Il monito del vescovo emerito di Vicenza Nonis al convegno diocesano su carità e salute
«Meno messe e più volontariato per affrontare le nuove povertà»
In crescita le malattie mentali. Padre Carraro: «I politici facciano la loro parte»
Sono le «nuove povertà» l’emergenza sociale di oggi, insieme alle malattie mentali sempre più diffuse anche tra i giovani. Emergenze che vedono impegnato un piccolo esercito di volontari, oltre un milione di persone attive, i cui rappresentanti erano riuniti ieri al Centro Carraro per il convegno diocesano annuale della Pastorale Carità e Salute. Donne sole con figli piccoli, alcolisti, vittime dell’usura, gli anziani poveri, i malati di Alzheimer, gli immigrati, sono le categorie alle quali riservare maggiore attenzione e impegno, è il monito di mons. Pietro Nonis, vescovo emerito di Vicenza.
Sono quasi 12 mila in più gli stranieri soggiornanti a Verona secondo la stima contenuta nel dossier Caritas 2004 rispetto ai dati forniti dal ministero: se per il Viminale la cifra è di 46.376, per la Caritas il valore assoluto a Verona è di 58.082. Perché? Perché la Caritas tiene conto anche dei minori, che non vengono presi in considerazione dal ministero che si basa sui passaporti. A Verona quindi i minori sono 11.706, vale a dire il 20 per cento della presenza totale che è di 58.082 stranieri dei quali il 43,2 è rappresentato da donne. Le domande di regolarizzazione a Verona sono state 12.833 pari quasi al 21 per cento del Veneto. Il dato di Verona, sulla base dei dati forniti dalla Caritas per tutta la Regione, è il secondo nel Veneto: al primo posto c’è Treviso con una presenza di stranieri soggiornanti pari a 64.440 persone di cui 11.991 bambini; al terzo posto Vicenza seguita da Padova, Venezia, Belluno e Rovigo. In totale nel Veneto per il ministero dell’Interno risultano soggiornanti 213.798 stranieri, mentre per la Caritas sono 264.074, con una differenza in più di oltre 50 mila minori.




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