Conscio che le uniche chances di essere rieletto risiedano nell' ingannare un' altra volta gli italiani, il sòla si appresta ad abolire la par condicio, la sacrosanta legge varata dall' Ulivo ch' egli considera "liberticida".
Eh si perché il sedicente paladino della concorrenza è incapace di misurarsi con gli avversari su di un piano di parità. Alfine di evitarla, la concorrenza, pretende di avvalersi appieno della posizione dominante e privilegiata che i suoi mezzi d' informazione gli garantiscono.
Perciò, dopo aver sostituito il troppo indipendente Mentana con il maggiormente prono Rossella, vuole libertà di spot, di sondaggi pilotati, di indicazioni di voto anche a urne aperte.

Già il fatto che uno dei candidati alle elezioni sia proprietario di mezzi d' informazione è cosa che dovrebbe far inorridire ogni sincero democratico, ma il premier, fidando sulla poca dimestichezza con le regole di una democrazia di molti suoi sostenitori, intende profittarne sino in fondo. Cosi anche se il responso delle urne sarà negativo, il premier Silvio Berlusconi potrà sempre consolarsi sapendo di aver arricchito ancor più l' imprenditore Berlusconi Silvio commissionando alle sue tv una miriade di spot. Non solo, ma costringendo anche gli avversari che eventualmente volessero stargli al passo a suon di spot a versare soldi nelle sue tasche.

Ma abolire la par condicio non gli servirà a nulla, gli italiani hanno già da tempo preparato gli stivali coi quali lo cacceranno a pedate sul deretano.

g