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LE MONDE | 10.11.04 | 14h32
Un rapporto sugli arresti illegali e le torture sotto la dittatura di Pinochet (1973-1990) sarà consegnato al Presidente socialista cileno Ricardo Lagos, oggi giovedì 11 novembre. Redatto da una commissione presieduta da un vescovo e composta da esperti e personalità di tutti i partiti, il rapporto censisce 35.000 casi di torture. La giovane democrazia cilena sta smantellando le ultime vestigia del "pinochetismo". In ottobre, il governo di centrosinistra, ha raggiunto un accordo con l'opposizione per modificare la Carta Costituzionale cilena, ereditata dal vecchio dittatore. Un mese dopo, il comandante in capo, dell'Esercito cileno, il generale Juan Emilio Cheyre, ha riconosciuto le responsabilità dei militari nella violazione dei diritti dell'uomo. Questo mea culpa occorre proprio nel momento in cui la giustizia cilena sta decidendo se processare o meno Pinochet. "L'Esercito cileno ha preso la dura, ma irreversibile, decisione d'assumersi tutte le responsabilità, come istituzione, per i fatti punibili e moralmente inaccettabili del passato", in questo modo si è espresso ufficialmente il generale Cheyre. Il generale ha inoltre spiegato che l'Esercito ha abbandonato la sua visione politica basata sulla guerra fredda, che giustificò tutti i mezzi di lotta. "Le violazioni dei diritti dell'uomo non possono mai avere delle giustificazioni etiche per nessuno", ha inoltre aggiunto.
aggiungo io: Pinochet oramai è più morto che vivo!





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