Gianfranco Fini ce l'ha fatta a coronare il suo sogno.
Da sempre si è pagato i viaggi, le crociere, i tour operator. Sono anni che si prende lunghi periodi di pausa e torna fresco e abbronzato dai suoi soggiorni di piacere all'estero.
Ora fa un passo avanti. Dalla Farnesina, continuerà a fare il giramondo senza rendere più conto a nessuno, e inoltre a scrocco, con un pizzico di confort in più.
Fini, l'incompetente globale, l'eterno parvenu. E' un maestro nel millantare capacità e nel mascherare la sua pigrizia. I maligni di An dicevano un tempo che si era preso il ruolo di vicepremier per contare qualcosa e non fare un cazzo. Tant'è vero che venne sorpreso più di una volta in pieno giorno nel suo studio a Palazzo Chigi davanti alla tv per le partite di baseball.
Fini, il superficiale, l'uomo dei valori ma senza ideali.
Tanto superficiale che forse ha sottovalutato la vitaccia che farà da ministro degli Esteri. L'Europa mantiene, nei suoi confronti, pregiudizi forse ancora più duri di quanti ne ha per Berlusconi. In Europa, Fini è "il fascista". Tutt'al più, l'ex fascista, non certo il rappresentante della destra conservatrice.
Sarà interessante vederlo all'opera. C'è chi dice che così Berlusconi non avrà più un alter ego per la politica internazionale, che Fini imprimerà le sue idee e le sue scelte. Ne dubito molto. Anzi, sarei pronto a scommettere che invece farà la solita tigre di carta, contento di scaldare una sedia e di viaggiare gratis per un anno.
Già, un anno, se va bene. Perché ormai siamo agli sgoccioli, e pensare di imprimere una svolta nel poco tempo che resta, è solo l'illusoria speranza di un manipolo di disperati che continuano a sragionare.




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