CALTANISSETTA - Carlo Azeglio Ciampi, dal centro della Sicilia, parla agli amministratori locali per dire che considera ''inaccettabile il distacco tra il Mezzogiorno e il resto del Paese, intollerabile lo spreco di risorse umane e naturali e di potenzialita', intollerabile un tasso di disoccupazione nazionale doppio al Sud rispetto al resto del Paese''.
br> Occorre che i governi esercitino la responsabilita' di trovare, sottolinea, le risorse per lo sviluppo. ''Il problema del Mezzogiorno diviene ancora piu' la grande questione nazionale italiana'' afferma Carlo Azeglio Ciampi, con l'allargamento dell'Unione europea ad altri Paesi meno sviluppati, ai quali dal 2006 dovra' dedicare un'attenzione particolare con ''una riduzione delle risorse finora destinate ad altri territori, tra cui una parte del Mezzogiorno d'Italia''.

''Tocca principalmente alle autorita' statali - aggiunge il presidente della Repubblica - provvedere a dotare le regioni meno favorite, in tempi che non si dilatino all'infinito, delle infrastrutture materiali e immateriali di cui sono carenti: dal completamento delle grandi vie di comunicazioni, stradali e ferroviarie, alla predisposizione di un adeguato e omogeneo sistema scolastico e di formazione, fino ai livelli piu' elevati. E' altresi' responsabilita' dei governi far si' che siano attribuiti e riconosciuti a ciascun livello di governo inferiore, insieme ai poteri che ad essi e' giusto competano e ai compiti che essi possono meglio svolgere, anche le risorse occorrenti per svolgerli''.

Ciampi ha ricordato le ''cento idee per lo sviluppo'' che furono discusse a dicembre del 1998 in un convegno a Catania, al quale partecipo' in veste di ministro del Tesoro e ha richiamato le indicazioni che furono date allora. Idee che, ha lasciato intendere con il solo fatto di elencarle, sono rimaste in gran parte inattuate. Riguardavano misure per rafforzare la competitivita' dopo l'ingresso nell'euro e mettevano l'accento sulla necessita' di ''estirpare i focolai di criminalita' e misure a favore delle imprese e dei lavoratori con l'attuazione dei Patti Territoriali e contratti d'area ed altri strumenti, oltre all' invito a rafforzare un ''forte spirito di dialogo e la capacita' di fare sistema, realizzando una alleanza tra autonomie locali''.

aggiungo solo una piccola considerazione:

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