Da Grilli alla ragioneria dello stato a Bini Smaghi al tesoro,i prodiani mai sostituiti da Tremonti continuano a gestire i conti. LA POLITICA FISCALE IN MANO A UNA CORTE DI MANDARINI
di Elisa Calessi,da Libero
L'ira di Berlusconi in queste ore,raccontano,ha un bersaglio preciso: i tecnici del Tesoro.Gli uomini che,a detta del premier,hanno fornito cifre sbagliate,approssimative,se non omesso la reale situazione dei conti pubblici."Voglio sapere nome e cognome di tutti e da dove vengono".Il primo della lista nera è Vittorio Grilli,Ragioniere dello stato.Entrato in via 20 settembre all'epoca del governo Amato,ha fatto carriera come braccio destro di Mario Draghi,il piu'illustre dei Ciampi boys.Da allora,la sua carriera è stata tutta in ascesa.Nominato da Lamberto Dini dirigente generale del Tesoro,li'rimane x tutti i governi ulivisti.Fino al 2000 quando torna a fare il professore di economia monetaria internazionale alla Bocconi.Pausa breve xche' nel 2002 Tremonti lo ripesca per la Ragioneria dello stato.Si dice grazie al pressing di Gaetano Gifuni,eminenza grigia del Quirinale.Noti sono i suoi ottimi rapporti con Vincenzo Visco,ex ministro diessino dell'economia.Basti dire che quando Tremonti lo nomino'x vigilare sul bilancio dello stato Visco-evento unico-si complimento'con l'avversario."Una volta tanto una scelta di Tremonti coincide con quello che avrei fatto io".Proprio su Grilli si è concentrata l'ira funesta del premier e dei suoi.Sarebbe lui,accusano,il principale responsabile del pasticcio sulle tasse.Vero o no,Berlusconi non è l'unico a puntare il dito contro di lui.A microfoni spenti,nell'entourage del premier lo accusano di mancanza di coraggio,di non aver detto come stavano veramente le cose,di aver preferito camuffare la realta'per non assumersi la responsabilita'di scelte scomode.Fino a chi lo definisce un bravo burocrate,ma non all'altezza del ruolo che ricopre.Nei corridoi della Ragioneria ovviamente sono arrivati gli echi di questi giudizi.Insieme al timore che si traducano in un repulisti generale."Siamo tutti con l'elmetto in mano"dice un alto dirigente della Ragioneria.Grilli,del resto,è solo il primo di un lungo elenco."Il problema",spiega un consigliere del premier,"è che Tremonti non ha sostituito praticamente nessuno.Quando addirittura non ha nominato gente loro.Era ed è rimasto il vivaio della sinistra e dei poteri forti".I punti nevralgici del superministero sono 2:dipartimento del tesoro e ragioneria dello stato.Quanto al primo,da quando Siniscalco ha sostituito Tremonti non è ancora stato nominato un direttore generale.Altro motivo di irritazione nelle stanze di Palazzo Chigi"non si è mai visto un ministro che fa anche il direttore generale".L'uomo forte del dipartimento è Lorenzo Bini Smaghi che cura i rapporti finanziari e internazionali.Ex di Bankitalia,venne nominato da Ciampi,ministro del tesoro del governo Prodi.Di lui si era parlato come membro del consiglio superiore della banca d'Italia.Ed era uno dei candidati a sostituire Tommaso Padoa Schioppa alla Bce.Non se ne fece nulla e,per la gioa di "fazisti"e "ciampiani",è rimasto al tesoro.Gradito ad Antonio Fazio è anche Fabrizio Barca,del dip.per le politiche di coesione.Altro uomo di Bankitalia arrivato prima di Tremonti e li'rimasto è Roberto Ulissi,della direzione 4,sistema bancario e finanziario.Non a caso fu l'uomo della mediazione nell'aspra battaglia condotta da Tremonti sulle fondazioni bancarie.Maria Cannata Bonfrate,al vertice della direzione che si occupa del debito pubblico,è una cosiddetta "interna".Arriva a via 20 settembre in ben altre satagioni politiche,li'è saldamente rimasta.Il centro nevralgico del ministero termina con Fernando Carpentieri,alla direzione operazioni finanziarie e Dario Scannapieco alla finanza.Entrambi sherpa nominati dai governi precedenti e quindi confermati.L'altro braccio dell'Economia,forse il + delicato,è la ragioneria.Gli uomini forti sono due: il primo è Francesco Massicci,responsabile dell'ispettorato x la spesa sociale.Considerato molto vicino ai DS,è stato il braccio destro della diessina Laura Pennacchi all'epoca in cui era sottosegretario all'economia con Visco.Il secondo collaboratore + stretto di Grilli è Luigi Pacifico,dell'ispettorato generale x le politiche di bilancio.La sua carriera al tesoro comincia con il ministro socialista Rino Formica che nel 1989 lo nomina direttore generale.Da allora ha attraversato tutti i governi della prima e della seconda Repubblica,stringendo ottimi rapporti con gli uomini dei governi ulivisti.Come in ogni ministero anche a via 20 settembre ci sono state le conversioni.Arrivato il ministro colbertiano molti si sono scoperti tremontiani.Fatto sta che si contano sulle dita i direttori generali nominati ex novo.A conti fatti,dicono,due: il primo ai monopoli di stato,il secondo alle entrate





