Il parlamentare verde Paolo Cento ha ieri affermato che a Falluja si commettono crimini contro l'umanità. Non si riferiva all'esecuzione dell'operatrice umanitaria britannica Margareth Hassan, documentata nel solito video. Né alla fatwa emessa da un ideologo saudita affiliato ad Al Qaeda, che corregge il Corano annunciando che è lecito uccidere donne e bambini stranieri. Si riferiva, come molti nella sinistra italiana, al caso del combattente islamico ucciso a freddo da un marine in moschea.E' cosa buona e giusta protestare e chiedere un'indagine su episodi come quello documentato da un giornalista «embedded»; ma è davvero un'imperdonabile censura quella che il fronte antiamericano si concede su quanto si sta scoprendo a Falluja, sul regime di terrore cui la città era stato sottoposto dai guerriglieri salafiti. Magari per chiedersi se è a questa gente che vorrebbero affidare il nuovo Iraq.
Per raccontare che cos'era Falluja, ci affidiamo a una fonte non di parte, il giornale giordano Al Quds Al Arabi, in una corrispondenza dalla città sunnita firmata da Naad Baker: «Carceri, stanze di tortura dentro le case, cadaveri bruciati e tumefatti per terra. Orrore che rivela un profilo sinistro del governo islamico che ha imposto il proprio potere sulla città lungo gli ultimi otto mesi. La scoperta dei cadaveri in concomitanza con la testimonianza degli abitanti disegnano un quadro infernale sulla realtà della città, governata da un Consiglio di Consulta composto da religiosi fondamentalisti e da guerriglieri islamici che emetteva le fatwa e le faceva rispettare da uomini armati: erano messi al bando l'ascolto della musica, la vendita e il consumo degli alcolici. I peccatori venivano frustrati in pubblico, rispettivamente con 60 e 80 frustate». Il giornalista arabo ha visto i manifesti che riportavano «l'ordine alle donne di vestirsi con lo hijaab dalla testa fino a coprire le caviglie, pena la condanna a morte. I cadaveri di due donne ritrovati la sera di domenica scorsa dimostrano che le minacce di morte non erano solo parole». Ecco qualche crimine contro l'umanità commesso a Falluja.
da www.ilriformista.it
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