Gli amministratori riminesi hanno imboccato la strada giusta, turisticamente parlando, lanciando la destagionalizzazione e il congressuale. Ma si deve fare di più per l’aeroporto: so che sono stati compiuti degli sforzi ma serve un rilancio più forte, perchè le infrastrutture sono un aspetto fondamentale del turismo”. Parole e musica dell’onorevole Enrico Letta, che partecipando ieri alla seconda e ultima delle “Giornate sul turismo” della Margherita, si è affiancato ai relatori che l’hanno preceduto venerdì nel rivendicare la nascita di un ministero al Turismo, indispensabile “per rilanciare la marca Italia sui mercati internazionali”. Quanto poi ai nuovi mercati turistici emergenti, Letta ha sollecitato a “facilitare il rilascio dei visti, ad esempio per Cina ed India. Se non snelliamo la burocrazia non vedremo mai turisti da quei paesi”. Quindi un auspicio per politiche che facilitino l’ampliamento di dimensioni degli hotel: “La gestione familiare che ci contraddistingue non va più bene, ma questo non riguarda Rimini”. Altro invito è stato per le Fiere: più collaborazione meno concorrenza. Letta si è detto, infine, favorevole al taglio dell’Iva per il turismo, ma contrario all’istituzione di una tassa di soggiorno, ipotizzata venerdì dal presidente dell’Eurispes Gianmaria Fara. Tra gli interventi, quello di Stefano Landi (Confturismo-Confcommercio) che ha auspicato l’apertura di case da gioco nelle località turistiche, specie termali: musica per gli orecchi dei riccionesi.A trarre le conclusioni l’assessore regionale al Turismo Guido Pasi (assente il governatore Vasco Errani), il quale, pur dicendosi favorevole al ministero del Turismo, ha stigmatizzato l’ipotesi che gira “pur senza nomi e cognomi” di modificare l’Enit “Togliendo competenze alle Regioni: scatterebbe immediato il ricorso, da parte nostra, contro questa legge”. Quindi il refrain sulla mancanza di fondi e di attenzioni, dal Governo, per il settore. Quanto alla richiesta di un ministero, il Cdu riminese rivendica l’imprimatur sull’ipotesi. Maurizio Nanni fa notare che: “Le Regioni accusano il Governo di non avere una politica nazionale sul turismo (decisioni, finanziamenti, etc..) per poi rivendicare costituzionalmente le competenze esclusive in materia di turismo, ogni regione ha l’assessorato al turismo (decisione e finanziamenti) e lo strumento di promozione (Apt)”. Ma ad ogni modo Nanni propone una battaglia comune, Udc-Margherita, per il turismo, “contro certa sinistra”.

Fonte: Corriere Romagna - 13/11/2004