Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Assassinato dirigente comunista iraqeno

    Assassinato dirigente comunista
    Saadun Mohammad, un dirigente del Partito comunista iracheno e membro del Consiglio nazionale (l'assemblea provvisoria), è stato ucciso oggi a colpi di arma da fuoco in una località a nord di Bagdad. Un portavoce del partito ha reso noto che Mohammad è stato assassinato in un'imboscata assieme a tre guardie del corpo sulla strada che collega Jebel Himrin a Kirkuk, a circa 160 chilometri dalla capitale Bagdad. Al momento dell'agguato, il dirigente comunista era diretto nella città di Suleinamiya.

    compagni incitiamo ancora la resistenza?
    è come se nel 45 sai fossimo stati con la RSI.

    mi verrete a dire che l hanno ucciso gli americani.
    forse,
    mi verrete a dire che sono un pagliaccio che legge superficialmente le notizie.
    è probabile.

    io credo che l anti amaricanismo ci sta facendo tifare per gente che porterebbe la popolazione iraqena nell incubo del medioevo islamico.

    sto per questo coi colonizzatori americani?
    no di certo.
    però stiamo attenti a far il tifo..
    credo che la democrazia e la difesa della laicità dello stato iraqeno debbano essere obbietivi da anteporre pure all anti americanismo.

  2. #2
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    Predefinito

    io non ripongo nella resistenza irakena, la speranza nell'edificazione di una società simile a quella a cui aspiro, ma l'appoggio lo stesso perché in questo motivo rappresentano, l'unica alternativa che hanno gli irakeni di ribellarsi ai loro oppressori ed alla rapina del proprio paese, comunque non bisogna identificare i comunisti irakeni solo con il partito collaborazionista attualmente facente parte del governo fantoccio del terrorista allawi, perché la maggior parte dei comunisti non hanno approvato la scelta di collaborare con gli americani, ed appoggiano la resistenza, nel governo allawi sono presenti anche partiti sciiti e sunniti, ma questo non vuol dire che gli sciiti ed i sunniti, si identifichino con questi partiti.
    per adesso posto questa vecchia intervista, ma cercando in rete si possono trovare altri documenti di comunisti irakeni, dalla parte della legittima resistenza irakena

    __________________________________________________ ___________
    ________________________________________________
    Iraq: intervista esclusiva al compagno Ahmed Karim sulla situazione in Iraq


    ³Noi comunisti iracheni partecipiamo alla resistenza senza i dirigenti reazionari del partito²
    Intervista ad Ahmed Karim, storico fondatore del Partito comunista iracheno e oggi leader della Opposizione Patriottica del Partito Comunista Iracheno.

    Campo Antimperialista: Come valuti lo sviluppo della resistenza?

    Ahmed Karim: Francamente non mi aspettavo una espansione talmente rapida del movimento di resistenza. Molti avevano riposto tutte le loro speranze nell´esercito iracheno e sono rimasti frustrati dal tradimento dell´alto comando. Sul piano dell´organizzazione popolare, prima dell´attacco non è stato possibile preparare quasi nulla, nonostante avessimo chiesto al regime di Saddam Hussein di garantirci un minimo di libertà elementari in cambio del nostro sostegno contro l´aggressione americana. In ogni caso, al di là della reazione riluttante di Saddam, era comunque troppo tardi. Considerando queste circostanze, lo sviluppo della resistenza è maggiore di quanto ci saremmo aspettati. La resistenza militare ha radici salde ed è sostenuta dalle grandi masse delle classi povere e non solo da queste. E la resistenza continua ad aumentare _ anche grazie alle terribili atrocità perpetrate dall´esercito occupante. Non dobbiamo inoltre dimenticare che abbiamo il forte sostegno delle masse arabe e almeno la simpatia della maggioranza della popolazione mondiale. Anche in Europa molte persone sono dalla nostra parte anche se non osano esprimersi apertamente. Ora è davvero troppo tardi perché gli Stati Uniti possano prendere una posizione più morbida e riuscire ad addormentare la resistenza. Ogni iniziativa da essi adottata porta verso una nuova escalation.

    CA: Pensi che il ³Consiglio Provvisorio² possa riuscire a stabilizzare la situazione ad un punto tale da permettere agli Stati Uniti di trasmettere il potere ad un regime fantoccio?

    AK: No, il Consiglio è diventato parte del problema e non la sua soluzione. L´esercito americano ne deve proteggere i componenti, li deve nutrire e pagare ed essi cominciano a chiedersi se non sia meglio tornare a casa. Il Consiglio ha perso anche la minima parvenza di credibilità tra le masse popolari, se mai ne ha avuta. Questo si comprende anche dal fatto che alcuni elementi delle forze irachene che sostenevano gli Usa ed erano da loro organizzate nell´alleanza di Londra, oggi si oppongono al Consiglio. Ció non indica in alcun modo un cambiamento del loro subdolo ruolo, ma con questa mossa essi cercano di accrescere il loro peso davanti ai loro padroni.

    CA: Come commenti la partecipazione del Partito Comunista Iracheno al Consiglio Provvisorio americano?

    AK: Si tratta della peggior cosa che avrei mai potuto immaginare. Prima di questo incredibile tradimento la leadership era già moribonda a causa del suo implicito sostegno all´embargo genocida e all´aggressione militare. Con questa nuova scelta i dirigenti del partito si sono completamente bruciati, sono morti. Ogni comunista degno di questo nome deve essere in prima fila nella resistenza, con le masse. Chiunque serva l´occupazione è un nemico del popolo e merita di essere combattuto.

    CA: Non credi che ciò evochi opposizioni e divisioni all´interno del Partito Comunista e dell´ambiente comunista?

    AK: Mentre la leadership del partito sta aprendo uffici nei luoghi che si trovano sotto la protezione delle forze di occupazione americane, molti comunisti voltano le spalle al partito e raggiungono le fila della resistenza. Il partito comunista che un tempo fu il più forte partito dell´Iraq è ora come un cadavere. Ma questa crisi mortale, questa agonia del partito sta producendo opposizione anche all´interno del comitato centrale. Non tutti sostengono questa linea suicida. Presto ci saranno delle divisioni.

    CA: Cosa pensano di fare i comunisti antimperialisti per costruire un´ala comunista della resistenza?

    AK: Innanzitutto parteciperemo con ogni mezzo alla resistenza e ai suoi tentativi di costruire un fronte comune di liberazione nazionale. Soltanto attraverso la lotta potremo riuscire a ricostruire il movimento comunista. Per quanto riguarda i resti del Partito Comunista, organizzeremo una conferenza proprio a Baghdad. La leadership tenterà di sabotare i nostri tentativi ma noi procederemo con o senza di essa. All´iniziativa si affiancherà una lettera aperta dei comunisti patriottici che ha ricevuto il sostegno da parte di quasi tutti i partiti comunisti arabi. Nessun partito sostiene l´occupazione americana e il suo Consiglio Provvisorio. Essi sostengono la nostra posizione.

    CA: Quali ritieni siano le possibilità per la costruzione di un fronte nazionale di resistenza?

    AK: Il fronte rappresenta una urgente necessità ed io sono sicuro che presto o tardi nascerà. Alla fine riusciremo a trovare un ponte per superare le differenze esistenti tra i dirigenti delle forze nazionaliste, islamiche e comuniste. Al livello popolare la cooperazione è già evidente poiché la resistenza non è un fatto religioso o confessionale ma un problema di autodeterminazione nazionale e sociale. Tuttavia non è possibile prevedere quanto tempo sarà necessario a forgiare il fronte. Occorre tenere presente che l´occupazione dura soltanto da sei mesi mentre noi siamo stati privati della vita politica per decenni. Abbiamo bisogno di tempo per costruire la dirigenza e il comando centrale necessari.

    CA: È vero che il problema politico principale per la resistenza è la relazione con la leadership sciita?

    AK: Non esiste una leadership sciita comune. Da una parte vi è il clero che pensa soltanto a mantenere il proprio ruolo. Esso si oppone all´occupazione non per principio ma in quanto essa ne mette in pericolo gli interessi. Dal canto loro gli Stati Uniti hanno già capito che il loro Consiglio Provvisorio non li condurrà lontano e che hanno bisogno di altri pilastri. Per questo motivo stanno corteggiando alcuni leader del clero come hanno fatto con l´Ayatollah al-Hakim. D´altra parte occorre tener presente che ci sono milioni di sciiti estremamente poveri. Essi erano comunisti ed ora seguono Muqtada al-Sadr il quale si sta opponendo realmente all´occupazione. Essi difendono principalmente i loro interessi di classe ivi compresa l´indipendenza dall´imperialismo e ció indipendentemente dal fatto che seguano il Partito Comunista o al-Sadr. A tal riguardo basti ricordare quanto diversa è stata la reazione delle masse sciite nelle due occasioni dell´uccisione di al-Hakim e dell´attacco ad al-Sadr. Per al-Hakim essi hanno espresso il proprio dolore in modo tradizionale, per testimoniargli onore, ma quando gli Stati Uniti hanno minacciato al-Sadr essi hanno circondato la sua casa costituendo una sorta di resistenza militare contro il suo arresto, arresto che infatti è stato impedito. Il processo in merito alla definizione del ruolo politico del clero non è ancora terminato e sarà oggetto di ulteriori conflitti. Il suo risultato è decisivo per la resistenza _ come sanno bene anche gli Stati Uniti. Purtroppo essi sono potenti e troveranno sempre qualcuno pronto a collaborare.

    CA: Cosa ti aspetti dal movimento mondiale contro la guerra?

    AK: Abbiamo assolutamente bisogno di questo movimento e su più livelli. Innanzitutto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna per esercitare pressione nei confronti dei guerrafondai e per forzarli a ritirare le truppe. In secondo luogo per esercitare pressione sui governi europei affinché non giustifichino retroattivamente l´aggressione e l´occupazione dando soldi o inviando truppe, anche se ciò dovesse essere fatto sotto la copertura delle Nazioni Uniti. I cani da guardia americani e britannici devono essere progressivamente isolati. In terzo luogo la resistenza ha bisogno di sostegno politico diretto come quello dato dal Campo Antimperialista. La risoluzione adottata ad Assisi che invoca apertamente la vittoria della resistenza e che è stata sottoscritta da decine di organizzazioni in tutto il mondo è stata diffusa in Iraq e ha incoraggiato il movimento di resistenza. Attendiamo anche i risultati della manifestazione internazionale contro l´occupazione e in favore della resistenza prevista il 6 dicembre a Roma. Se migliaia e migliaia di persone dovessero manifestare per esprimere il proprio sostegno sarebbe un colpo politico importante contro i nostri nemici e i loro collaboratori europei, mediorientali e iracheni.

    Vienna, 27 ottobre 2003

  3. #3
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    Predefinito Re: Assassinato dirigente comunista iraqeno

    In Origine Postato da alemaggia
    Assassinato dirigente comunista
    Saadun Mohammad, un dirigente del Partito comunista iracheno e membro del Consiglio nazionale (l'assemblea provvisoria), è stato ucciso oggi a colpi di arma da fuoco in una località a nord di Bagdad. Un portavoce del partito ha reso noto che Mohammad è stato assassinato in un'imboscata assieme a tre guardie del corpo sulla strada che collega Jebel Himrin a Kirkuk, a circa 160 chilometri dalla capitale Bagdad. Al momento dell'agguato, il dirigente comunista era diretto nella città di Suleinamiya.

    compagni incitiamo ancora la resistenza?
    è come se nel 45 sai fossimo stati con la RSI.

    mi verrete a dire che l hanno ucciso gli americani.
    forse,
    mi verrete a dire che sono un pagliaccio che legge superficialmente le notizie.
    è probabile.

    io credo che l anti amaricanismo ci sta facendo tifare per gente che porterebbe la popolazione iraqena nell incubo del medioevo islamico.

    sto per questo coi colonizzatori americani?
    no di certo.
    però stiamo attenti a far il tifo..
    credo che la democrazia e la difesa della laicità dello stato iraqeno debbano essere obbietivi da anteporre pure all anti americanismo.
    attento ale: devi distinguere tra quelli che vengono definiti guerriglieri e ribelli;ci sono quelli che decapitano e vogliono soltanto il caos, xkè fin quando non si raggiunge il loro obiettivo senza se e senza ma, non saranno contenti e questi io li definisco terroristi;poi ci sono quelli per cui io simpatizzo, vale a dire coloro che si battono per la liberazione dell'iraq dall'occupazione ingiusta da parte degli yankee!un esempio sono i ribelli di falluja.
    Quindi io non credo che l'antiamericanismo ci stia facendo tifare per le persone sbagliate: io credo che si possa restare antiamericani pur mantenendo uno spirito di critica verso anche gli altri nemici degli usa.

  4. #4
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    Predefinito

    Quel PC irakeno di cui il signore era esponente è un PC collaborazionista sputtanato i cui militanti e quadri sono usciti dal partito per la sua scelta di fare da zerbino agli americani.in una guerra di liberazione nazionale chi si schiera con l'occupante è un servo e se si fa chiamare"comunista" è anche peggio.

  5. #5
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    Semmai partecipare al "governo provvisorio"(nominato da Paul Bremer: nota incarnazione della volontà popolare irachena!), è come partecipare alla RSI o al governo di Petain(Allawi è una nota spia della CIA)....
    Se non siamo in grado di distinguere questo....è l'abc....

    Gli USA sono in rotta ovunque: ascolta il reporter del tg3 da Baghdad....è ora di chiedersi non da che parte sta il sedicente partito comunista iracheno...ma da che parte sta il popolo iracheno....

    E poi vi sono diverse sigle comuniste che appoggiano la Resistenza; sigle che dietro hanno sostanziose componenti della popolazione: il pc iracheno che fa parte del governo collabos non conta niente presso il popolo....come è giusto che sia.
    Dolore per tutte le vite umane interrotte(ma quelle irachene sono 1.500.000 in 12 anni di embargo e contaminazione radioattiva/500.000 dei quali solo bambini e neonati, e 100.000 morti civili nell'ultimo anno; perchè non ricordate mai questo olocausto?): ma c'è una guerra; una sporca e schifosa guerra che NON la Resistenza ha voluto...non dimentichiamolo...
    E poi, come ricorda Eegol: guarda che in un comunicato video del luglio 2004(mandato in onda anche dal tg2) la Resistenza stessa ha fatto sapere di considerare "al-qaeda" alla stregua degli invasori...altro che "Falluja ricovero delle milizie di Al-Zarqawi"...et similari balle propagandistiche dei media...è guerra popolare.

    slauti democratici

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Assassinato dirigente comunista iraqeno

    stiamo in bilico sulla lama di un rasoio.
    distinguere cio che è buono da ciò che è cattivo , da qui , mi pare difficile.
    leggo 3d da curva nord esultanti x la morte di ragazzi dell una o dell altra parte.
    io per ora so che ci stanno tagliatori di teste , ulema(preti)che guidano la resistenza , colonizzatori usa , e un assemblea formata da tutti i movimenti politici iraqeni.

    non è forse che il pc nel governo provvisorio veda piu lontano , voglia una forma forse controllata , forse limitata di democrazia ,
    ma nella quale pure i comunisti e i socialisti iraqeni possano parlare cosa che
    non potrebbero fare in un governo teocratico?

    magari mi sbaglio ,magari non ci ho capito nulla.

    però io penso che arrivare a elezioni e a uno stato democratico e sopratutto laico sia un obbiettivo fondamentale che tutti dovremmo portar avanti.
    mi direte che sarebbe democrazia falsa..artificiosa..sotto controllo yankee.
    è probabile.
    anzi è certo.
    ma noi ci viviamo da 60 anni in una democrazia simile..e se tutti noi possiamo star al pc a dir cavolate è proprio per i compromessi di democrazia tra tutte le forze politiche nel 45 sotto la guida usa.
    forse il pc iraqeno mai governerà
    però potra stare in un parlamento.
    nella teocrazia dei resistenti manipolati da ulema e tagliatori di teste , un comunista in parlamento potrebbe sedere?
    no non esisterebbe nemmeno il parlamento.

  7. #7
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    Predefinito

    a preciso che i miei son dubbi..non certezze che pare tutti voi abbiate.
    se mi insegnate pure a me ad aver certezze..
    forse basta ripetere tante volte la parola propaganda e dare un tono un po incazzoso ai post.
    tutti con certezze in sto forum..
    ma..

 

 

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