dopo aver espresso solidarietà al giornalista ha detto che «naturalmente ora si tratta di capire quali siano le ragioni di un atto che estromette un professionista di sicuro valore e da tutti riconosciuto come un eccellente professionista». «Non è certamente un difetto di professionalità - ha aggiunto Fassino - quello che può spiegare questa estromissione e dunque auspichiamo che nelle prossime ore ci sia un chiarimento».

    A Giuseppe Giulietti, capogruppo dei Ds in Vigilanza, l'annuncio di Enrico Mentana sembra essere «nello spirito dei tempi, contrari a chi vuole fare giornalismo con serietà e competenza». «Non la penso come lui - dice Giulietti - ma Mentana ha sempre tentato di garantire diversi punti di vista, con equilibrio - Questo episodio giunge dopo la manifestazioni di fastidio per l'eccesso di libertà delle reti Mediaset di alcuni esponenti di Forza Italia, e si unisce agli annunci sulla par condicio, sulla privatizzazione della Rai e pare collegato alle intenzioni con cui ci si propone di prepararsi alle regionali».

    Secondo Arturo Parisi presidente dell'Assemblea federale della Margherita «La cacciata di Mentana dalla direzione del Tg5 e la sua sostituzione con Rossella è una ulteriore prova che la libertà è incompatibile con Berlusconi». «Di fronte al fallimento del suo governo - dice Parisi - il complesso del bunker spinge Berlusconi a chiudersi tra i fedeli più fedeli portando ad ulteriore evidenza il conflitto tra la sua condizione di padrone dei media e l'esercizio delle sue funzioni istituzionali».

    Mentre Paolo Gentiloni, capogruppo Margherita in Commisione di Vigilanza, afferma che «di tutto ha bisogno l' informazione televisiva italiana, già così segnata dal conflitto di interessi, tranne che di un TG5 allineato e privo di autonomia. È questa la sfida che i giornalisti della testata hanno di fronte a loro nei prossimi mesi». «Quella di Mentana - dice Gentiloni - è un' uscita di scena da grande direttore, che conclude in modo impeccabile la sua esperienza di direzione del TG5; una esperienza che per chi verrà dopo di lui non sarà facile ripetere».

  2. #2
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    Predefinito

    la mia non vuole essere assolutamente una provocazione, ma posto quello che ho già scritto sul principale.



    tra tutti i giornalisti televisivi, mentana dopo bruno vespa è sempre quello che mi è stato maggiormente antipatico, lo considero peggio anche di emilio fede, non mi è mai piaciuta la sua finta imparzialità e la sua ipocrisia, in particolar modo una cosa me lo ha fatto disprezzare in maniera particolare, anni fa, fece sul tg5 trasmise per una settimana consecutiva, un dossier sull'astrologia, dove si sosteneva l'attendibilità e l'affidabilità degli astronomi "seri", molti dei quali venivano intervistati, senza neppure un intervento che mettesse in discussione l'attendibilità di questa"scienza,e tra le prove dell'affidabilità scientifica dell'astrogia, si utilizava il fatto che il 10% delle aziende usava anche l'oroscopo tra i criteri di selezione, in un paese come l'Italia, dove ci sono più "operatori dell'occulto" che medici, ed i giri d'affarari attorno all'occultismo sono enormi, non si può che provare disprezzo, per chi arriva anche a compiacersi, di usanza barbare, come l'utilizzo dell'oroscopo tra i criteri di selezione del personale

  3. #3
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    Predefinito

    Tutto sommato credo che sia meglio così, con la sua presunta imparzialità il TG5 era più nocivo di TG4 e Studio Aperto.
    Mentana, tanto per dirne una, ha incensato più volte la Fallacci, aprendo il telegiornale con servizi sui suoi articoli e libri ogni volta che ne usciva uno, per non parlare poi del ributtante settimanale del TG5 condotto da Capuozzo.
    Almeno ora non ci verranno a dire che Mediaset offre spazio anche a chi non è allineato col governo o addirittura all'opposizione.

  4. #4
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    Predefinito divagazioni sul tema

    D'accordo amici miei; ma ricordate che niente viene per caso(in questo caso senza valutare tutte le possibili conseguenze);
    E, soprattutto, "il precedente fa legge".
    Ciò a dire che a fronte di una sostanziale omogeinizzazione dei media italiani, non risponde alcuna reazione popolare significativa: e diventa prassi ciò che è abuso ed anti-democrazia.
    Su Mentana sono stato chiaro: non lo stimo professionalmente; Ma quello che gli è accaduto è gravissimo, non solo per "lui", ma per questo paese.
    Che, giornalisticamente parlando, il "terzaposizionismo" sia una bufala non ci piove; Wittgenstein sosteneva che "la percezione è già di per sè teoria"....siamo esseri la cui percezione è soggettività...come diavolo potremmo essere "oggettivi"?
    La vera "pulizia" dell'informazione consiste in una evidenziazione del proprio orientamento interpretativo, ed in un confronto ed abbinamento di diversi orientamenti nell'ambito del medesimo servizio mediatico;
    Il Tg5 è sempre stato ultra-americanista (su Kapuoz non commento perchè lo reputo un "criminoso"): nel modo più subdolo e velenoso perchè in maniera subliminale, con pretese di oggettività....esattamente alla statunitense...
    Ma, ora, il principio ratificato e socialmente accettato di una defenestrazione/censura che va ad incrementare l'uniformazione dellla comunicazione in senso totalitario....è questo che mi terrorizza...
    In italia NON c'è una democrazia, ma c'è un regme plebiscitario che sta muovendosi con rapidità verso un moderno ed inedito autoritarismo innervato dal totalitarismo del futuro: il controllo del potere mediatico, inteso come realtà capace di interpolarsi con la capacità di arbitrio dell'individuo e di plasmarne i parametri valutativi e l'orizzonte valoriale.
    I media hanno un forte potere, che definiremo non più "suggestionante", ma realisticamente psicotropo.
    Davanti alle televisioni crescono i nostri figli: la televisione è la grande "mamma"(o "dea madre") che insegna loro non solo "cosa" pensare, ma"come pensare"; i viedogames sono invece il "papà"virtuale, che li trascina in dimensioni, più che oniriche da incubo, caratterizzate da ritmi frenetici, psicotici, schizoidi e dissociativi.
    Gramsci aveva ragione nella sua analisi sul "materialismo storico": la classe dominante inocula ed impone nelle classi subalterne una "weltanchaung" funzionale al mantenimento ed alla riproduzione del regime che la vede predominare;
    Adattato ai tempi moderni, e reso micidiale dallo sviluppo tecnologico(che non è di per sè progresso), questo principio sprofonda nella più mostruosa manipolazione, che incominciando fin dalla più tenera età, attraverso i media ed attraverso gli apparati formativi(e quindi fin dentro i "corpi intermedi") vuole forgiare un "tipo umano" plasmato dalla "weltanchaung" imperialista ed occidentalista; una visione del mondo dissociativa costruita sul più disumano cinismo: una visione , morale ed esistenziale per la quale il mantenimento del "benessere" occidentale(agli attuali standards consumistici), vale l'oppressione, la guerra, lo sterminio dei restanti tre quarti del mondo.

    Il potere mediatico forgia il sogno degli alchimisti di Paracelso: lo "homunculus"; un "uomo occidentale" lacerato psicologicamente da una condizione alienante ed angosciante, imposta da ritmi esistenziali frenetici e meccanici("stiamo diventando come degli insetti", scrive Sgalambro e canta Battiato): un "uomo"che vive male, malissimo, ma che ritiene questo l'unico ed il migliore dei mondi possibili: la "prigione" perfetta?

    I nostri giovani vivono male, soffrono, hanno una vita relazionale e sociale schizoide, mentre cresce abnormemente la somministrazione di psico-farmaci ai govanissimi: psico-farmaci che dei medici cialtroni ed irresponsabili prescrivono per ogni forma di insofferenza esistenziale(cosa è la "depressione"?); la morale è questa: "giacchè vivi nel migliore dei mondi possibili, nell'occidente delle meraviglie, se sei infelice sei malato, e quindi vai curato"; un impasto di positivismo e sperimentazione medica(del cervello umano non si conosce più del 5% delle caratteristiche fisiologiche, eppure lo si altera serenamente con inibitori della serotonina: i quali hanno ormai assodate e pericolossissime controindicazioni; per la gloria delle multinazionali farmaceutiche?).
    Persino ai bambini ora vogliono somministrare il "Ritalin"(e per questo Dio NON li perdoni!) : il motivo? "Sindrome da iper-attività": come dire che un bambino può essere "troppo attivo"!!

    Non è una divagazione fuori tema, amici miei, ma solo una analisi che si sviluppa da una concatenazione causale di fenomeni.

    Stanno costrunedo un abominio: un regime integralmente imperialistico, eretto su una popolazione i cui processi di coscienza vengono disarticolati scientificamente, al fine di favorire una atomizzazione sociale di massa.
    Quale potrebbe essere l'esito di questa campagna, che vede il potere mediatico svettare come organo preminente e determinante in questo processo, non si può immaginare.

    E' lecito ritenere che prima o poi, data la natura umana -grazia al cielo- difettibile, questo regime salterà per implosione.
    Ma nel contempo non posso non essere agghiacciato dal "vuoto pneumatico" che contraddistingue, a livello di coscienza, le più giovani generazioni.
    Anche allorquando si manifestano i sintomi di una insofferenza verso questo sistema societario, intervengono fattori che riportano la "deviazione" nell'ambito della "normalità": un concorso di fattori sociali, culturali, produttivi....e finanche "medici", come abbiamo detto.
    Ne ho visto troppi di giovani "cadere", perdersi in questo limbo.

    Questa società va fermata; e va fermata ora, prima che possa fare del male ad altri esseri umani, ad altri innocenti, dentro e fuori dai suoi confini.
    Per questo credo che il nostro compito trascenda i confini della rivendicata identità ideologica, per manifestarsi(come tutte le lotte per la vita) quale imperativo dal valore universale.

    Anche per questo io spero, per il bene degli occidentali, che l'occidente venga schiacciato in Iraq; non è solo per gli iracheni, ma per tutti noi che ci si deve augurare la vittoria della Resistenza(al-mukawama).
    Bisogna invertire il processo, auspicare l'affermazione di una multipolarità culturale e sociale.
    Bisogna che gli occidentali vedano(nell'unico modo in cui possono vederlo, con i fatti) che il loro modello societario non solo non è ciò che "dice" di essere, ma che non è affatto infallibile.
    Solo una sconfitta plateale e cruenta dell'imperialismo in Iraq potrà farci tornare,forse, al caro "cogito ergo sum", liberandoci per sempre dalla calviniana "peste dell'immagine".

    In gioco c'è tutto ciò che ci rende, semplicemente, "umani".

    n.

 

 

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