Cespas news
Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo
16 novembre 2004
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ONU, PER LA POLONIA UNA CONDANNA SCANDALOSA
La Commissione ONU per i diritti umani ha condannato la
Polonia perché ha una legislazione troppo restrittiva
sull'aborto (previsto in caso di stupro o di rischi per
la vita della madre).
La Commissione ONU esorta dunque il governo polacco a
"liberalizzare la sua legislazione e la pratica
dell'aborto" (Osservazioni conclusive, 5 novembre 2004,
no.8).
Inoltre condanna l'obiezione di coscienza dei medici,
invitando (forse sarebbe più corretto "minacciando") il
governo polacco a fornire spiegazioni sull'uso effettivo
di questa clausola.
"La direttiva della Commissione ONU sui diritti umani è
di una gravità inaudita – dichiara il CESPAS (Centro
Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo)-.
Anzitutto perché interferisce in materie che, secondo
la Carta dell'ONU, fanno parte della giurisdizione
propria di ogni Paese.
In secondo luogo perché eleva l'aborto a diritto umano
fondamentale, il che non trova alcun riscontro nei
documenti ufficiali dell'ONU.
Anzi, l'Accordo Internazionale sui Diritti civili e
politici stabilisce all'articolo 6 il 'diritto alla
vita' di ogni essere umano".
E' dunque evidente che singole Commissioni e Agenzie
dell'ONU sono ormai in mano a delle lobby che tentano
di forzare gli accordi internazionali e di inserire
nuovi concetti che nulla hanno a che fare con la
volontà dei popoli.
"E' ora – afferma il CESPAS – che i governi, a cominciare
da quello italiano, chiedano conto del loro operato a chi
li rappresenta in queste istituzioni; e che denuncino
Agenzie e Commissioni ONU ogni volta che violano gli
accordi internazionali".




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